Lutto
Il comitato: «Non creiamo una guerra fra poveri»
Walter De Santis / Comitato contro l'autostrada
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Ho letto in questi giorni il dibattito nato da una ipotesi di spostamento del tracciato autostradale dall'entroterra del Comune di Orbetello e di Capalbio, sull'attuale sede dell'Aurelia; ferme restando tutte le mie perplessità già espresse in ordine alla necessità di un tracciato costiero, rimango comunque esterefatto in ordine a motivazioni relative ad impatto ambientale e danneggiamenti che sarebbero arrecati alla attività produttive ed agricole sulla fascia costiera. Le considerazioni assumono aspetti più paradossali quando fatte da rappresentanti di associazioni di agricoltori e da gli stessi politici i quali, in altre sedi, parlano di rilancio dell'agricoltura con possibilità, nel settore, di creare posti di lavoro; riterrei già un successo nell'agricoltura, il mantenimento degli attuali posti di lavoro, vista la crisi strutturale: prezzo irrisorio del prodotto pagato ai coltivatori, e costi di prodotti ed attrezzatura aumentati in modo vertiginoso negli ultimi anni. Tornando però alla scelta del tracciato, ed alle conseguenze sull'economia locale, vorrei capire l'ordine di priorità con cui si crea la scala di valori dei beni da tutelare; nel comune di Orbetello gli insediamenti agricoli lungo l'Aurelia (che già esiste e funge da autostrada) sono in numero minore rispetto a quelli della zona che va da La Marta, passando per S. Donato e Polverosa, fino al Giardino di Capalbio. A meno che una tutela particolare sia riservata ai campeggi, per motivazioni economiche. Questa ipotesi alternativa produrrà solo una divisione fra cittadini e comitati che ritengono di essere danneggiati da una scelta piovuta da Roma e Firenze.
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