Sicurezza
«La macchina si era già inceppata»
Federico Lazzotti
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LA TRAGEDIA. Il campo all’interno del quale stava lavorando l’operaioUn testimone: la sera prima era salito sulla piattaforma per riavviare la rilegatura
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GROSSETO. La sera prima della tragedia la rotopressa si era inceppata, aveva avuto un piccolo guasto che aveva costretto Lucio Rossi, l'operaio agricolo di 32 anni morto il primo maggio, a fermarsi, salire sulla Claas Variant 380, sbloccare le cinghie e riprendere il lavoro. A raccontarlo, anche ai carabinieri che stanno indagando sull'incidente di via del Mulinaccio, è Oliviero Francioli, agricoltore della zona ed ex presidente dell'Alberese calcio. «Non dico - premette - che quello a cui ho assistito la sera precedente sia collegato con la tragedia, ma può senz'altro essere un elemento sul quale riflettere per capire quello che è succeso il primo maggio». Sono le 20.30 di venerdì quando Lucio Rossi sta finendo di lavorare nel campo di Francioli, sempre nella zona di Alberese: passa dove il fieno è tagliato, lo mangia con la rotopressa fino a quando non è piena e si forma la balla che automaticamente viene legata con una rete e poi rilasciata in mezzo al campo. «Sono andato vicino a lui - ricorda Francioli - per chiedergli come procedeva il lavoro e per dirgli di usare un vialetto per andare nell'altra zona del campo. Lui si è fermato e mi ha detto: "Mi ha strappato la rete"». Qualcosa, insomma, nel meccanismo di rilegaturra della macchina non ha funzionato, «ha strappato» come ha detto Lucio all'amico. «La devo far rivedere», ha spiegato l'operaio agricolo prima di salire sulla macchina per controllare il guasto. «Non so che cosa abbia fatto perché non l'ho visto - ricorda - deve aver toccato qualcosa e dopo due secondi era di nuovo al suo posto». Possibile che il giorno successivo abbia avuto lo stesso problema e che abbia cercato di risolverlo allo stesso modo? «In questi giorni - conclude Fanciolli - ho sentito tanti discorsi sul fatto che certe riparazioni devono essere fatte con il motore spento, ma tutti quelli che lavorano nei campi sanno che il motore di una macchina è come il cuore e non ho mai visto nessun medico fare l'elettrocardiogramma a cuore spento». Una delle poche certezze degli inquirenti, le altre forse arriveranno dall'autopsia di oggi, è che Rossi, tra le 14.30 e le 15.30 di sabato abbia sentito qualcosa che non andava nella rilegatura. A questo punto - secondo la ricostruzione degli inquirenti - sarebbe salito sulla piattaforma inserendo la mano destra nel meccanismo che compatta il fieno al cui interno ci sono delle fasce di gomma dalle quali è strato strattonato. Tre le possibili cause della morte: la rottura dell'osso del collo, l'impatto con la sbarra di ferro oppure il soffocamento.
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