Il Tirreno

Grosseto

Trecento giorni per una risonanza

<b>DIECI MESI DI ATTESA </b>Ecco il foglio con la data dell&#146; appuntamento consegnato alla paziente
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DIECI MESI DI ATTESA Ecco il foglio con la data dell’ appuntamento consegnato alla paziente

Una paziente denuncia: all'inizio pensavo a uno scherzo

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 GROSSETO. Lì per lì ha pensato a un errore, a uno scherzo. Al telefono può capitare. Ma quando ieri mattina la signora Antonella è andata di persona all'ospedale per sincerarsi che quanto le avevano detto al telefono era vero, è stata una doccia fredda: l'appuntamento per fare la risonanza magnetica al rachide cervicale - le hanno confermato - si fa a febbraio 2011. Dieci mesi tondi tondi di attesa.  «Quando la scorsa settimana ho telefonato al centralino per prendere l'appuntamento - spiega Antonella - mi hanno detto che il primo giorno disponibile era il 19 febbraio 2011». La signora decide di non prenotare, perché preferisce ritentare di persona sperando che nel frattempo qualcuno disdica la sua visita e si liberi un posto prima. «Ma quando stamani (ieri per chi legge, ndc) sono andata direttamente all'urp dell'ospedale - spiega con la ricevuta della prenotazione tra le mani - mi hanno detto che quella seduta era già stata prenotata da qualcun'altro e mi hanno slittata al 28 febbraio 2011 alle 17.30».  Trecentouno giorni d'attesa e senza nemmeno potersi appuntare un promemoria: agende e calendari del 2011 saranno in commercio non prima di dicembre. Ma, battute a parte, per Antonella sono soprattutto quattro stagioni di dolori da sopportare. La risonanza, infatti, serve alla signora per curare le conseguenze di un incidente d'auto di metà aprile. Da quel momento il collo ha cominciato a fare i capricci.  Che i tempi d'attesa non fossero brevi Antonella un po' se lo aspettava, ma che la Asl ci mettesse più di quanto alla natura serve per creare una nuova vita certamente no. «La signorina che mi ha risposto al telefono - spiega Antonella - mi ha detto che potevo rivolgermi a un privato e poi avere un rimborso. Ma allo sportello mi hanno detto che neanche questo era previsto, perché la risonanza alla cervicale non rientra tra gli esami parzialmente rimborsabili, né tra quelli da ottenere in tempi brevi. E, comunque, non era la spesa che mi premeva in quel momento». La preoccupazione è evitare dieci mesi di dolore. «Per questo - spiega Antonella - mi sono rivolta a un istituto privato». Che ha assicurato la prestazione nel giro di ventiquattr'ore, a fronte di una spesa di 140 euro invece delle 36 che costa con il servizio sanitario nazionale. F.F.

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