Il Tirreno

Grosseto

Sfrattati dalla casa popolare

<b>SFRATTO. </b>I vigili urbani di fronte alla casa
◗
SFRATTO. I vigili urbani di fronte alla casa

Arrivano i vigili urbani: «Non riusciamo a pagare l'affitto»

3 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Di nuovo le forze dell'ordine in azione per uno sfratto. È successo ieri mattina in via Quintino Sella, nell'appartamento preso in affitto da Antonella Loli e dal figlio Federico.  Funzionari dell'Ater - ente proprietario dello stabile in cui vivevano i due cittadini - e vigili urbani, si sono recati all'interno della casa - abitata fino al 2005 anche dall'ex marito Marcello Tiezzi, prima della separazione - per disporre lo sgombro forzato dell'immobile.  «Ater e vigili urbani sono arrivati, avvertendoci dell'immediata applicazione dell'atto, facendo anche cambiare le serrature - dice Marcello Tiezzi - ed impedendoci di recuperare i nostri oggetti personali, alcuni dei quali di un certo valore». Questa è la testimonianza della famiglia che, non potendo sostenere le spese dell'affitto, si è trovata all'improvviso in mezzo alla strada. «Circa due giorni fa mia moglie ha ricevuto, tramite l'avvocato, l'avviso dello sfratto e - continua - per questo ha subito un malore. Abito in questa casa dagli anni settanta prima con i miei genitori e poi, da quando sono morti, con la mia ex mia moglie e mio figlio».  «"I problemi per regolarizzare l'affitto esistono dal 1995 - afferma ancora Tiezzi - quando arrivò un primo sfratto ma, sia l'allora sindaco Valentini che il questore D'Ascenzo ci aiutarono con una sorta di "sanatoria"». La situazione, però, tornò presto ad essere insostenibile e la cassetta delle poste si riempì di nuovo di avvisi di pagamento dell'Ater. «Fino alla separazione con mia moglie - continua Tiezzi - dovevamo pagare circa 350 euro ma per i sei mesi successivi, l'importo da corrispondere all'Ater ammontò improvvisamente a 500 euro, per importi a conguaglio».  Negli ultimi anni, benchè la somma da corrispondere si sia abbassata intorno ai 280 euro al mese, per la famiglia è stato sempre impossibile pagarla. «Attraverso il nostro legale abbiamo da tempo cercato di concordare con l'Ater un importo mensile meno oneroso ed adeguato alle nostre condizioni - sottolinea ancora Tiezzi - poiché solo mio figlio lavora. Ma purtroppo la nostra richiesta non è stata accettata». Anche la futura destinazione della zona residenziale Il Poggio, proposta dal Comune di Grosseto, era stata bocciata già in partenza dalla famiglia. «Non andremo mai là, è un'area che rifiutiamo perchè non vivibile - dicono insieme la signora Loli ed il figlio Federico - non me la dovevano proporre. Non pensavo che le istituzioni sarebbero arrivate a decidere questo. E poi, come occupanti senza titolo, ci sfrattano ora da questa casa, dove finora ci hanno costretto a vivere?» La famiglia chiede chiarimenti. «Non possiamo entrare nell'abitazione e per farlo dobbiamo rivolgerci agli uffici dell'Ater chiedendo che ci portino qui le chiavi. Ma la cosa più grave è che non sappiamo dove vivere, né dove dormire».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze