Il Tirreno

Grosseto

Quando Garibaldi pretese il carbone

Renzo Wongher
<b>VAPORI</b> L&#146;imbarco delle camicie rosse
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VAPORI L’imbarco delle camicie rosse

Il magazziniere non voleva consegnarlo, Bixio lo... convinse L'Argentario ricorda la breve permanenza dei Mille

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 PORTO S. STEFANO. La rievocazione della spedizione dei Mille a 150 anni da quella straordinaria impresa, chiama in causa anche Porto S. Stefano, dove i garibaldini si rifornirono di carbone e di acqua.  Un rifornimento che non andò liscio e le camicie rosse, per avere l'indispensabile carbone, così come l'acqua, ricorsero a metodi spicci se non maneschi.  L'episodio è raccontato da vari autori, tra i quali Giuseppe Cesare Abba che prese parte alla spedizione e fu - testimone credibilissimo - di quei fatti.  Ma Garibaldi scese a terra a P.S.Stefano? Una lapide murata sul palazzo che fronteggia Piazza Vittorio Emanuele, afferma "Quì sostò....." ecc. E' vero che porta una data errata - il 10 Maggio - nonostante ciò quella lapide è considerata da tutti una buona testimonianza sulla visita dell'eroe dei due mondi a P.S.Stefano. Sembra comunque strano che G.C. Abba, il quale si diffonde, come vedremo, in minuti particolari (anche sull'incantevole paesaggio), non ne faccia il minimo cenno. L'autore fa il nome di Nino Bixio e di altri importanti capi del piccolo esercito e ne descrive il loro comportamento. Riporta Abba che...."i due vapori stettero all'ancora a Talamone tutta la notte tra l'8 e il 9 maggio e solo all'alba salparono per Porto S. Stefano. Breve tratto. La cittadella si svegliava. Viste dal porto le sue case parevano edificate l'una a inseguir l'altra su su, per arrivare in alto a trovare i giardini, i vigneti, gli oliveti pensili tra le rocce". Prosegue la cronaca dello scrittore garibaldino: "Vi scesero Bixio, Schiaffino e Bandi per andare, ai magazzini del Governo e in qualche modo farsi dare carbone e acqua... il Bandi s'accostò al custode dei magazzini e cominciò con le buone a tentarlo..., ma cului nicchiava e il Bandi non riusciva a convincerlo. Allora gli cadde là Bixio, che preso al petto il custode fedele, lo scosse un poco e, miracoli di quell'uomo, il carbone andò a bordo per dir così, da se. E andarono a bordo e viveri e barili d'acqua". Da altra fonte sappiamo che quel custode si chiamava Giuseppe Bracci. Abba scrisse a varie riprese sull'avventura garibaldini e nel suo libro "Da quarto al Volturo" dà dell'episodio una versione ancora più dettagliata e scrive: "Ci deve essere gran fretta di partire perché Bixio grida ai barcaioli che vanno e vengono portando acqua: "venti franchi ogni barile se me li portate prima delle 11. I barcaioli fanno forza di braccia e le barche volano". Altra fonte: "Alla richiesta del carbone il Bracci rispose negativamente al che Bixio lo prese violentemente per il bavero e il magazziniere cedette". Non c'è dubbio che se non fosse stato per il carbone di Porto S. Stefano, il "Piemonte" e il "Lombardo" non sarebbero mai arrivati a Marsala e i mille avrebbero molto patito la sete.

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