Attenzione
Spaccalunotti arrestato, torna in carcere
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VETRI SPACCATI sulle auto in sosta: una scena che a Grosseto si ripete da anni con frequenza impressionante Preso a Follonica dopo una «fuga» durata una settimana
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GROSSETO. Torna in carcere "il signor Spaccalunotti", al secolo Gino Fatarelli, 55enne grossetano che da almeno quattro anni è l'incubo degli automobilisti maremmani. Fatarelli infatti è celeberrimo per la sua curiosa abitudine di uscire di casa - in genere nottetempo e quasi sempre in bicicletta - e di sfasciare i lunotti delle auto in sosta utilizzando grosse pietre raccolte qua e là. La sua "carriera" è ormai pluriennale. Il suo nome diventa pubblico per la prima volta nell'estate del 2006 quando i carabinieri, dopo lunghi appostamenti, lo pizzicano all'opera vicino alle spiagge fra Scarlino e Follonica. Arrestato, va a processo con l'accusa di aver colpito una quarantina di vetture. Nel corso del dibattimento però emerge il quadro di una personalità "complessa", al limite del disagio psichico. L'uomo spiega infatti al giudice che spaccare i vetri posteriori delle auto è un gesto per lui compulsivo e pressoché obbligato, l'unica cosa in grado di calmarlo e di farlo "sentire bene". Le perizie psichiatriche confermano e Spaccalunotti torna in libertà, con l'obbligo di non uscire di casa quand'è sera. Senonché, dall'autunno 2006 in poi, i raid contro le auto in sosta si moltiplicano in tutta la città di Grosseto, decine e decine di vetture prese di mira con cadenza ciclica. Condannato e rimesso in libertà nella primavera 2008, nell'autunno dello stesso anno viene di nuovo colto sul fatto, riarrestato e riscarcerato nel giro di un mese. Dal dicembre 2008 è a casa, di dove non potrebbe muoversi quando è notte. Intanto però a Grosseto - in particolare in centro storico - anche nel 2009 sono decine le auto sfasciate con la tecnica di Spaccalunotti. Al punto che, alla fine dell'anno scorso, s'ipotizzò la presenza di un pericoloso emulatore. Ora l'ennesimo arresto per Gino Fatarelli. Una settimana fa l'uomo è partito per uno dei suoi raid, ma gli è andata male. Sorpreso da un passante mentre agiva nella zona di via Senese, è fuggito in fretta e furia. Al punto, sembra, da perdere "sul luogo del delitto" un borsello con i documenti d'identità. Con quella "pistola fumante" tra le mani i carabinieri della compagnia di Grosseto sono dunque andati a casa dell'uomo, per contestargli l'ennesimo atto vandalico. Senonché Fatarelli in casa non c'era. Probabilmente consapevole di essersi messo nei guai, aveva deciso di allontanarsi per un po', violando così l'obbligo di non muoversi dalla propria abitazione previsto con l'ultima condanna. Evasione, insomma. A quel punto il giudice ha disposto la revoca dei domiciliari e il trasferimento in carcere di Fatarelli. Per diversi giorni i carabinieri lo hanno cercato ovunque e infine, seguendo la pista giusta, lunedì mattina una pattuglia del Norm, in borghese, lo ha trovato a spasso per il centro di Follonica. Inevitabile l'arresto e il rientro in cella, in via Saffi, dove Fatarelli resterà ancora alcuni giorni. Almeno fino al processo per direttissima per il reato di evasione, ieri rinviato. Intanto i carabinieri indagano su una singolare coincidenza: la settimana scorsa a Follonica sono stati sfasciati i lunotti di sette-otto auto...
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