Sicurezza
Quelli pubblici sono 13
F.F.
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SPORCO. Un bagno pubblico in città Ma alcuni sono in condizioni fatiscenti
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GROSSETO. «Se ci fossero più bagni pubblici non saremmo costretti a ritrovarci con le toilette a gettone nei bar». Per i gestori di locali, dunque, mettere una "tassa" sull'uso del bagno non serve solo a scoraggiare le intemperanze dei clienti ma serve anche a coprire una carenza di servizi pubblici. Non la pensa così l'assessore ai lavori pubblici Maurizio Frosolini. «Non si può pensare - spiega Frosolini - che ci sia un bagno pubblico ad ogni angolo, in ogni parcheggio, in ogni piazza. Secondo le stime degli addetti ai lavori 13 bagni sono più che sufficienti per la popolazione del Comune; già 15 sarebbe una cifra ridondante, dunque siamo in linea con le esigenze della città. Inoltre mi preme ricordare che intorno alla cerchia delle mura un quarto bagno è in arrivo, già installato nei giardinetti di via Ximenes ed entrerà in funzione alla riapertura del parco ad uso dei bambini». E se il gettone pagato al bar per fare pipì a qualcuno sembra già un balzello, in realtà altrettanto costoso è l'uso i gabinetti pubblici. E non stiamo parlando dei 50 centesimi per far aprire la porta del wc, ma delle centinaia di migliaia di euro che sono costati i tredici casottini in cemento installati da una decina di anni nel capoluogo e nelle frazioni. «Ogni bagno pubblico è costato dai 35mila ai 40mila euro - spiega l'assessore Frosolini - a cui si devono aggiungere i costi per la manutenzione e la pulizia». In particolare si tratta di 4, 5mila euro a gabinetto all'anno che coprono la pulizia settimanale, la manutenzione trimestrale e la gestione. Una spesa di tutto rispetto per un servizio indispensabile che esiste in molte città europee ma che in Italia è spesso snobbato. E, dove esiste, è vanificato dal comportamento dei soliti incivili che non solo sporcano, ma distruggono e devastano. Dei tre gabinetti intorno alle mura - in via Ximenes, piazza De' Maria e via Porciatti - l'esame passa per i primi due; il terzo ieri era aperto, con sirena in funzione e avviso "atti vandalici". Del resto, se anche non fosse danneggiato, difficilmente qualcuno lo potrebbe usare, nelle condizioni fatiscenti in cui versa. E dunque, giuste le critiche di chi trova i bagni sporchi, maleodoranti e scarsi ma, intanto, se quando se ne trova uno lo si lasciasse in condizioni decenti, i 13 in funzione sarebbero tutti utilizzabili. «Certo - conclude Frosolini - serve la collaborazione di tutti e spero che i gestori dei bar continueranno a fornire questo servizio ai cittadini». E dovranno farlo a prescindere dalle indicazioni del Tar. «Con questa nuova sentenza - spiega il sindaco Bonifazi - anche la vecchia ordinanza che obbliga i gestori a far utilizzare la toilette a chiunque, e che è stata emanata dalle precedenti amministrazioni, non ha più valore». Obbligo o meno, toilette pubblica o del bar, ci si metta l'animo in pace: anche per il più fisiologico dei bisogni tocca tirare fuori il portafoglio.
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