La manifestazione
Non più “musciame”
Salvataggi di tartarughe e delfini
Renzo Wongher
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SOCCORSO Un delfino soccorso vicino alla costaDelfini e tartarughe, con sempre maggior frequenza cadono nelle reti dei pescatori o finiscono spiaggiati sul nostro litorale. Agli animali "catturati" involontariamente dai motopesca la sensibilità dei pescatori che una volta li riducevano in "musciame", è riservata una sorte benigna in quanto vengono immediatamente rimessi in mare
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PORTO SANTO STEFANO. Delfini e tartarughe, con sempre maggior frequenza cadono nelle reti dei pescatori o finiscono spiaggiati sul nostro litorale. Agli animali "catturati" involontariamente dai motopesca la sensibilità dei pescatori che una volta li riducevano in "musciame" (fette di carne salata ed essiccata), è riservata una sorte benigna in quanto vengono immediatamente rimessi in mare o, se feriti o in cattivo stato di salute, segnalati all'autorità marittima che provvede a mobilitare gli enti preposti alla loro salvaguardia.
Gli ultimi due casi riguardano per l'appunto una Stenella e una "Caretta".
Il peschereccio "Yuba" ha contattato la sala operativa della Guardia costiera di Porto S. Stefano, per comunicare di aver catturato accidentalmente, durante l'attività di pesca a strascico nelle acque dell'Argentario, una tartaruga marina del tipo "caretta caretta", lunga 65 cm, larga 61 cm e dal peso di circa 38 kg. Si tratta della sesta tartaruga marina recuperata viva in questi primi mesi del 2010. L'esemplare è stato consegnato al personale del "Gruppo recupero tartarughe marine" dell'Acquario comunale di Grosseto per gli accertamenti veterinari del caso. La tartaruga, in buone condizioni, rimarrà comunque in osservazione presso l'Acquario e, al termine della terapia riabilitativa, farà ritorno in mare.
Invece, i militari della Guardia Costiera di Porto Ercole sono intervenuti sulla spiaggia della Feniglia, nelle vicinanze dello stabilimento balneare "La Zonca", in seguito alla segnalazione del sig. Noè Navoni, di un delfino in difficoltà in prossimità della riva. Grazie all'ausilio di un gommone privato, messo a disposizione dalla Marina di Cala Galera, il piccolo delfino (una "stenella" di circa 120 cm. di lunghezza) è stato condotto al largo dove ha ripreso a nuotare allontanandosi subito verso il mare aperto. Gli avvistamenti di cetacei nel nostro mare che rientra nel "Santuario dei cetacei" saranno sempre più frequenti in quanto per la protezione offerta loro dalle leggi comunitarie attuali, delfini e tartarughe (animali quasi ai vertici della catena alimentare) muoiono soltanto di vecchiaia.
Gli ultimi due casi riguardano per l'appunto una Stenella e una "Caretta".
Il peschereccio "Yuba" ha contattato la sala operativa della Guardia costiera di Porto S. Stefano, per comunicare di aver catturato accidentalmente, durante l'attività di pesca a strascico nelle acque dell'Argentario, una tartaruga marina del tipo "caretta caretta", lunga 65 cm, larga 61 cm e dal peso di circa 38 kg. Si tratta della sesta tartaruga marina recuperata viva in questi primi mesi del 2010. L'esemplare è stato consegnato al personale del "Gruppo recupero tartarughe marine" dell'Acquario comunale di Grosseto per gli accertamenti veterinari del caso. La tartaruga, in buone condizioni, rimarrà comunque in osservazione presso l'Acquario e, al termine della terapia riabilitativa, farà ritorno in mare.
Invece, i militari della Guardia Costiera di Porto Ercole sono intervenuti sulla spiaggia della Feniglia, nelle vicinanze dello stabilimento balneare "La Zonca", in seguito alla segnalazione del sig. Noè Navoni, di un delfino in difficoltà in prossimità della riva. Grazie all'ausilio di un gommone privato, messo a disposizione dalla Marina di Cala Galera, il piccolo delfino (una "stenella" di circa 120 cm. di lunghezza) è stato condotto al largo dove ha ripreso a nuotare allontanandosi subito verso il mare aperto. Gli avvistamenti di cetacei nel nostro mare che rientra nel "Santuario dei cetacei" saranno sempre più frequenti in quanto per la protezione offerta loro dalle leggi comunitarie attuali, delfini e tartarughe (animali quasi ai vertici della catena alimentare) muoiono soltanto di vecchiaia.
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