Il Tirreno

Grosseto

EMERGENZA IGIENICA

Parte la caccia ai piccioni

Francesca Ferri
Parte la caccia ai piccioni

Nella vecchia fattoria, cantava il Quartetto Cetra, c'è la mucca, la gallina e zio Tobia... con in braccio il fucile. E non si azzardino, i piccioni, ad avvicinarsi. Gli allevatori maremmani tirano fuori la doppietta e si trasformano in cacciatori

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Nella vecchia fattoria, cantava il Quartetto Cetra, c'è la mucca, la gallina e zio Tobia... con in braccio il fucile. E non si azzardino, i piccioni, ad avvicinarsi. Gli allevatori maremmani tirano fuori la doppietta e si trasformano in cacciatori, non per avviare un nuovo business, né per passione venatoria, ma per emergenza ornitologica: sono invasi dai piccioni.

Che, abbandonate le tegole dei centri storici, soprattutto in inverno vanno in cerca di cibo e, a flotte, arrivano nelle fattorie puntando alle mangiatoie. Trovata la tavola imbandita, pensano bene di accasarsi e nidificano dividendo gli spazi con mucche e vitelli, incuranti di veicolare malattie.
Da qualche anno sono una ventina, secondo la Asl, le aziende maremmane alle prese con l'invasione di piccioni, un'emergenza igienica soprattutto per le aziende dove si allevano vacche da latte e galline per la produzione di uova. I piccioni sono portatori di circa 60 malattie, alcune delle quali si trasmettono anche all'uomo, come salmonellosi, criptococcosi, istoplasmosi, encefalite e tubercolosi.

E la loro promiscuità col bestiame moltiplica il rischio infezione. «In passato - spiega Paolo Madrucci, responsabile del dipartimento di prevenzione della Asl - quando gli allevamenti erano per lo più al chiuso, il problema dei piccioni nelle stalle non si poneva. Ma oggi, che le stalle sono aperte e le mangiatoie si trovano all'esterno, impedire ai piccioni di avvicinarsi è più difficile. Gli stessi sistemi sonori non sono efficaci: dopo un po' capiscono il trucco e si avvicinano senza timore». E, così, si corre ai ripari imbracciando il fucile. Sentito il parere della Asl, i titolari degli allevamenti ottengono il permesso a sparare con una specifica ordinanza del sindaco.

L'ultima a fare i conti con il problema è un'azienda di Montepescali Scalo, la Fattoria Molino degli Acquisti che, con circa 500 mucche e 64mila galline, fa parte del consorzio Lattemaremma e produce il noto marchio di Ovomaremma. A metà febbraio l'azienda ha ottenuto l'autorizzazione ad abbattere la colonia di piccioni domestici che stanno «determinando un grave insudiciamento con danneggiamento delle strutture e pericolo di inconvenienti igienico-sanitari per gli animali lì ricoverati», come si legge nell'ordinanza. «Da quattro o cinque anni - spiega Claudio, impiegato dell'azienda - in inverno si presentano flotte di piccioni affamati che vanno a beccare dalle mangiatoie».

E visto che dal piccione non si può pretendere di saper discernere la cucina dal gabinetto, in quegli stessi spazi gli incomodi ospiti lasciano anche i loro ricordini, potenzialmente infetti. «Per questo - prosegue - ogni anno ci rinnovano l'autorizzazione ad abbatterli e di questo se ne occupano tre guardie dell'azienda che, dall'inizio dell'anno, hanno ripetuto l'operazione due volte. Non tutti i piccioni vengono uccisi; a volte gli spari bastano a allontanarli. Ma dopo un po' ritornano».

Il metodo pare funzionare. Finora la stessa azienda è risultata negativa alle analisi, tra l'altro, per la tbc e la brucellosi. «E i numeri del fenomeno - tranquillizza Madrucci - sono comunque contenuti, tant'è che le aziende sono autorizzate a smaltire le carcasse in modo ordinario, cioè gettandole nella spazzatura».
Dal Quartetto Cetra la musica in campagna sembra cambiata. La nuova colonna sonora delle stalle sembra quella rubata a un vecchio cartoon degli anni'70 di Hanna e Barbera: "Stop that pigeon" dove il pennuto era inseguito da un nugolo di strambi personaggi su improbabili macchine volanti; qua viene fermato a colpi di doppietta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze