Attenzione
INGANNI E TRUFFE
Chiede soldi ai commercianti del centro
Federico Lazzotti
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BECCATO. Dalle telecamere di un negozioCome "Il Torchio" nel film di Totò e Peppino chiedeva soldi attraverso lettere confezionate con i ritagli di giornale. Nel mirino di questo novello estorsore goffo e mattiniero erano finiti alcuni commercianti del centro ai quali l'uomo, settantenne di origini pisane, prometteva protezione dalle assicurazioni vesuviane in cambio di denaro, fino a mille euro a settimana
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GROSSETO. Come "Il Torchio" nel film di Totò e Peppino chiedeva soldi attraverso lettere confezionate con i ritagli di giornale. Nel mirino di questo novello estorsore goffo e mattiniero erano finiti alcuni commercianti del centro ai quali l'uomo, settantenne di origini pisane, prometteva protezione dalle assicurazioni vesuviane in cambio di denaro, fino a mille euro a settimana.
Almeno cinque i commercianti che durante l'estate, andando ad aprire la saracinesca al mattino, hanno trovato tra le inferriate o sotto la porta una busta bianca con la richiesta di denaro. È toccato al negozio di computer, come all'alimentari, al rivenditore di cellulari e a chi vende abbigliamento. In particolare la zona più battuta è stata quella tra la Prefettura e via Oberdan. Ma alcuni commercianti potrebbero anche non aver visto la busta o aver pensato a uno scherzo di cattivo gusto.
«In poche righe, scritte con i ritagli del giornale - racconta una delle vittime - prometteva protezione in cambio di denaro». A chi 150 euro a chi anche mille euro a settimana millantando una presunta protezione. Una sorta di pizzo indiretto visto che l'aspirante estorsore - puntualizzano gli investigatori - non chiedeva direttamente denaro ma lo faceva per questa fantomatica «assicurazione vesuviana».
«Le lettere intimidatorie - spiegano dalla guardia di Finanza - erano grossolanamente, compilate utilizzando ritagli di giornale, che oltre a contenere minacce roboanti contro chi non si sarebbe prestato al ricatto, evidenziavano dettagliate richieste di denaro».
Il primo passo dei commercianti che avevano subito queste pressioni è stato quello di confrontarsi e di decidere insieme di rivolgersi alle autorità per sporgere denuncia e, di fatto, dare il via a un'inchiesta durata oltre sei mesi.
A incastrare il pensionato che da qualche anno si è trasferito in Maremma è stato un filmato registrato dalla telecamera esterna di uno dei negozi presi di mira. Pochi secondi, registrati intorno alle 5.30 del mattino nel mese di giugno, durante i quali si vede il presunto estorsore percorrere il marciapiede di via Oberdan. Da alcuni fotogrammi, tra cui quello che pubblichiamo nella foto accanto, si vede chiaramente che il settantenne ha in mano una busta bianca che pochi istanti dopo inserisce nella porta del negozio.
«Dopo aver analizzato dettagliatamente i fotogrammi della registrazione effettuata all'esterno di uno degli esercizi commerciali - proseguono le Fiamme gialle - c'è stata un'intensa attività info-investigativa, che ha visto anche il coinvolgimento nelle ricerche delle altre forze di polizia nonché di operatori investigativi locali».
Il personale del nucleo mobile della Compagnia di Grosseto è riuscito ad identificare e denunciare il settantenne a piede libero. L'epilogo della vicenda è di qualche giorno fa, quando è stata formalizzata all'uomo, G.B. (gli investigatori non hanno fornito il nome completo del denunciato), la richiesta della procura della repubblica di Grosseto di rinvio a giudizio per tentata estorsione continuata.
Almeno cinque i commercianti che durante l'estate, andando ad aprire la saracinesca al mattino, hanno trovato tra le inferriate o sotto la porta una busta bianca con la richiesta di denaro. È toccato al negozio di computer, come all'alimentari, al rivenditore di cellulari e a chi vende abbigliamento. In particolare la zona più battuta è stata quella tra la Prefettura e via Oberdan. Ma alcuni commercianti potrebbero anche non aver visto la busta o aver pensato a uno scherzo di cattivo gusto.
«In poche righe, scritte con i ritagli del giornale - racconta una delle vittime - prometteva protezione in cambio di denaro». A chi 150 euro a chi anche mille euro a settimana millantando una presunta protezione. Una sorta di pizzo indiretto visto che l'aspirante estorsore - puntualizzano gli investigatori - non chiedeva direttamente denaro ma lo faceva per questa fantomatica «assicurazione vesuviana».
«Le lettere intimidatorie - spiegano dalla guardia di Finanza - erano grossolanamente, compilate utilizzando ritagli di giornale, che oltre a contenere minacce roboanti contro chi non si sarebbe prestato al ricatto, evidenziavano dettagliate richieste di denaro».
Il primo passo dei commercianti che avevano subito queste pressioni è stato quello di confrontarsi e di decidere insieme di rivolgersi alle autorità per sporgere denuncia e, di fatto, dare il via a un'inchiesta durata oltre sei mesi.
A incastrare il pensionato che da qualche anno si è trasferito in Maremma è stato un filmato registrato dalla telecamera esterna di uno dei negozi presi di mira. Pochi secondi, registrati intorno alle 5.30 del mattino nel mese di giugno, durante i quali si vede il presunto estorsore percorrere il marciapiede di via Oberdan. Da alcuni fotogrammi, tra cui quello che pubblichiamo nella foto accanto, si vede chiaramente che il settantenne ha in mano una busta bianca che pochi istanti dopo inserisce nella porta del negozio.
«Dopo aver analizzato dettagliatamente i fotogrammi della registrazione effettuata all'esterno di uno degli esercizi commerciali - proseguono le Fiamme gialle - c'è stata un'intensa attività info-investigativa, che ha visto anche il coinvolgimento nelle ricerche delle altre forze di polizia nonché di operatori investigativi locali».
Il personale del nucleo mobile della Compagnia di Grosseto è riuscito ad identificare e denunciare il settantenne a piede libero. L'epilogo della vicenda è di qualche giorno fa, quando è stata formalizzata all'uomo, G.B. (gli investigatori non hanno fornito il nome completo del denunciato), la richiesta della procura della repubblica di Grosseto di rinvio a giudizio per tentata estorsione continuata.
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