Il Tirreno

Grosseto

Quattro maremmani a Firenze

<strong>CENTROSINISTRA.</strong> Annarita Bramerini e Lucia Matergi
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CENTROSINISTRA. Annarita Bramerini e Lucia Matergi

Due donne del Centrosinistra, due uomini del Centrodestra: Annarita Bramerini e Lucia Matergi sono pronte a rappresentare la Maremma a Firenze, una come assessore nella nuova giunta di Enrico Rossi, l'altra come consigliere regionale del Pd

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GROSSETO. Due donne del Centrosinistra, due uomini del Centrodestra: Annarita Bramerini e Lucia Matergi sono pronte a rappresentare la Maremma a Firenze, una come assessore nella nuova giunta di Enrico Rossi, l'altra come consigliere regionale del Pd. Lo stesso faranno, dall'opposizione, Alessandro Antichi e Andrea Agresti, eletti dal PdL.  Annarita Bramerini è destinata a diventare assessore: per lei si parla dell'agricoltura, della riconferma all'ambiente, c'è anche chi ipotizza la sanità: «Vedremo - dice lei - sarà Rossi a decidere. E ci vorrà fino alla fine di aprile. Intanto godiamoci questa bella vittoria, l'ennesima in fila in Maremma. E contro un'avversaria maremmana. È la dimostrazione che la Regione, in questi anni, ha governato bene.  E che la gente non ha voluto ascoltare una campagna elettorale, quella del Centrodestra, molto mediatica ma anche povera di contenuti e di proposte concrete».  E l'assessore uscente mette anche il dito nella piaga: «Preoccupa questa astensione. In prospettiva dovremo essere capaci di riconquistare la nostra gente».  Accanto a lei sorride Lucia Matergi. Per lei, quando Annarita Bramerini le lascerà il posto perché "promossa" in giunta, si tratta dell'esordio in consiglio regionale. Ma, al tempo stesso, questo voto la gratifica perché, da vicesindaco, ha avuto una conferma del buon lavoro dell'Amministrazione Comunale grossetana.  «Ogni volta alla giunta comunale viene fatto una specie di referendum - dice -. E ogni volta lo superiamo da vincenti. Così anche questa volta: la gente ha confermato una netta maggioranza al Centrosinistra in città». E ora è pronta a fare le valigie: «Aspettiamo che sia ufficiale - spiega - ma sono pronta a impegnarmi per la Maremma, anche a Firenze. Sono una lavoratrice».  «La Toscana si conferma rossa, ma un po' meno rossa di prima». Commenta così i risultati delle regionali il consigliere regionale uscente e, nuovamente, rieletto Alessandro Antichi. «Nelle precedenti elezioni regionali del 2005 - spiega Antichi - Martini vinse con il 57,4 per cento e Rifondazione, da sola, arrivò al 7 per cento. Oggi Rossi vince con il 59%, ma con insieme anche i voti degli eredi di Rifondazione, che sono nella stessa coalizione. Dunque, è vero che vincono, ma con 7 punti in meno».  Tra centro destra e centro sinistra, il vero vincitore sembra però l'astensionismo. «Non lo dovrei dire, ma un po' me l'aspettavo - spiega Antichi - un po' perché si vota ormai una volta all'anno e la gente è stufa di una politica in perenne campagna elettorale. Poi, nessuno ha mai spiegato alla gente l'importanza delle elezioni regionali, i cittadini non sanno a che serve la Regione e questo è un fallimento di chi governa in Toscana. In più ci sono sette leggi elettorali differenti, e ogni volta i cittadini sono costretti a fare un corso accelerato per capire come funziona».  A poche ore dalla chiusura delle urne arriva anche una prima stoccata agli avversari. «Non si può non registrare che il Pd ha perso molti voti in favore dell'IdV, un partito che fa il suo ingresso in Regione con politici che interpretano un po' a modo loro il ruolo che ricoprono. In un dibattito a cui ho appena partecipato ho sentito che si preparano a fare una "pattuglia di vigilanza" sull'operato di Rossi, già preparano un'opposizione interna».  Anche Andrea Agresti torna in consiglio regionale e, ieri sera, era a festeggiare con gli amici. «Una tradizione». Dice. A sconfiggere Faenzi, anche secondo lui, è stato l'astensionismo e il fatto che gli elettori di centrodestra sono stufi di sentir parlare di escort, giudici e quant'altro «che nulla c'entrano con la politica. Vogliono sentire cosa faremo per battere la crisi, per trovare lavoro ai giovani, per una sanità che pensi ai malati e non sia così ragionieristica, perché costa solo risparmiare. Basta guardare alla chiusura dei punti nascita, allo smantellamento dell'ospedale di Orbetello...». Ma proprio a Orbetello siete stati battuti. Non è vero? «Sì è vero e non è un bel segnale». G.F.-F.F.

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