Il dolore
Il caso
«Anche noi senza l'auto promessa»
Pierluigi Sposato
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AUTOSALONE. Vetture sul piazzaleLoro dai carabinieri ci sono stati tre volte: per presentare una prima denuncia e poi per integrarla con i documenti che sono stati loro richiesti. Venerdì, lunedì e martedì. Sono marito e moglie stranieri che la Rexton promessa non sono mai riusciti a guidarla
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GROSSETO. Loro dai carabinieri ci sono stati tre volte: per presentare una prima denuncia e poi per integrarla con i documenti che sono stati loro richiesti. Venerdì, lunedì e martedì. Sono marito e moglie stranieri che la Rexton promessa non sono mai riusciti a guidarla.
Eppure hanno iniziato a pagare le rate del finanziamento: si sono anche appostati al di fuori dell'autosalone, per un'ora domenica mattina, per vedere di riuscire a incontrare il venditore e chiedergli ragione dei ritardi. Invano.
Il venditore è sempre lui, Emiliano De Pasquale, sul quale si stanno scaricando le ire e le denunce di numerosi grossetani. La storia che i coniugi stranieri hanno affidato all'Arma è in parte diversa da quella raccontata nell'edizione di ieri dall'impiegata grossetana che ha visto sparire dal piazzale l'auto che aveva già iniziato a pagare. Lì c'era un'immatricolazione mai arrivata, qui c'è un passaggio di proprietà che non si è potuto perfezionare nonostante le rassicurazioni. Ma il teatro è sempre quello, cioè l'Autodepa di via Aurelia nord.
«Il primo sospetto? L'ho avuto quando il finanziamento da 15.800 euro è stato concesso non dalla banca che avevamo concordato ma da un'altra - dice la signora, una disoccupata poco più che quarantenne con due figli e marito trasportatore - Un finanziamento che non è andato sul mio conto: ma è dal mio conto che ho prelevato le prime due rate, ognuna da 339 euro. Adesso vado a chiuderlo: non posso andare avanti così».
La storia era iniziata il 7 dicembre: la coppia il 24 sarebbe dovuta partire per tornare in patria per le feste e cercava un'auto per affrontare il viaggio. «Emiliano ci aveva proposto una Rexton del 2006 che non aveva lì. Lui si era però impegnata per farcela avere il 20. Ma noi il 24 non siamo partiti perché l'auto non c'era. Ci ha detto che il proprietario si era rifiutato di venderla. Ma ci ha garantito che il 28 ce ne sarebbe stato un'altra. Invece lui quel giorno non c'era: c'erano i fratelli. Emiliano lo abbiamo risentito dopo le feste. Dava appuntamenti ma purtroppo non si faceva mai trovare».
Intanto la pratica era partita. «Sì, il 15 gennaio ho pagato la prima rata, con una banca diversa, come detto. L'auto non c'era ancora. A febbraio idem. Poi, il 23 febbraio, Emiliano ci ha proposto un'altra Rexton, del 2007: era in un altro salone e ci ha detto di andare a vederla. Ci è piaciuta e ci siamo accordati. Però servivano 3.000 euro in più». Sembrava fatta: «Martedì 23 sono stata convocata per prendere le fotocopia del libretto di questa Rexton per farmi fare dei preventivi assicurativi. La prendo ma alla mia agenzia mi dicono che senza passaggio di proprietà non si può perfezionare nulla. Lo dico a Emiliano e lui mi dà appuntamento per giovedì alle 15. L'auto c'era, lui no: c'era la segretaria che mi ha detto che era malato ma che sarebbe dovuto comunque passare. Ho aspettato lì fuori per tre ore con un'amica. Nulla».
Ma lei non riusciva a contattarlo? «Chiamava da un numero nascosto. Insomma, io quel foglio non l'ho potuto avere. Domenica alle 11 sono andata lì e ho visto che il cancello era accostato ma non chiuso col lucchetto. Ho aspettato per un'ora fino a che è uscito il fratello: mi ha detto che l'indomani Emiliano ci sarebbe stato». Lunedì la donna si presenta e vede ancora la Rexton. Poi va al salone dove aveva visto la prima volta la Rexton e lì apprende che il passaggio non è stato fatto. La sera dopo cena il marito esce e torna di nuovo all'Autodepa: «Stavano togliendo le auto, anche la Rexton che è stata ripresa dal salone»
Eppure hanno iniziato a pagare le rate del finanziamento: si sono anche appostati al di fuori dell'autosalone, per un'ora domenica mattina, per vedere di riuscire a incontrare il venditore e chiedergli ragione dei ritardi. Invano.
Il venditore è sempre lui, Emiliano De Pasquale, sul quale si stanno scaricando le ire e le denunce di numerosi grossetani. La storia che i coniugi stranieri hanno affidato all'Arma è in parte diversa da quella raccontata nell'edizione di ieri dall'impiegata grossetana che ha visto sparire dal piazzale l'auto che aveva già iniziato a pagare. Lì c'era un'immatricolazione mai arrivata, qui c'è un passaggio di proprietà che non si è potuto perfezionare nonostante le rassicurazioni. Ma il teatro è sempre quello, cioè l'Autodepa di via Aurelia nord.
«Il primo sospetto? L'ho avuto quando il finanziamento da 15.800 euro è stato concesso non dalla banca che avevamo concordato ma da un'altra - dice la signora, una disoccupata poco più che quarantenne con due figli e marito trasportatore - Un finanziamento che non è andato sul mio conto: ma è dal mio conto che ho prelevato le prime due rate, ognuna da 339 euro. Adesso vado a chiuderlo: non posso andare avanti così».
La storia era iniziata il 7 dicembre: la coppia il 24 sarebbe dovuta partire per tornare in patria per le feste e cercava un'auto per affrontare il viaggio. «Emiliano ci aveva proposto una Rexton del 2006 che non aveva lì. Lui si era però impegnata per farcela avere il 20. Ma noi il 24 non siamo partiti perché l'auto non c'era. Ci ha detto che il proprietario si era rifiutato di venderla. Ma ci ha garantito che il 28 ce ne sarebbe stato un'altra. Invece lui quel giorno non c'era: c'erano i fratelli. Emiliano lo abbiamo risentito dopo le feste. Dava appuntamenti ma purtroppo non si faceva mai trovare».
Intanto la pratica era partita. «Sì, il 15 gennaio ho pagato la prima rata, con una banca diversa, come detto. L'auto non c'era ancora. A febbraio idem. Poi, il 23 febbraio, Emiliano ci ha proposto un'altra Rexton, del 2007: era in un altro salone e ci ha detto di andare a vederla. Ci è piaciuta e ci siamo accordati. Però servivano 3.000 euro in più». Sembrava fatta: «Martedì 23 sono stata convocata per prendere le fotocopia del libretto di questa Rexton per farmi fare dei preventivi assicurativi. La prendo ma alla mia agenzia mi dicono che senza passaggio di proprietà non si può perfezionare nulla. Lo dico a Emiliano e lui mi dà appuntamento per giovedì alle 15. L'auto c'era, lui no: c'era la segretaria che mi ha detto che era malato ma che sarebbe dovuto comunque passare. Ho aspettato lì fuori per tre ore con un'amica. Nulla».
Ma lei non riusciva a contattarlo? «Chiamava da un numero nascosto. Insomma, io quel foglio non l'ho potuto avere. Domenica alle 11 sono andata lì e ho visto che il cancello era accostato ma non chiuso col lucchetto. Ho aspettato per un'ora fino a che è uscito il fratello: mi ha detto che l'indomani Emiliano ci sarebbe stato». Lunedì la donna si presenta e vede ancora la Rexton. Poi va al salone dove aveva visto la prima volta la Rexton e lì apprende che il passaggio non è stato fatto. La sera dopo cena il marito esce e torna di nuovo all'Autodepa: «Stavano togliendo le auto, anche la Rexton che è stata ripresa dal salone»
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