Il Tirreno

Grosseto

GENTE DI SPORT

Addio a un principe del ring

Gabriele Baldanzi
Premiato da Umberto Cavini
◗
Premiato da Umberto Cavini

Domenico "Seo" Baccheschi lo conoscevano tutti. Era stato - negli anni '50 - un pugile di primo piano (campione italiano nel 1958) nella categoria dei medio-massimi, in cui all'epoca non era facile primeggiare. Chi lo ricorda sul ring non ha dubbi nel dire che meritava più di quanto ottenne. Ieri mattina ci ha lasciato, dopo una breve malattia

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Domenico "Seo" Baccheschi lo conoscevano tutti. Era stato - negli anni '50 - un pugile di primo piano (campione italiano nel 1958) nella categoria dei medio-massimi, in cui all'epoca non era facile primeggiare. Chi lo ricorda sul ring non ha dubbi nel dire che meritava più di quanto ottenne. Ieri mattina ci ha lasciato, dopo una breve malattia, circondato dall'affetto dei figli (Sergio e Roberto), della signora Elena, del fratello Giulio, dei nipoti. Aveva 79 anni.

In lutto anche il municipio di Grosseto, dove aveva lavorato fino alla pensione. «In pochi - ricorda il collega Maurizio Caldarelli, autore dell'antologia sul pugilato grossetano - sanno che Domenico arrivò fino al sesto posto nella graduatoria europea ed entrò tra i primi dieci a livello mondiale. Dimostrò poi di valere quelle posizioni anche nel confronto con il campione sudafricano Mike Holt, a Johannesburg, in un match che Baccheschi perse ingiustamente ai punti dopo aver messo al tappeto due volte l'avversario, nella seconda occasione contato dall'arbitro addirittura per quindici secondi, prima di rialzarsi».

Il fatto di non aver mai tirato per il titolo europeo è stato il rimpianto di una carriera importante, inziata il 4 agosto del 1951, a 20 anni, su un ring allestito alla Cavallerizza contro il pisano Lazzeroni. Nel 1952 partecipò ai campionati toscani dove poi vinse il titolo nel 1955, grazie alle affermazioni sul livornese Tosi e di nuovo su Lazzeroni. Nello stesso anno agli ltaliani vinse l'argento.

Dopo questi risultati Steve Klaus, tecnico federale, lo chiamò al raduno azzurro con ad altri due grossetani, Zanaboni e Bertini, mentre l'anno successivo fece il salto tra i professionisti, assistito dal procuratore Mancini.

Aveva dei buoni colpi, Baccheschi: il sinistro, il destro e il montante venivano quasi sempre tirati da distanza ravvicinata e fiaccavano gli avversari. Nel 1958 passò alla colonia Ignis del romano Proietti che gli organizzò nel settembre di quello stesso anno il combattimento tricolore con Rocco Mazzola, piegato ai punti dopo 12 riprese. Chiuse nel 1961 dopo una sconfitta a Helsinki. Tra i 29 incontri disputati (17 vinti, 4 verdetti pari e 5 sconfitte) si registrano le vittorie con Bagnoli, Benassi, Milandri, Rinaldi e Bentz.

Negli anni Sessanta, Domenico Baccheschi fu inserito dal presidente della Pugilistica Osvaldo Brizzi nello staff tecnico insieme a Bruno Bertini e i suoi insegnamenti furono di grande aiuto nella formazione di Antonio Zuffi, il miglior pugile grossetano di quel periodo. Umberto Cavini, infine, negli anni Ottanta, lo volle all'angolo di Alessandro Scapecchi, all'epoca neoprofessionista, dove rimase per un anno e mezzo.

I funerali si svolgeranno oggi, alle 15, con rito religioso. La partenza del corteo dall'obitorio del Misericordia; a seguire la Santa Messa nella chiesa del Santissimo Crocifisso. Di lui restano fotogrammi conservati nel museo del pugilato nell'atrio del palazzo comunale, voluto dagli "Amici" che piangono il buon Seo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web