Gioco
LA SANITÀ SOLIDALE
Disabili non autosufficientiDa oggi porte aperte alla casa famiglia del Sole
Roberta Bogi Pagnini
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2008 Folla col presidente Frascino al “battesimo” della strutturaDopo cinque anni di lavori il grande sogno sognato da Massimiliano Frascino e da tutti gli amici della Fondazione Il Sole diventa realtà: le porte della casa famiglia di viale Uranio si aprono ai suoi specialissimi ospiti. Da oggi, infatti, le persone disabili non autosufficienti potranno presentare le domande ai Punti Insieme delle quattro zone socio-sanitarie del territorio
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GROSSETO. Dopo cinque anni di lavori il grande sogno sognato da Massimiliano Frascino e da tutti gli amici della Fondazione Il Sole diventa realtà: le porte della casa famiglia di viale Uranio si aprono ai suoi specialissimi ospiti.
Da oggi, infatti, le persone disabili non autosufficienti potranno presentare le domande ai Punti Insieme delle quattro zone socio-sanitarie del territorio (Colline dell'Albegna, Area grossetana, Amiata e Colline Metallifere) per essere accolte nella modernissima e magnifica struttura di Barbanella, arredata con funzionale eleganza ed arricchita da una preziosa "galleria" di opere d'arte contemporanea che puntellano gli interni e il parco.
Un traguardo importante per la città e per l'intera provincia di Grosseto, culmine di un percorso iniziato diversi anni fa e che - con un investimento di 2 milioni di euro raccolti grazie a finanziamenti pubblici ma anche e soprattutto attraverso una straordinaria gara di solidarietà collettiva - ha edificato pietra su pietra la Casa famiglia. Oggi finalmente pronta a ospitare 14 persone portatrici di handicap con 12 posti letto residenziali e 2 di sollievo.
Tutte le domande saranno visionate da una commissione che darà priorità di accesso in base a varie problematiche, come quelle relative a persone che vivono senza i propri genitori o con genitori anziani, senza parenti, che non hanno un luogo dove vivere o che presentano difficoltà economiche.
«La struttura - spiega il direttore generale dell'Asl 9, Fausto Mariotti - rappresenta il primo impianto del genere mai costruito in provincia. Per questo, nonostante i tanti problemi che ci sono stati per realizzarlo, abbiamo cercato strade alternative per fare in modo che il sogno di tante persone potesse realizzarsi».
All'interno della struttura le persone con handicap gravi potranno trovare un ambiente familiare ed essere seguite ogni giorno, con l'assistenza del personale della Cooperativa sociale "Uscita di sicurezza" che gestirà la casa famiglia.
«Questo per noi rappresenta un giorno veramente importante - commenta il presidente della Fondazione Il Sole, Massimiliano Frascino - in quanto da maggio del 2005, quando cominciarono i lavori, a oggi, siamo arrivati a raggiungere questo traguardo partendo allo sbaraglio. E se siamo riusciti ad aprire questa struttura - prosegue - è perché abbiamo trovato una sponda nelle istituzioni, nei cittadini che hanno versato il loro contributo e nell'azienda Asl 9 che per ultima è riuscita a darci lo sprint finale grazie al sostegno della Regione Toscana, giunto proprio alcuni giorni fa e che ci ha permesso di aprire le porte della casa famiglia».
La struttura, che dispone anche di 2 posti letto per quelle famiglie che vorranno lasciare i propri figli per alcuni giorni nella casa, aprirà ufficialmente tra il 25 aprile e il primo maggio.
«Ciò che vorremmo adesso - conclude il presidente Frascino - è che la Fondazione diventi un'istituzione cittadina in modo da poter continuare a dare risposte a chi ne ha più bisogno».
Da oggi, infatti, le persone disabili non autosufficienti potranno presentare le domande ai Punti Insieme delle quattro zone socio-sanitarie del territorio (Colline dell'Albegna, Area grossetana, Amiata e Colline Metallifere) per essere accolte nella modernissima e magnifica struttura di Barbanella, arredata con funzionale eleganza ed arricchita da una preziosa "galleria" di opere d'arte contemporanea che puntellano gli interni e il parco.
Un traguardo importante per la città e per l'intera provincia di Grosseto, culmine di un percorso iniziato diversi anni fa e che - con un investimento di 2 milioni di euro raccolti grazie a finanziamenti pubblici ma anche e soprattutto attraverso una straordinaria gara di solidarietà collettiva - ha edificato pietra su pietra la Casa famiglia. Oggi finalmente pronta a ospitare 14 persone portatrici di handicap con 12 posti letto residenziali e 2 di sollievo.
Tutte le domande saranno visionate da una commissione che darà priorità di accesso in base a varie problematiche, come quelle relative a persone che vivono senza i propri genitori o con genitori anziani, senza parenti, che non hanno un luogo dove vivere o che presentano difficoltà economiche.
«La struttura - spiega il direttore generale dell'Asl 9, Fausto Mariotti - rappresenta il primo impianto del genere mai costruito in provincia. Per questo, nonostante i tanti problemi che ci sono stati per realizzarlo, abbiamo cercato strade alternative per fare in modo che il sogno di tante persone potesse realizzarsi».
All'interno della struttura le persone con handicap gravi potranno trovare un ambiente familiare ed essere seguite ogni giorno, con l'assistenza del personale della Cooperativa sociale "Uscita di sicurezza" che gestirà la casa famiglia.
«Questo per noi rappresenta un giorno veramente importante - commenta il presidente della Fondazione Il Sole, Massimiliano Frascino - in quanto da maggio del 2005, quando cominciarono i lavori, a oggi, siamo arrivati a raggiungere questo traguardo partendo allo sbaraglio. E se siamo riusciti ad aprire questa struttura - prosegue - è perché abbiamo trovato una sponda nelle istituzioni, nei cittadini che hanno versato il loro contributo e nell'azienda Asl 9 che per ultima è riuscita a darci lo sprint finale grazie al sostegno della Regione Toscana, giunto proprio alcuni giorni fa e che ci ha permesso di aprire le porte della casa famiglia».
La struttura, che dispone anche di 2 posti letto per quelle famiglie che vorranno lasciare i propri figli per alcuni giorni nella casa, aprirà ufficialmente tra il 25 aprile e il primo maggio.
«Ciò che vorremmo adesso - conclude il presidente Frascino - è che la Fondazione diventi un'istituzione cittadina in modo da poter continuare a dare risposte a chi ne ha più bisogno».
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