Il Tirreno

Grosseto

L’INCHIESTA

Tre indagati per la morte al rally

Gabriele Baldanzi
Tre indagati per la morte al rally

L'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Grosseto sulla morte, in gara, del pilota di rally Sebastiano Scamporlino sta procedendo su due fronti: l'esame accurato del tracciato di quella maledetta prova speciale (lungo strada furono rispettate tutte le misure di sicurezza?) e una perizia dettagliata sul Bmw M3 e sulle modifiche che aveva subito

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. L'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Grosseto sulla morte, in gara, del pilota di rally Sebastiano Scamporlino sta procedendo su due fronti: l'esame accurato del tracciato di quella maledetta prova speciale (lungo strada furono rispettate tutte le misure di sicurezza?) e una perizia dettagliata sul Bmw M3 e sulle modifiche che aveva subito.

Tre gli avvisi di garanzia già recapitati: uno per Mirko Tognarini, presidente del comitato organizzatore del Trofeo Maremma, gli altri due per il romagnolo Davide Bolognesi, responsabile della Finni-Corse di Valpiana e per Altero Bindi (di Pistoia), commissario di gara, addetto alle verifiche tecniche sulle vetture prima della partenza. Il reato ipotizzato è cooperazione colposa in omicidio. In questi giorni la Procura ha incaricato l'ingegner Andrea Guidetti per svolgere una perizia dettagliata sulla vettura in cui Scamporlino perse la vita domenica 25 ottobre durante la trentatreesima edizione del Trofeo Maremma. La macchina si trova nel deposito giudiziario dell'officina Ferrari, a Potassa, nel comune di Gavorrano. Guidetti sarà chiamato a chiarire ogni dubbio sulle modifiche subite dal Bmw, nato - stando alla carta di circolazione - come un 320 IS e trasformato poi in M3. Il passaporto tecnico, si chiama così il libretto di circolazione sportivo, parla chiaro. Il consulente della Procura dovrà verificare se, nel "potenziare" la vettura (cosa lecita, intendiamoci), sono state rispettate le direttive della Csai (la Commissione sportiva automobilistica), se l'evoluzione del Bmw da 320 IS a M3 è stata corretta e le "fiche" di omologazione erano a posto. E' questo, infatti, uno dei dubbi dei familiari di Scamporlino, che hanno scelto di farsi assistere dall'avvocato Chiara Bernardini del Foro di Milano e probabilmente si costituiranno parte civile in un processo. Entro fine marzo una relazione sull'attività periziale dovrebbe essere consegnata al Pm Maria Navarro.

L'altro aspetto da mettere a fuoco sull'incidente occorso al team Russo-Scamporlino è quello sulla sicurezza del sito. La prova denominata «Tattieri», con partenza da Montemassi e arrivo appunto a Tatti, una delle più spettacolari del rally maremmano, era stata preparata secondo le prescrizioni di sicurezza previste per questo tipo di manifestazioni? Lungo il percorso cosa prevedeva il "safety-plan"?

L'incidente - lo ricordiamo - avvenne intorno a mezzogiorno del 25/10/09. Scamporlino e il suo navigatore, Maurizio Russo, stavano effettuando la prova speciale numero 7. Cinquecento metri dopo la partenza il dramma. Scamporlino perde il controllo della Bmw alla prima curva, una parabolica, si intraversa e poi impatta contro una quercia. Muore sul colpo. Russo, invece, esce miracolosamente illeso. Il rally viene sospeso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa