Attenzione
Spese pazze col bancomat rubato
Fa prelievi, paga il ristorante e compra gioielli
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CASTEL DEL PIANO. Un pomeriggio da "pascià": due prelievi al bancomat, lauto pranzo al ristorante e un salto in gioielleria per spendere più di duemila euro in collier e bracciali d'oro. Davvero una giornata speciale, quella del 16 gennaio 2008 per Ugo Colantonio, ventinovenne nato a Napoli ma di casa a Castel del Piano. Speciale, ma come spesso accade in questi casi durata poco e finita male: tutte quelle spese erano infatti frutto di un unico furto in seguito al quale - passata l'euforia da shopping - Colantonio si è ritrovato davanti al giudice con dieci capi d'imputazione sul groppone. Abituè dell'arte di arrangiarsi - costellata di denunce e condanne per piccoli furti e attività connesse - il giovane campano nella prima mattinata di quel giorno d'inverno si cimenta con successo in un colpo con destrezza: in viaggio su un pullman della Rama partito da Grosseto e diretto sull'Amiata, senza farsi notare arraffa il marsupio del conducente, impegnato alla guida del bus. E sceso a Castel del Piano, si dilegua con un bottino interessante, perché nel marsupio l'autista - oltre alla patente di guida e al codice fiscale - teneva bancomat e carta di credito. Fin qui il reato di furto aggravato dalla destrezza. Ma la storia continua. Perché armato di questa refurtiva, Colantonio dopo qualche ora è nella filiale castelpianese del Monte dei Paschi. Dove si qualifica per l'autista derubato, esibendo a riprova della sua (falsa) identità patente e bancomat: ed ecco il secondo reato, la sostituzione di persona. Reato, in questo caso, aggravato dal fatto che la "bugia" è finalizzata a commettere un terzo reato, la truffa. Il giovane infatti - esibite le false generalità - chiede di poter prelevare 800 euro. La truffa però non va in porto (e resta solo "tentata"), perché l'impiegata gli dice che il "suo" conto in realtà è aperto alla filiale di Arcidosso. Il giovane allora ferma l'operazione e se ne va. Dove? All'agenzia Mps di Arcidosso, ovviamente, dove replica la scena in fotocopia a un altro impiegato. Il quale però stavolta non solo si accorge dello scambio di identità, ma verifica pure che nel frattempo il legittimo titolare - accortosi del furto - aveva fatto bloccare il conto. Qui scatta la denuncia. Nel frattempo però Colantonio, a Castel del Piano, si è già dato alle spese pazze. Pranzo al ristorante (conto di 60 euro) e nel primo pomeriggio due sortite in gioielleria, con acquisto di un collier e di due bracciali d'oro, per un valore complessivo di 2130 euro. Il tutto pagando con le carte del malcapitato autista (ed ecco il quarto reato, l'utilizzo indebito di carte altrui), usate anche per un paio di prelievi al bancomat. Un eccesso di ingordigia che ha portato Colantonio dritto in Tribunale. Difeso dall'avvocato Patrizia Pagano, il giovane ha chiesto e ottenuto dal gup, Marco Mezzaluna, il patteggiamento. Valutata la recidiva, alla fine il giudice ha deciso per un anno e cinque mesi di reclusione e 1110 euro di multa, pena non sospesa.
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