Sicurezza
INCIDENTE
Muore travoltodal treno in corsa
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IL CORPO senza vita del pensionato portato via dagli agenti della scientifica IL TRENO fermo sui binari dopo il tragico impatto all’altezza di piazza La MarmoraEra il suo svago: usciva dalla sua casa di via Giulio Cesare, si fumava una sigaretta e passeggiava raccogliendo legnetti che legava in piccoli fasci e poi usava per il fuoco. Fernando Zamperini, 66 anni, commerciante in pensione, originario di Roccalbegna ma da una vita a Grosseto, il suo giretto lo faceva praticamente ogni giorno. Venerdì pomeriggio però è accaduto qualcosa
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GROSSETO. Era il suo svago: usciva dalla sua casa di via Giulio Cesare, si fumava una sigaretta e passeggiava raccogliendo legnetti che legava in piccoli fasci e poi usava per il fuoco. Fernando Zamperini, 66 anni, commerciante in pensione, originario di Roccalbegna ma da una vita a Grosseto, il suo giretto lo faceva praticamente ogni giorno. Venerdì pomeriggio però è accaduto qualcosa.
L'uomo, che da qualche tempo mostrava i primi sintomi del morbo di Alzheimer, probabilmente ha smarrito l'orientamento e si è ritrovato a camminare - forse in stato confusionale - lungo i binari ferroviari. E lì, nel buio, mentre i familiari da ore lo cercavano preoccupati su e giù per il quartiere, pochi minuti dopo le 22.30 un treno lo ha travolto.
È morto così Fernando Zamperini, in un istante, quasi certamente senza rendersi conto di nulla, senza neppure aver avuto il tempo e la coscienza di sentire il rumore della locomotiva che arrivava alle sue spalle. Il treno regionale 11833, infatti, era appena partito dalla stazione ferroviaria, direzione sud. L'impatto sul terrapieno all'altezza di piazza La Marmora, poche centinaia di metri più in là: il convoglio insomma ancora non procedeva a velocità piena, e anche per questo gli investigatori sono convinti che il pensionato in quel momento non avesse la lucidità necessaria per comprendere la situazione di pericolo in cui si trovava. Anche perché - dopo averlo identificato e dopo aver ricostruito i fatti - gli stessi investigatori della polizia ferroviaria hanno rapidamente escluso l'ipotesi del gesto volontario.
Il macchinista si è subito reso conto della tragedia. Ha fermato il convoglio e ha immediatamente chiamato i soccorsi. In pochi minuti erano sul posto gli agenti della Polfer. Con loro gli uomini della polizia scientifica chiamati a compiere tutti i rilievi, mentre la polizia municipale cinturava la zona di piazza La Marmora per consentire le operazioni. Stessa ragione per la quale il traffico ferroviario sulla dorsale tirrenica è stato interrotto in entrambi i lati di marcia.
Il corpo della vittima era sfigurato, ma il riconoscimento è stato immediato. Zamperini infatti aveva con sé un mazzo di chiavi e il portafogli con i documenti, ritrovati sul luogo dell'impatto.
Effetti personali riconosciuti, pochi minuti dopo, dalla figlia di Zamperini. I familiari infatti erano praticamente tutti da ore fuori casa, alla disperata ricerca del loro caro. Alle passeggiate pomeridiane di Fernando erano abituati, anche se le sue condizioni di salute procuravano ogni volta apprensione. Così venerdì pomeriggio, passate le sei, non vedendolo rientrare, allarmati erano partiti per cercarlo. Quando - intorno alle 23 - nel loro vagare hanno visto il dispiegamento di ambulanze e forze dell'ordine sotto e sopra piazza La Marmora, hanno subito intuito e si sono precipitati. Ricevendo la terribile conferma ai loro timori.
Tre quarti d'ora dopo la mezzanotte, ultimati tutti gli accertamenti di rito, il magistrato di turno - il pm Giuseppe Coniglio - ha autorizzato la rimozione del corpo, portato all'obitorio di Grosseto. Lo stesso pm già nel pomeriggio di ieri ha dato il nulla osta per la sepoltura. Non c'è infatti alcun mistero nella tragedia di piazza La Marmora: una disgrazia.
