Il Tirreno

Grosseto

Toccati i cavi dell’alta tensione, linea interrotta per 2 ore

Il treno si guasta a Giuncarico ma in stazione niente verificatori

Francesca Ferri
Il treno si guasta a Giuncarico ma in stazione niente verificatori

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 GROSSETO. Due ore di interruzione della linea ferroviaria a nord di Grosseto e treni costretti a viaggiare su un unico binario con ritardi e disagio per i passeggeri. È successo martedì mattina quando un treno merci, il 51261 proveniente da Torino e diretto a Bicocca in provincia di Catania, durante la corsa nei pressi di Giuncarico ha perso il telo di copertura di uno dei vagoni che, slacciandosi, ha toccato i cavi dell'alta tensione che alimentano le locomotive e ha fatto saltare l'erogazione di corrente. Risultato: oltre alla paura per lo scampato pericolo - con la corrente a 3mila volt non si scherza - treni fermi e binari e carri da ispezionare.  E a chi spetta l'incarico? Fino a un mese fa la stazione di Grosseto aveva il servizio verifica dei treni formato da quattro tecnici e il capo tecnico. Ma da un mese la Cargo sta chiudendo la sezione grossetana. E, dunque, martedì mattina il treno diretto in Sicilia ha dovuto aspettare un'ora e mezzo sui binari grossetani prima che si trovasse qualcuno per i necessari sopralluoghi. Arrivato alla stazione alle 9.40, il treno è ripartito intorno alle undici dopo aver accumulato un ritardo di 150 minuti.  Nello stesso arco di tempo tutti i convogli in transito nella tratta da Grosseto a Giuncarico, compresi quelli passeggeri, hanno subito forti ritardi, dovendo usare un unico binario sia per i treni in direzione Roma che per quelli in direzione Livorno.  Un motivo di amarezza in più per i cinque ferrovieri della verifica grossetana in presidio autogestito da un mese contro la decisione aziendale di chiudere il ramo nel quale hanno lavorato per anni. Una protesta che, secondo il sindacato Orsa, sottolinea due problemi che Cargo ha fatto nascere: non solo quello di perdere il posto di lavoro a Grosseto e di vedersi trasferire a Roma o a Livorno - queste le due destinazioni prospettate ai cinque - ma, soprattutto, quello di togliere risorse umane alla sicurezza dei treni. Concentrato l'intero servizio verifica a Livorno, infatti, la stazione si troverebbe congestionata di lavoro che non riuscirebbe a smaltire.  E il treno coinvolto nell'incidente di martedì ne è una prova. Fino a poco tempo fa veniva ispezionato a Grosseto, cioè dopo 500 chilometri dalla partenza, come prevede il regolamento di sicurezza per i treni come questo; anticipando tutto a Livorno, il treno viene verificato dopo appena 400 chilometri dall'inizio del viaggio e poi, fino a Catania, non passa alcuna verifica tecnica. E sono oltre 1.300 chilometri di rotaie.

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di Redazione web