Il Tirreno

Grosseto

Illustrato da Bonaccorsi il piano di rilancio

Arriva il master in archeologia presto anche una summer-school

Elisabetta Giorgi
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UNIVERSITÀ. A Grosseto

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 GROSSETO. Se l'università di Siena è in crisi, il polo grossetano può dormire sogni tranquilli. «Nessuna chiusura ma rilancio»: è stato questo, ieri al Polo universitario, il cuore della conferenza stampa che, convocata per fare il bilancio sul progetto "L'università torna a scuola" (ciclo di incontri che ha coinvolto 500 studenti delle superiori), è poi virata sulla salute del Polo universitario.  In arrivo sono un master in archeologia e una summer-school. Nella sala delle colonne c'erano Andrea Bonaccorsi (presidente del comitato tecnico-scientifico del Polo); Valerio Pizzuti (vicepresidente del polo universitario), Simone Giusti (vicepresidente del comitato), gli archeologi Lucia Sarti e Giuseppe Pucci, Gabriella Morelli (del comitato tecnico-scientifico). Premessa d'obbligo è che l'ateneo senese non naviga in acque troppo tranquille. Tuttavia - dice Pizzuti - «l'impegno a mantenere questa sede c'è», sia da parte delle istituzioni che dell'ateneo-madre. «Il rettore ha mantenuto le promesse fatte, penalizzando Siena e mantenendo corsi a Grosseto. Corsi in liquidazione, insomma, non ce ne sono. Anzi: stiamo cercando di dare più consistenza e peso specifico a quello che facciamo, migliorando l'esistente: creare un clima di sicurezza è la prerogativa perché l'università cresca». Bonaccorsi, per conto suo, alza il tiro: l'idea è quella non solo di mantenere, ma rilanciare. Specializzarsi e manifestare "eccellenze" è la via d'uscita dalla crisi. Obiettivi pluriennali sono «valorizzare il più possibile un'interazione forte con tutti i soggetti del territorio (scuole, famiglie, enti pubblici e privati), anche partendo da un coinvolgimento forte della scuola col progetto "L'università torna a scuola"». In arrivo sono una "summer-school" (progetto di scambio tra Grosseto/Spagna, finanziato con 100mila euro dal Comune di Grosseto), e un master in "archeologia preventiva": iniziativa altamente formativa rivolta ai laureati in archeologia e che, dice Sarti, «consentirà di svolgere indagini preventive in luoghi dove si stanno per svolgere interventi edilizi, per scoprire eventuali presenze di beni archeologici che potrebbero essere rovinati. Il senso di quello che vogliamo fare - conclude - è portare a Grosseto la ricerca scientifica e sviluppare il più possibile la rete di contatti sul territorio, con le scuole, le associazioni, gli studenti». Ma allo stesso tempo sviluppare progetti attrattivi nei confronti del mondo esterno. Intanto non tramonta la possibilità, già ventilata in passato ma ancora astratta, di aprire a offerte formative di altri atenei.

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