Fernando era uscito, anche venerdì, per "fare legnetti". Gli agenti li hanno trovati, legati in un piccolo fascio spezzato dall'urto col treno, vicino al corpo. Nessun biglietto, nessuna ragione per far pensare a una volontà suicida. L'anziano è entrato in stato confusionale e si è avviato verso i binari, quasi certamente imboccandoli all'altezza del sottopasso di via Sauro. Poi il buio. E il dolore della moglie, della figlia, della nipotina e dei tanti grossetani che conoscevano Fernando Zamperetti, stimato commerciante in pensione costretto a lottare con un male che non perdona.
L'uomo, che da qualche tempo mostrava i primi sintomi del morbo di Alzheimer, probabilmente ha smarrito l'orientamento e si è ritrovato a camminare - forse in stato confusionale - lungo i binari ferroviari. E lì, nel buio, mentre i familiari da ore lo cercavano preoccupati su e giù per il quartiere, pochi minuti dopo le 22.30 un treno lo ha travolto.
È morto così Fernando Zamperini, in un istante, quasi certamente senza rendersi conto di nulla, senza neppure aver avuto il tempo e la coscienza di sentire il rumore della locomotiva che arrivava alle sue spalle. Il treno regionale 11833, infatti, era appena partito dalla stazione ferroviaria, direzione sud. L'impatto sul terrapieno all'altezza di piazza La Marmora, poche centinaia di metri più in là: il convoglio insomma ancora non procedeva a velocità piena, e anche per questo gli investigatori sono convinti che il pensionato in quel momento non avesse la lucidità necessaria per comprendere la situazione di pericolo in cui si trovava. Anche perché - dopo averlo identificato e dopo aver ricostruito i fatti - gli stessi investigatori della polizia ferroviaria hanno rapidamente escluso l'ipotesi del gesto volontario.
Il macchinista si è subito reso conto della tragedia. Ha fermato il convoglio e ha immediatamente chiamato i soccorsi. In pochi minuti erano sul posto gli agenti della Polfer. Con loro gli uomini della polizia scientifica chiamati a compiere tutti i rilievi, mentre la polizia municipale cinturava la zona di piazza La Marmora per consentire le operazioni. Stessa ragione per la quale il traffico ferroviario sulla dorsale tirrenica è stato interrotto in entrambi i lati di marcia.
Il corpo della vittima era sfigurato, ma il riconoscimento è stato immediato. Zamperini infatti aveva con sé un mazzo di chiavi e il portafogli con i documenti, ritrovati sul luogo dell'impatto.
Effetti personali riconosciuti, pochi minuti dopo, dalla figlia di Zamperini. I familiari infatti erano praticamente tutti da ore fuori casa, alla disperata ricerca del loro caro. Alle passeggiate pomeridiane di Fernando erano abituati, anche se le sue condizioni di salute procuravano ogni volta apprensione. Così venerdì pomeriggio, passate le sei, non vedendolo rientrare, allarmati erano partiti per cercarlo. Quando - intorno alle 23 - nel loro vagare hanno visto il dispiegamento di ambulanze e forze dell'ordine sotto e sopra piazza La Marmora, hanno subito intuito e si sono precipitati. Ricevendo la terribile conferma ai loro timori.
Tre quarti d'ora dopo la mezzanotte, ultimati tutti gli accertamenti di rito, il magistrato di turno - il pm Giuseppe Coniglio - ha autorizzato la rimozione del corpo, portato all'obitorio di Grosseto. Lo stesso pm già nel pomeriggio di ieri ha dato il nulla osta per la sepoltura. Non c'è infatti alcun mistero nella tragedia di piazza La Marmora: una disgrazia.
Fernando era uscito, anche venerdì, per "fare legnetti". Gli agenti li hanno trovati, legati in un piccolo fascio spezzato dall'urto col treno, vicino al corpo. Nessun biglietto, nessuna ragione per far pensare a una volontà suicida. L'anziano è entrato in stato confusionale e si è avviato verso i binari, quasi certamente imboccandoli all'altezza del sottopasso di via Sauro. Poi il buio. E il dolore della moglie, della figlia, della nipotina e dei tanti grossetani che conoscevano Fernando Zamperetti, stimato commerciante in pensione costretto a lottare con un male che non perdona.
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