Il Tirreno

Grosseto

MISTERI DI MAREMMA

«Ufo, sì è vero l'ho fotografato»

Gabriele Baldanzi
«Ufo, sì è vero l'ho fotografato»

È il 9 agosto 2009, domenica pomeriggio. Si sta per concludere l'ennesimo weekend estivo caldo e soleggiato. In Maremma ci sono turisti ovunque. La città si prepara a celebrare il patrono, San Lorenzo, con la tradizionale processione. Di lì a poco farà buio. La notte delle stelle cadenti, la notte dove tutti rivolgono gli occhi al cielo

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GROSSETO. È il 9 agosto 2009, domenica pomeriggio. Si sta per concludere l'ennesimo weekend estivo caldo e soleggiato. In Maremma ci sono turisti ovunque. La città si prepara a celebrare il patrono, San Lorenzo, con la tradizionale processione. Di lì a poco farà buio.
La notte delle stelle cadenti, la notte dove tutti rivolgono gli occhi al cielo.

L'avvistamento. D.C., 34 anni, stimato e serissimo dipendente pubblico, gli occhi al cielo li rivolge con qualche ora di anticipo, nel tardo pomeriggio, quasi per caso, dal balcone di casa sua, nella zona della piscina comunale. È lui ad avvistare un oggetto di forma indefinita, grigio scuro, in rotazione su se stesso. Sembra un joystick. Resta in cielo, in un preciso punto, per oltre 10 minuti. D.C. riesce perfino a scattare alcune fotografie, con una buona macchina, prima che l'ufo scompaia alla vista verso le colline di Scansano. Il giorno dopo decide di fare denuncia ai carabinieri, come da prassi. Il suo racconto (e le foto) permettono l'apertura di un "fascicolo" che finisce, in copia, ai vertici della Base Baccarini e al Reparto generale sicurezza dell'Aeronautica Militare. È così che il "caso Grosseto", uno dei 12 X-files del 2009, viene archiviato tra gli Ovni, gli oggetti volanti non identificati: impossibile per ora darne una giustificazione tecnica o naturale, dunque ecco che quell'episodio del 9 agosto, come raccontato ieri dal Tirreno, resta un "mistero".

Parla il protagonista.
A distanza di 8 mesi D.C. non parla volentieri dell'oggetto visto e fotografato ad agosto. «Non cerco pubblicità. Non sapevo neppure che il caso diffuso oggi (ieri, ndc) dai giornali fosse quello in cui ero io il protagonista. Sì, è vero confermo di aver scattato delle fotografie, dove si vede un oggetto, in lontananza, sospeso nel cielo. Le ho date ai carabinieri. Se mi sono fatto un'idea di cosa sia? Certo, ho le mie idee ma aspetto di conoscere l'esito delle cosiddette indagini, se mai verranno svolte dalle autorità competenti. Non mi sembrerebbe serio diffonderle attraverso i giornali prima di aver ottenuto un minimo riscontro».

Mobilitazione. Il Cun di Grosseto era al corrente di questa testimonianza. «Ce ne siamo occupati nell'immediatezza del fatto - spiega il prof. Piero Pecoraro - ne abbiamo anche parlato con il diretto interessato ma al momento non possiamo esprimere alcun giudizio. Posso solo dire che le foto erano molto nitide, assolutamente non taroccate, eppure l'oggetto che vi campeggiava non è definibile».

Scettici. La storia delle foto di D.C., di quel joystick che sembra roteare e poi scompare, è nota tra gli addetti ai lavori. «La mia sensazione - spiega un socio dell'Amsa, che non vuole essere nominato - è che si tratti di un particolare aeromodello (forse un elicottero), visto che la direzione in cui è stata scattata la fotografia è quella di un campo, dove ogni tanto pare che vengano svolte prove di volo».

I precedenti. Non è la prima volta che l'Aeronautica militare a Grosseto viene coinvolta in storie simili. Nell'aprile del 1976 di una segnalazione analoga a quella di D.C, fu protagonista un sottotenente dell'Am, tale Frilli. Con altri militari in servizio notturno osservò per cinque minuti (a occhio nudo e sui radar) un oggetto volante tra Follonica e Grosseto. Riferì che «aveva forma ellittica e si spostava in direzione nord in assetto di volo orizzontale».
Il fenomeno venne anche annotato sul giornale interno della Base Baccarini. Nel novembre 2001 altra segnalazione da fonte autorevole. Nella notte del 18 novembre gli uomini in servizio a Poggio Ballone registrano un'anomalia in cielo e viene inoltrata una relazione circostanziata al Reparto generale di sicurezza, a Roma. Si parla di «una luce forte, simile ai fari di un auto con scia bianca e un'altra, intermittente, di colore rosso. La velocità di percorrenza dell'oggetto è di circa 100 nodi (185 km orari) a una quota stimata di 3-4mila piedi (1.400 metri)».

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