Lutto
Raccolgono 5 quintali di lentisco due tunisini denunciati nel Parco
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LENTISCO in fiore Una pianta sempre più a rischio razzia2 MINUTI DI LETTURA
ALBERESE. Facevano incetta di piante di lentisco all'interno del Parco della Maremma, in località Romitorio - proprietà dell'Azienda regionale di Alberese - poi lo caricavano su un furgone e, a quintali, lo trasferivano a Sanremo, per rivenderlo ad aziende e negozi di piante e fiori. Il lentisco in questo periodo (tra aprile e maggio) ha una fioritura stupenda. I frutti rossi sono ben visibili per mesi. Lo si usa per composizioni floreali e addobbi funerari, ma anche come verde ornamentale nelle cerimonie e nelle feste.
Con l'accusa di aver violato la legge 394/94 sono stati denunciati due tunisini residenti in provincia di Imperia, da anni in Italia con regolare permesso di soggiorno. Gli è stato sequestrato il furgone, un Fiat Scudo, con il carico a bordo: cinque quintali di fascine di lentisco. Se l'Azienda agricola di Alberese, proprietaria del terreno, deciderà di procedere nei loro confronti si aggiungerà l'accusa di furto.
Nel Parco della Maremma è la prima volta che si registra una simile violazione finalizzata alla vendita, «anche se da un paio d'anni le guardie del Parco - spiega il presidente Giampiero Sammuri - avevano notato, in diverse zone dell'area protetta, proprio in questo periodo, strani "tagli" di arbusti di lentisco, fascine preparate apposta per essere caricate su un veicolo e portate via. Non va dimenticato che attraverso i tagli indiscriminati, senza alcun controllo da parte degli organi preposti, seri danni ai boschi di lentisco sono stati causati negli anni in Albania, Tunisia e Sud Italia». Giovedì però la vigilanza dell'Ente Parco, dopo diversi appostamenti, ha visto e seguito il furgone dei tunisini costringendo i due uomini ad ammettere candidamente la violazione e a spiegare la ragione delle loro azioni. Quattro i guardaparco che hanno partecipato all'operazione.
«La prevenzione nei confronti di questo tipo di reato - conclude Sammuri - è fondamentale e sarà intensificata. Nel nostro Parco il lentisco si trova accompagnato a olivastro e mirto, in pascoli cespugliati e nelle aree più degradate residue della macchia, prevalentemente vicino alla costa». Una pianta molto bella, dunque, e a quanto pare sempre più ricercata. Anche troppo, se è vero come è vero che negli ultimi tempi (come qualche anno fa accadde con il rame) si è scatenata una caccia selvaggia con conseguenze a volte pazzesche. Non più di sette giorni fa, nei dintorni del campeggio Le Marze, tra Grosseto e Castiglione, addirittura ccoppiò una furibonda rissa tra "bracconieri" del lentisco: schiaffi, calci e pugni tra due gruppi di raccoglitori abusivi che si contendevano il territorio. Nell'occasione due tunisini e un marocchino (anche in quel caso residenti in Liguria) finirono all'ospedale.
Con l'accusa di aver violato la legge 394/94 sono stati denunciati due tunisini residenti in provincia di Imperia, da anni in Italia con regolare permesso di soggiorno. Gli è stato sequestrato il furgone, un Fiat Scudo, con il carico a bordo: cinque quintali di fascine di lentisco. Se l'Azienda agricola di Alberese, proprietaria del terreno, deciderà di procedere nei loro confronti si aggiungerà l'accusa di furto.
Nel Parco della Maremma è la prima volta che si registra una simile violazione finalizzata alla vendita, «anche se da un paio d'anni le guardie del Parco - spiega il presidente Giampiero Sammuri - avevano notato, in diverse zone dell'area protetta, proprio in questo periodo, strani "tagli" di arbusti di lentisco, fascine preparate apposta per essere caricate su un veicolo e portate via. Non va dimenticato che attraverso i tagli indiscriminati, senza alcun controllo da parte degli organi preposti, seri danni ai boschi di lentisco sono stati causati negli anni in Albania, Tunisia e Sud Italia». Giovedì però la vigilanza dell'Ente Parco, dopo diversi appostamenti, ha visto e seguito il furgone dei tunisini costringendo i due uomini ad ammettere candidamente la violazione e a spiegare la ragione delle loro azioni. Quattro i guardaparco che hanno partecipato all'operazione.
«La prevenzione nei confronti di questo tipo di reato - conclude Sammuri - è fondamentale e sarà intensificata. Nel nostro Parco il lentisco si trova accompagnato a olivastro e mirto, in pascoli cespugliati e nelle aree più degradate residue della macchia, prevalentemente vicino alla costa». Una pianta molto bella, dunque, e a quanto pare sempre più ricercata. Anche troppo, se è vero come è vero che negli ultimi tempi (come qualche anno fa accadde con il rame) si è scatenata una caccia selvaggia con conseguenze a volte pazzesche. Non più di sette giorni fa, nei dintorni del campeggio Le Marze, tra Grosseto e Castiglione, addirittura ccoppiò una furibonda rissa tra "bracconieri" del lentisco: schiaffi, calci e pugni tra due gruppi di raccoglitori abusivi che si contendevano il territorio. Nell'occasione due tunisini e un marocchino (anche in quel caso residenti in Liguria) finirono all'ospedale.
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