Il Tirreno

Grosseto

IN CRISI L’AZIENDA DEL COMUNE

In rivolta i lavoratori del "Terzo"

Guido Fiorini
<strong>IL TERZO. </strong>La palazzina con la sede della società
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IL TERZO. La palazzina con la sede della società

Non deve essere piacevole essere "fra color che son sospesi", in un limbo fatto di indecisione e anche di mancanza di comunicazioni. Ne sanno qualcosa i lavoratori dell'azienda del Comune "Il Terzo". L'unica certezza, per il momento, è lo stipendio. E mica è poco, finché arriverà. Ma non sanno niente né del loro futuro, né del futuro dell'azienda

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GROSSETO. Non deve essere piacevole essere "fra color che son sospesi", in un limbo fatto di indecisione e anche di mancanza di comunicazioni. Ne sanno qualcosa i lavoratori dell'azienda del Comune "Il Terzo"
L'unica certezza, per il momento, è lo stipendio. E mica è poco, finché arriverà. Ma non sanno niente né del loro futuro, né del futuro dell'azienda, destinata a essere venduta. O, più probabilmente, svenduta.

Così, qualche giorno fa, i 18 dipendenti si sono riuniti in assemblea dove hanno ipotizzato alcune strade da percorrere per la tutela dei posti di lavoro, compresa l'autoconvocazione in occasione del prossimo consiglio comunale. Ma prima di tutto chiedono un incontro al sindaco, cioè al Comune, cioè, in ultima analisi, alla proprietà. Com'è normale quando un'azienda traballa, le relazioni sindacali diventano più intense: «E invece noi - spiega Gianfranco Franceschini dell'Ugl di Grosseto - chiediamo un incontro al sindaco da dicembre scorso. E non ci ha ancora ricevuto. L'azienda va in malora e loro se ne disinteressano». Lo stesso incontro è chiesto da Flai-Cgil e Fai-Cisl.

Certo la misura, al Terzo, è colma. Al termine dell'assemblea la stessa Ugl ha diffuso un comunicato, chiedendo di nuovo di vedere il sindaco Bonifazi. «Abbiamo ipotizzato - scrivono - alcune strade da percorrere. Una è la dichiarazione dello stato di agitazione. L'altra è l'autoconvocazione in Comune in occasione del prossimo consiglio comunale. Vogliamo conoscere le reali intenzioni dell'Amministrazione. Anche apprendere dalla stampa che da una parte il Comune sta predisponendo il bando per la vendita che sarà pronto a giorni e dall'altra che l'architetto De Bianchi, direttore dei lavori pubblici e autore del progetto per conto del Comune ipotizza la costruzione dello stadio Zecchini nell'azienda Il Terzo non fa altro che rendere la vicenda ancora più ingarbugliata».

Perché "Il Terzo" è in vendita, questa è l'intenzione del Comune. Il problema è che, con 18 lavoratori "a carico", non è impresa così appetibile: «Così rischiano di svenderla - dice ancora Franceschini -. Da tempo noi proponiamo di collocare i 18 lavoratori nelle altre partecipate del Comune. A quel punto la trattativa per la cessione potrà essere fatta ai prezzi di mercato».

A rischio c'è anche il patrimonio dell'azienda. Le piante, la ricchezza del "Terzo", in primavera e in estate hanno bisogno di cure: devono essere annaffiate, potate, spesso cambiate di vaso. È un lavoro che diventa importantissimo, e pesante al tempo stesso, da questi giorni in avanti. «E invece non ci sono assunzioni di stagionali - spiega ancora Franceschini -. Erano decine e decine gli altri anni. Lavoratori necessari per fare un lavoro di qualità, ma soprattutto di quantità. Insomma, se non si prendono provvedimenti in tempi brevi, si rischia di disperdere anche il patrimonio stesso dell'azienda. Milioni di euro gettati al vento. Così da azienda venduta si passerà ad azienda svenduta e, infine, ad azienda regalata. Senza un minimo di garanzie per le 18 persone che ci lavorano».

Così i 18 lavoratori, se non ci saranno novità in tempi strettissimi, andranno al prossimo consiglio comunale. E si faranno sentire: «Alzeremo la voce, non ne possiamo più».

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