Il Tirreno

Grosseto

CISL E CGIL

Terzo, i problemi sono stati ereditati

Antonella Biondi / Segreteria Fai Cisl
<b>CGIL. </b>Lorenzo Centenari
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CGIL. Lorenzo Centenari

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Mentre montava la campagna elettorale e la polemica politica spinta dal protagonismo di qualche esponente del Centrodestra che sta cercando di strumentalizzare il destino di una ventina di lavoratori del Terzo, per interesse della propria organizzazione sindacale di riferimento, non si può non riflettere su come si sono evolute le questioni che interessano azienda e dipendenti.  Vorremmo chiedere a questi soggetti che fine hanno fatto le promesse rivolte ai lavoratori per convincerli ad iscriversi ad altra organizzazione sindacale, promesse spesso tese a nascondere o a minimizzare le responsabilità della precedente Amministrazione di Centrodestra.  Veramente l'Ugl, quando per bocca del suo segretario, quando per bocca di un consigliere comunale che è anche dirigente sindacale, pensava di risolvere le questioni che non sono state risolte quando governava il Centrodestra, dimostrando così l'inefficienza dei sindacali confederali? Perché sbandiera le tessere quando una serie di lavoratori si dimettono dalla Cgil e Cisl e si iscrivono alla Ugl e non dice niente quando alcuni di questi, capita la manfrina, si sono reiscritti ai confederali?  Non solo per questo diffidiamo la stessa Ugl a parlare per conto di tutti i lavoratori, ma solo per conto di quelli che le conferiscono mandato esplicitamente, e non carpito subdolamente attraverso assemblee che tendono a coinvolgere anche altri lavoratori non iscritti all'Ugl.  La questione del Terzo è complessa perché era complessa, perché la situazione debitoria lasciata dalla precedente Amministrazione era pesante, e poi è difficile perché neppure con l'attuale Amministrazione si riesce a sviluppare un confronto che preveda prospettive rassicuranti.  Insistiamo per salvaguardare l'occupazione senza facili promesse per due o tre deleghe, non solo perché prima o poi i lavoratori e la pubblica opinione chiederanno conto delle promesse, ma perché uscire da questa situazione senza perdere occupazione e costruendo una prospettiva produttiva ed industriale richiede grande sforzo di volontà.

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