Sicurezza
Un giorno libero da... acquisti è un'idea eccezionale
Roberto Tonini / Braccagni
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Nel nostro amato capoluogo si stanno accapigliando per la chiusura domenicale dei negozi. Ormai anche l'ultimo tabù del primo maggio inizia ad essere insidiato; quasi tutti implorano i Comuni di poter aprire, cambiando di fatto la Festa del Lavoro in un'altra bella Giornata di Lavoro. D'altra parte bisogna superare il momento di crisi. In che modo? Consumando. Poi, passata la crisi, ci sarà senz'altro un altro valido motivo per restare aperti anche la domenica e - magari - tutti gli altri giorni festivi. Sì, perché - come viene ormai universalmente riconosciuto - sono i consumi che assicurano il benessere. Ormai questo è il solo argomento dove non c'è più nè scontro tra destra, sinistra o centro. Tutti d'accordo. Io mica tanto. Noi che siamo ragazzi di campagna in là con l'età ragioniamo diversamente: ma se nel mese di aprile del 2010 i commercianti a Grosseto hanno incassato il 10% in meno dello stesso mese dell'anno scorso, si può dedurre che le famiglie sono sopravvissute nel mese di aprile 2010 pur spendendo ben il 10% in meno dell'anno scorso. E' vero che l'Ascom deve tutelare gli interessi dei propri associati, ma farlo così spudoratamente mi pare esagerato. «C'è chi apre più di noi - scrivono - chi non chiude neppure il 1º maggio!». Ma se ci sono situazioni ancora peggiori della nostra perché dobbiamo invidiare il peggio. E io parlo da consumatore. Leggo poi in un altro articolo una riflessione sempre da parte dell'Ascom: «Molti degli esercizi commerciali, oltre tutto, sono a conduzione familiare, cosa che, in caso di aperture straordinarie nei giorni festivi, non implica il ricorso a personale esterno, ma si risolve con un semplice turn-over tra i componenti del nucleo familiare». Questo evidentemente per tentare di spiegare che i piccoli esercizi sono quelli che riceverebbero i maggiori benefici da questa apertura straordinaria. Una tesi quantomeno stupefacente. Io penso esattamente il contrario. È la grande distribuzione che può contare su di una forza dipendenti tale che con i turni può far fronte alle aperture straordinarie. No, le chiusure festive sono una manna per i proprietari dei supermercati ed una iattura - fino a prefigurare una concorrenza sleale - nei confronti dei piccoli. Nel novembre del 1975 andai in Australia e Nuova Zelanda per conto dell'allora neonato consorzio Grosseto Export. Fra le tante sorprese e novità quella che a me parve la più incredibile fu quando ci avvisarono di fare attenzione su come programmare il fine settimana perché, ci fu spiegato, al sabato e alla domenica i ristoranti e i negozi normalmente sono chiusi. Da quelle parti, infatti, al sabato e ancor più alla domenica la gente di lavorare non ne voleva sapere. Mi raccontarono che in certe ditte veniva dato il venerdì pomeriggio libero alle signore per dar loro modo di fare gli acquisti per il fine settimana! Agli antipodi in tutti i sensi... Avere almeno un giorno completamente libero dall'assillo-dovere di dover acquistare qualcosa, a me pare un'idea saggia, semplicemente eccezionale.
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