Il Tirreno

Grosseto

Da anni non aveva rapporti con la famiglia

La sorpresa della mamma «Davvero Andrea è morto?»

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 GROSSETO.«Salve signora Ciancio, sono un giornalista volevo sapere di Andrea». Dall'altra parte della cornetta un attimo di silnezio poi ecco la voce della mamma di Andrea Ginanneschi. «Perché che è successo? È morto? Mi dispiace, ma da quando è morto il suo babbo, nel '98 non l'ho più visto e sentito. Prima me ne ha fatte passare di tutti i colori».  Ci sono trentanni di dispiaceri nelle parole di mamma Sara che risponde dalla casa di Istia d'Ombrone. «Andrea era un ragazzo con tanti problemi - prosegue - ci sono stati anni in cui portava via da casa tutto quello che lasciavamo in giro. Nel nostro appartamento non c'è più un oro, un gioiello, li ha portati via tutti, uno alla volta. Non so che cosa ci facesse, probabilmente li rivendeva E quando sono finiti quelli ha preso perfino le lenzuola». Nelle parole della mamma non c'è rancore, ma il distacco di chi ha smesso anche di odiare. Andrea Ginanneschi, 46 anni, detto "Il Cubo", è l'ultimo di tre fratelli, un matrimonio alle spalle finito nel 1991 e una figlia avuto da una relazione a cavallo del 2000. La sua carriera criminale inizia 29 anni fa. È il 1981 quando viene beccato a rubare. L'anno dopo arriva la prima sentenza dal Tribunale di Gorsseto «sei mesi di reclusione e 60mila lire di multa». I suoi rapporti con la famiglia iniziano a farsi burrascosi proprio in quelli anni. «Le ripeto - continua la madre - non lo vedo e non lo sento fa oltre dieci anni e non sapevo nemmeno che fosse morto». Gli attriti tra la famiglia e "Il Cubo" sono andati anche per vie legali. Poi da quando il padre se n'è andato i rapporti sono cessati. Accanto a lui nei due mesi di degenza ospedaliera nel reparto di Rianimazione del Misericordia, è rimasta l'attuale compagna, che come anticipa l'avvocato Roberto Baccheschi si costituirà parte civile nel procedimento penale nei confronti di Antonio Domenico Rura, il metronotte che lo scorso 24 febbraio ha sparato otto colpi, l'ultimo dei quali ha ferito a morte il ladro in fuga. «Davvero è morto?», domanda la signora Sara prima di riagganciare. F.L.

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