Il Tirreno

Grosseto

L'export viaggia a gonfie vele

Elisabetta Giorgi
<strong>GROSSETO EXPORT</strong> Il consorzio ha 35 anni di vita
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GROSSETO EXPORT Il consorzio ha 35 anni di vita

Sorpresa: in un anno le esportazioni del vino sono aumentate del 10,5%, l'olio è tornato ai livelli di un tempo e le esportazioni negli Stati Uniti segnano un "+". Le aziende maremmane, insomma, viaggiano in controtendenza sul fronte dell'export rispetto al territorio nazionale e regionale

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GROSSETO. Sorpresa: in un anno le esportazioni del vino sono aumentate del 10,5%, l'olio è tornato ai livelli di un tempo e le esportazioni negli Stati Uniti segnano un "+". Le aziende maremmane, insomma, viaggiano in controtendenza sul fronte dell'export rispetto al territorio nazionale e regionale. Basta leggere i dati del 2009 rispetto al 2008. Se nella Ue le esportazioni sono crollate del 22,5%, in Italia del 20,7% e in Toscana dell'11,8%, la provincia di Grosseto segna un +2,9%. I dati si riferiscono alle 41 aziende associate al consorzio Grosseto Export che per il 2009 ha concluso il 35º anno di attività in positivo, nonostante la crisi. A fare il punto sono stati il presidente Daniele Lombardelli, il direttore Roberto Santini, il presidente della Camera di commercio Giovanni Lamioni, il presidente della Provincia Marras e l'assessore al bilancio del Comune di Grosseto, Paolo Borghi. Nel 2009 - dice Lombardelli - il fatturato totale delle aziende associate è stato di 280 milioni di euro di cui la percentuale esportata è stata del 16,7%, con un aumento di quasi 3 punti percentuali rispetto al 2008. «Un risultato dovuto alle buone performance di alcuni settori trainanti e alla stretta collaborazione tra pubblico e privato», prosegue il presidente, ma anche - osserva Borghi - «a una conformazione territoriale fatta di micro aziende, che hanno retto la crisi meglio di zone più industrializzate», più vocate all'export e più penalizzate. Per la prima volta dopo anni di continuo calo, il vino è tornato ad aumentare registrando addirittura un +10,5%. Buona anche la performance dell'olio, tornato ai livelli degli anni precedenti. «I mercati di riferimenti continuano a essere Europa e Usa dove esportiamo l'89,75% dei prodotti, mentre le variazioni delle esportazioni avvenute negli altri mercati dove la nostra presenza non è ancora consistente non sono degne di nota. Il settore agroalimentare rappresenta il 92,94%, con un fatturato pari a 43 milioni; qui rispetto al 2008 le esportazioni sono cresciute del 5,82%. A questo si deve aggiungere l'aumento dell'export in Usa, dove il lavoro svolto e i contatti stabiliti negli anni passati dalle aziende e dal Consorzio stanno iniziando a dare risultati concreti e tangibili».  Per il 2010 il programma prevederà una serie di iniziative autonome (ricevimento di delegazioni estere, missioni, campagne promozionali con la grande distribuzione), limitando al massimo le spese per le partecipazioni perché - dice Lamioni - «la situazione del commercio internazionale non lascia ancora spazio all'ottimismo». Per ultimo Lombardelli e Lamioni hanno ricordato il progetto Innova: un bando finanziato dal Coap (l'azienda speciale della Camera di Commercio) per formare le aziende in tema di export. Il bando ha avuto tale successo che le 23 aziende candidate erano 8 in più del previsto; per questo Lamioni ha annunciato di impegnarsi nel trovare nuove risorse e finanziare un secondo bando per la formazione delle imprese. Infine un dato sulla Mabro: dopo alcuni anni, come annuncia l'amministratore delegato Filippo Maria Invitti, «anche noi torneremo in Grosseto Export».

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