Il Tirreno

Grosseto

Non è di Arzu il dna sulle lattine

Pierluigi Sposato
<b>SOSPETTATO.</b> Raffaele Arzu
◗
SOSPETTATO. Raffaele Arzu

Ma è pronto il ritratto genetico dei banditi che uccisero Raffaele Baldanzi

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. «Il profilo genetico di Arzu Raffaele non coincide con alcuno dei profili estrapolati dai reperti in esame. Il profilo di Lostia Angelo non coincide con alcuno dei profili estrapolati dai reperti in esame. Il profilo genetico di Satta Canu Silvia non coincide con alcuno dei profili estrapolati dai reperti in esame». Non sono loro. Il dna parla chiaro: nessuno dei tre era sulla scena dell'assalto mortale al furgone portavalori del 7 gennaio 2008, in cui perse la vita Raffaele Baldanzi, 42 anni, vigilante, falciato dalle raffiche, mentre il collega Fabrizio Masini rimase ferito. O comunque non ci sono tracce dei tre indagati sui reperti raccolti dai carabinieri: lattine di birra, cellulare e caricatore, busta e fogli, nastro trasparente. Così ha concluso il biologo Elio Insirello, che il 16 dicembre scorso aveva ricevuto l'incarico dal gip Pietro Molino in sede di incidente probatorio. Questi risultati, insieme a quelli scaturiti dagli altri accertamenti, saranno oggetto di discussione questa mattina quando l'incidente probatorio vivrà la seconda e principale fase.  Lo specialista ha messo a confronto i reperti con i campioni prelevati dai tre indagati il 22 marzo scorso. Il 13 aprile ha stilato la relazione conclusiva indicando la negatività (per la precisione "nessuna compatibilità"), anche se in cinque campioni la incompatibilità è in misura inferiore (dal 17 al 29 per cento).  Nessuna risposta positiva nemmeno dai frammenti di impronte digitali e palmari: nessuno di loro - ha stabilito il perito Sebastiano Plutino - appartiene ad Arzu, Lostia e Satta Canu.  E le impronte di pneumatici? Qui la risposta di Plutino si fa duplice. Sono compatibili con i pneumatici Gislaved C 400 montati sull'Iveco Daily (quello usato per fermare il furgone portavalori) le impronte rilevate nel sopralluogo del 10 gennaio 2008. Non lo sono invece quelle rilevate nel sopralluogo del 13. Impossibile poi effettuare raffronti con i pneumatici del Sukuzi Vitara dato alle fiamme proprio perché distrutti nell'incendio.  Tutti i dati raccolti entrano così a far parte del fascicolo di indagine e potranno essere comunque utilizzabili per la ricerca dei responsabili. Sono ancora da individuare ma il loro "ritratto" già esiste. Il dna sarà verosimilmente inserito nella banca dati Afis per eventuali comparazioni con soggetti già presenti nel sistema. Un'operazione del genere è stata tentata, per le impronte digitali, dallo stesso Plutino nelle passate settimane: ma le modalità con le quali sta procedendo l'incidente probatorio non hanno trovato la possibilità di collaborazione da parte dei gabinetti di polizia scientifica e del Ris.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa