Finanza
AMBIENTE
Punta Ala verso il disastro
Paola Villani /
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ADDIO SPIAGGIA. Il mare ha mangiato tutto l’arenile a Punta AlaPunta Ala rischia di perdere la stagione. Le condizioni della spiaggia di una delle località più belle d'Italia sono drammatiche: il mare in tempesta ha colpito più volte l'arenile, mangiando tutta la spiaggia. Le aziende non fanno assunzioni, le agenzie immobiliari aspettano. «Un'intera economia è in ginocchio»
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PUNTA ALA. Punta Ala rischia di perdere la stagione. Le condizioni della spiaggia di una delle località più belle d'Italia sono drammatiche: il mare in tempesta ha colpito più volte l'arenile, mangiando tutta la spiaggia.
Ultima mareggiata quella di venerdì scorso, che ha aggravato ancora di più una situazione già di per sé compromessa. Uno dei punti maggiormente colpiti è il tratto di arenile di proprietà del bagno Sporting: lì la spiaggia non esiste più, il mare è arrivato ormai alle dune. Dopo la mareggiata dei primi dell'anno, la Provincia aveva spiegato di continuare a lavorare sui progetti più importanti, mentre per l'emergenza doveva essere il Comune di competenza ad occuparsene, utilizzando parte del finanziamento regionale.
«C'è anche la macchina (una grossa draga marina, a Castiglione, ndc) che può essere utilizzata per il ripascimento» spiegò a gennaio l'assessore provinciale ai lavori pubblici, Fernando Pianigiani. Un ripascimento d'emergenza, riportare la sabbia sull'arenile alzando il livello della spiaggia per diciamo allontanare il mare. Ma ancora sulla spiaggia non si vedono draghe o altro. «Sappiamo dall'amministrazione locale e dalla Provincia che sarà attivata una conferenza dei servizi a metà marzo, che darà il via ai lavori di ripascimento - spiega il proprietario del bagno Sporting, Andrea Bindi -. Siamo in attesa, speriamo vada tutto bene, a Pasqua non apriremo di sicuro».
E se nella peggiore delle ipotesi qualcosa andasse storto? Che cosa rischia Punta Ala? «Se le persone che vengono a Pasqua vedono che i lavori sono in corso, allora ci sono speranze per l'estate. Non vogliamo proprio pensare che i tempi possano slittare, l'economia di Punta Ala si è fermata da quando il mare si è mangiato la spiaggia, le attività non assumono in attesa che vengano fatti i lavori, le agenzie immobiliari sono bloccate, come gli alberghi e i residence. Punta Ala vive della spiaggia: se l'arenile non c'è, si blocca completamente tutta l'economia locale».
Una bomba ad orologeria, che si spera non scoppi, perché altrimenti molte persone rischierebbero il loro lavoro, che si sulla stagione turistica. «Se rimanesse così la situazione avremmo 400 ombrelloni in meno, circa 3000 mila persone che mancherebbero all'appello nel periodo estivo. Oltre al mio stabilimento, anche la Bussola, il Gymnasium, e il Tartana non hanno più la spiaggia mentre agli altri il mare l'ha dimezzata». Una situazione ai limiti: ma se i lavori partiranno nei tempi previsti allora Punta Ala avrà la sua estate.
Ultima mareggiata quella di venerdì scorso, che ha aggravato ancora di più una situazione già di per sé compromessa. Uno dei punti maggiormente colpiti è il tratto di arenile di proprietà del bagno Sporting: lì la spiaggia non esiste più, il mare è arrivato ormai alle dune. Dopo la mareggiata dei primi dell'anno, la Provincia aveva spiegato di continuare a lavorare sui progetti più importanti, mentre per l'emergenza doveva essere il Comune di competenza ad occuparsene, utilizzando parte del finanziamento regionale.
«C'è anche la macchina (una grossa draga marina, a Castiglione, ndc) che può essere utilizzata per il ripascimento» spiegò a gennaio l'assessore provinciale ai lavori pubblici, Fernando Pianigiani. Un ripascimento d'emergenza, riportare la sabbia sull'arenile alzando il livello della spiaggia per diciamo allontanare il mare. Ma ancora sulla spiaggia non si vedono draghe o altro. «Sappiamo dall'amministrazione locale e dalla Provincia che sarà attivata una conferenza dei servizi a metà marzo, che darà il via ai lavori di ripascimento - spiega il proprietario del bagno Sporting, Andrea Bindi -. Siamo in attesa, speriamo vada tutto bene, a Pasqua non apriremo di sicuro».
E se nella peggiore delle ipotesi qualcosa andasse storto? Che cosa rischia Punta Ala? «Se le persone che vengono a Pasqua vedono che i lavori sono in corso, allora ci sono speranze per l'estate. Non vogliamo proprio pensare che i tempi possano slittare, l'economia di Punta Ala si è fermata da quando il mare si è mangiato la spiaggia, le attività non assumono in attesa che vengano fatti i lavori, le agenzie immobiliari sono bloccate, come gli alberghi e i residence. Punta Ala vive della spiaggia: se l'arenile non c'è, si blocca completamente tutta l'economia locale».
Una bomba ad orologeria, che si spera non scoppi, perché altrimenti molte persone rischierebbero il loro lavoro, che si sulla stagione turistica. «Se rimanesse così la situazione avremmo 400 ombrelloni in meno, circa 3000 mila persone che mancherebbero all'appello nel periodo estivo. Oltre al mio stabilimento, anche la Bussola, il Gymnasium, e il Tartana non hanno più la spiaggia mentre agli altri il mare l'ha dimezzata». Una situazione ai limiti: ma se i lavori partiranno nei tempi previsti allora Punta Ala avrà la sua estate.
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