Il Tirreno

Grosseto

LA SPARATORIA

Il giallo dell'ultimo colpo

Federico Lazzotti /
<strong>SPARATORIA.</strong> Iniziata davanti al bar Bristol di piazza Albegna
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SPARATORIA. Iniziata davanti al bar Bristol di piazza Albegna

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GROSSETO. Il colpo con cui la guardia giurata ha ferito il ladro all'inguine è stato sparato quando Antonio Domenico Ruta, 41 anni, e Andrea Ginanneschi, 46, erano uno di fronte all'altro. È questa l'ipotesi che sta facendo venire più di un dubbio agli inquirenti impegnati a ricostruire la sparatoria di piazza Albegna.

Per adesso non c'è nessun atto formale nei confronti del poliziotto privato che rischia di essere indagato per tentato omicidio oppure per lesioni gravissime. Questa mattina alla Procura di via Monterosa è previsto un incontro tra gli investigatori e il pubblico ministero Maria Navarro al termine del quale Ruta dovrebbe venire indagato formalmente.

Tante, ancora, le domande a cui i militari del nucleo investigativo e gli esperti di balistica stanno cercando di rispondere attraverso gli indizi trovati sulla scena del crimine, il racconto di alcuni condomini e di un paio di testimoni che erano in strada e che hanno visto, però, soltanto parte dell'inseguimento.

Il cuore dell'indagine, in ogni caso, sta in nell'ultimo dei nove colpi calibro 9 (nel caricatore ce ne sono 17 ndr) sparati dalla Glock del vigilante della società Grifone intorno alla mezzanotte tra piazza Albegna e l'adiacente via Adige.
Com'è possibile che il ladro stesse scappando - come ha spiegato subito dopo la sparatoria la stessa guardia giurata - se il ladro è stato colpito all'inguine destro lacerando la femorale per poi uscire dal gluteo, si sono domandati gli investigatori. I due, è stata la conclusione anche degli inquirenti, si devono essere trovati uno di fronte all'altro, almeno per un attimo.

Secondo una delle ipotesi più accreditate dagli stessi carabinieri, quando Ginanneschi ha capito di essere stato scoperto mentre scassinava le slot machine del Bristol, avrebbe fatto finita di uscire dalla parte opposta per poi tornare sui suoi passi e tentare la fuga dall'unico ingresso che poteva aprire dall'interno. A questo punto il vigilante aveva già attivato la procedura di intervento chiamando la centrale del 113 che ha girato l'intervento ai carabinieri, mercoledì sera competenti nella zona.

Quando Ruta è tornato indietro avrebbe trovato il ladro davanti a sé tra piazza Albegna e via Liri. «Me lo sono trovato davanti e ho avuto paura», ha raccontato ripercorrendo quel momento. Da qui sarebbero partiti i primi colpi, come dimostra il bossolo trovato proprio sull'angolo. «Ho sentito prima una serie di due, tre colpi, poi un'altra», avrebbe detto un testimone. A questo punto il ladro ha già girato l'angolo cercando rifugio nel parcheggio dello stabile di via Adige. Qui, probabilmente, il vigilante lo ha raggiunto. «Era in gabbia», spiega un residente. Forse Ginnanneschi si è girato cercando una via di fuga. I due, allora, si sarebbero trovati di fronte. E sarebbe partito il colpo, l'ultimo, che lo ha centrato all'inguine riducendolo in fin di vita.

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