Il Tirreno

Grosseto

Il sindaco presenta l’organigramma della Barghi Srl: «La madre di Frosolini non compare nella società»

Niente parentopoli nell'affare Casalone E ora il Pdl rischia una maxi querela

Enrico Pizzi
<strong>CON LE CARTE.</strong> Il sindaco Emilio Bonifazi
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CON LE CARTE. Il sindaco Emilio Bonifazi

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GROSSETO. Non ci sono parenti dell'assessore ai lavori pubblici Maurizio Frosolini non soltanto nella società Barghi srl e nemmeno, nella Mps Fiduciaria che il 31 agosto del 2006 ha rilevato il 95% di Barghi. È la stessa fiduciaria a ufficializzare, di fatto, l'estraneità dell'assessore. A presentare le carte è, invece, il sindaco Emilio Bonifazi. Intanto nel consiglio comunale di ieri mattina, le scuse del gruppo consiliare del Pdl all'assessore, accusato di avere avuto interessi - attraverso la madre - nella società che ha realizzato il centro commerciale del Casalone non sono arrivate. Ma l'assessore aspetterà il prossimo consiglio prima di querelare il Pdl, salvo Franca Casagni che si era, a suo tempo, pubblicamente dissociata.  Le persone che hanno quote nella Barghi srl, tramite la Monte Paschi Fiduciaria - si legge - sono i tre fratelli Piccionetti: Riccardo, Roberto e Rossano, Romelio Ricci, che oltre alle quote per 500 euro che controlla direttamente, ha acquistato, attraverso la fiduciaria, quote per 1.200 euro, Stefania Ricci, figlia di Romelio e Gianni Pucci, genero di Romelio ed ex proprietario del Moderno, che ha acquistato, sempre tramite fiduciaria, quote per 1.700 euro. In pratica, due famiglie che hanno, ciascuna, il 50 per cento.  Il 21 aprile scorso il sindaco e l'assessore Frosolini, affiancati dal legale di quest'ultimo, l'avvocato Luciano Giorgi, avevano sgomberato il campo dal dubbio, insinuato come una certezza da una interrogazione del Pdl, che la madre dell'assessore fosse socia della Barghi fino al 22 dicembre del 2007, nel momento in cui si adottava la variante che spostava l'Ipercoop al Commendone, e la Coop cedeva alla Barghi proprio l'area della ex fornace Chigiotti, al Casalone, con tanto di licenze edilizie che hanno consentito alla società di realizzare il centro commerciale.  Dalle visure camerali era emerso che la società Barghi era nata nell'ottobre del 2005: al momento della costituzione i soci erano Manuela Ghini per 6mila euro e Luisa Bartoletti, madre di Maurizio Frosolini, per 4mila euro. Con il deposito del bilancio il 22 giugno del 2007 era stato aggiornato anche l'elenco dei soci: alle due donne, il 31 agosto del 2006, erano subentrati Romelio Ricci e la Monte Paschi Fiduciaria. Il Pdl era stato tradito, però, dalla trascrizione di un atto del 22 dicembre 2007, depositato il 27 marzo 2008, con cui, erroneamente, era stato trascritto il vecchio elenco dei soci, un errore rettificato l'8 aprile, come risulta dalla visura.  Invece di scusarsi, il gruppo del Pdl, il 24 aprile, aveva diffuso un nuovo comunicato in cui non solo ribadiva che la madre dell'assessore risultava socia della Barghi fino al 22 dicembre del 2007, ma invitava il sindaco a spiegare lui - «se ci riesce» - l'anomalia, l'eventuale errore «del notaio, della Camera di commercio, di Internet» e gli chiedeva «se vuole fare davvero chiarezza» di dire «a chi sono state vendute quelle quote», in sostanza, chi si cela dietro la fiduciaria del Monte dei Paschi. Adesso è arrivata anche questa risposta, ma per le scuse potrebbe essere troppo tardi e la parola potrebbe passare alle carte bollate.

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