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OSPEDALE
Danni all'hangar, trasferito Pegaso
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Pegaso in decollo dall'ospedaleVenerdì l'elisoccorso Pegaso 2, in atterraggio nella piazzola dietro all'ospedale Misericordia, ha provocato - con il flusso rotore delle sue pale, in simultanea ad una forte raffica di vento - un piccolo incidente nell'area di cantiere del nuovo hangar. Non c'è stata collisione, ma un'anta del portellone scorrevole della struttura è uscita dai binari scorrevoli
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GROSSETO. Venerdì, intorno alle 13, l'elisoccorso Pegaso 2, in atterraggio nella piazzola dietro all'ospedale Misericordia, ha provocato - con il flusso rotore delle sue pale, in simultanea ad una forte raffica di vento - un piccolo incidente nell'area di cantiere del nuovo hangar. Non c'è stata collisione, ma un'anta del portellone scorrevole della struttura, ormai quasi ultimata, è uscita dai binari scorrevoli e - divelta - ha danneggiato due vetture in sosta, peraltro lasciate in un posto dove non sarebbero dovute stare.
Il portellone divelto con la sola forza del vento è un supporto in metallo e tela plastificata che - a detta di alcuni testimoni - avrebbe preso il volo come un fuscello.
Nessun ferito comunque s situazione sotto controllo, ma è stato necessario assumere subito delle precauzioni, per evitare che qualche altro "distacco" potesse danneggiare lo stesso elicottero o, nel peggiore dei casi, finire su operatori e pazienti.
Così nel pomeriggio la piazzola - dopo una serie di valutazioni in ordine alla sicurezza dell'adiacente cantiere di lavoro - e su precisa richiesta della "Inaer", la società spagnola che gestisce gli elisoccorsi in Toscana, è stata abbandonata, trasferendo l'elisoccorso, con l'equipaggio operativo, alla base all'aeroporto Baccarini, dove dovrebbe restare ancora per una settimana.
Pare che Pegaso 2 stesse rientrando - a vuoto (cioè senza paziente) - da una missione abortita. L'equipaggio a bordo non si è accorto di nulla.
Peraltro - nonostante le condizioni meteo proibitive - in quel momento c'erano i parametri per decollare, volare e atterrare. Si è trattato quindi di una fatalità. E' stato avvisato immediatamente il direttore generale Mariotti e in poche ore, dopo un consulto con il comandante dell'aeroporto militare, si è deciso il trasferimento, che - di fatto - poco cambia nella complessa organizzazione del soccorso per via aerea nella Toscana meridionale.
Il servizio di elisoccorso 118 è sempre rimasto attivo e la scelta del trasferimento al Baccarini (peraltro solo per qualche giorno) pare sia dovuta unicamente ai lavori in corso nel cantiere del nuovo hangar, dove nei prossimi giorni - per le ultime rifiniture - si potrà operare con più tranquillità e in totale sicurezza, senza preoccuparsi di atterraggi, decolli e frequenti spostamenti d'aria.
Una questione di scrupolo, quindi, una misura preventiva adottata anche in virtù dell'alternativa logistica offerta dall'Aeronautica militare a soli 5-10 minuti dall'ospedale.
Adesso - per intenderci - succede questo: in caso di chiamata di emergenza il via libera al volo di Pegaso 2 giunge, tramite il 118, su via Castiglionese e il decollo avviene nei tre minuti canonici.
Qui è previsto anche l'atterraggio, in costante contatto con i monitor dell'Aeronautica Militare.
Il paziente viene poi trasferito su gomma al Misericordia. A sirene spiegate ci vogliono poco più di 5 minuti.
Apparentemente può sembrare un notevole disagio, ma in realtà - ci viene spiegato - più o meno nel settanta per cento degli interventi di Pegaso 2 il ferito non viene neppure trasportato a Grosseto (ma in altri nosocomi, in centri medici specialistici) e quindi il problema non si pone.
Alla base Baccarini viene anche svolta - proprio come accadeva nella piazzola dell'ospedale - l'ordinaria manutenzione quotidiana dell'Agusta, tra le 7 e le 8 del mattino e le 16 e le 17 del pomeriggio.
Il portellone divelto con la sola forza del vento è un supporto in metallo e tela plastificata che - a detta di alcuni testimoni - avrebbe preso il volo come un fuscello.
Nessun ferito comunque s situazione sotto controllo, ma è stato necessario assumere subito delle precauzioni, per evitare che qualche altro "distacco" potesse danneggiare lo stesso elicottero o, nel peggiore dei casi, finire su operatori e pazienti.
Così nel pomeriggio la piazzola - dopo una serie di valutazioni in ordine alla sicurezza dell'adiacente cantiere di lavoro - e su precisa richiesta della "Inaer", la società spagnola che gestisce gli elisoccorsi in Toscana, è stata abbandonata, trasferendo l'elisoccorso, con l'equipaggio operativo, alla base all'aeroporto Baccarini, dove dovrebbe restare ancora per una settimana.
Pare che Pegaso 2 stesse rientrando - a vuoto (cioè senza paziente) - da una missione abortita. L'equipaggio a bordo non si è accorto di nulla.
Peraltro - nonostante le condizioni meteo proibitive - in quel momento c'erano i parametri per decollare, volare e atterrare. Si è trattato quindi di una fatalità. E' stato avvisato immediatamente il direttore generale Mariotti e in poche ore, dopo un consulto con il comandante dell'aeroporto militare, si è deciso il trasferimento, che - di fatto - poco cambia nella complessa organizzazione del soccorso per via aerea nella Toscana meridionale.
Il servizio di elisoccorso 118 è sempre rimasto attivo e la scelta del trasferimento al Baccarini (peraltro solo per qualche giorno) pare sia dovuta unicamente ai lavori in corso nel cantiere del nuovo hangar, dove nei prossimi giorni - per le ultime rifiniture - si potrà operare con più tranquillità e in totale sicurezza, senza preoccuparsi di atterraggi, decolli e frequenti spostamenti d'aria.
Una questione di scrupolo, quindi, una misura preventiva adottata anche in virtù dell'alternativa logistica offerta dall'Aeronautica militare a soli 5-10 minuti dall'ospedale.
Adesso - per intenderci - succede questo: in caso di chiamata di emergenza il via libera al volo di Pegaso 2 giunge, tramite il 118, su via Castiglionese e il decollo avviene nei tre minuti canonici.
Qui è previsto anche l'atterraggio, in costante contatto con i monitor dell'Aeronautica Militare.
Il paziente viene poi trasferito su gomma al Misericordia. A sirene spiegate ci vogliono poco più di 5 minuti.
Apparentemente può sembrare un notevole disagio, ma in realtà - ci viene spiegato - più o meno nel settanta per cento degli interventi di Pegaso 2 il ferito non viene neppure trasportato a Grosseto (ma in altri nosocomi, in centri medici specialistici) e quindi il problema non si pone.
Alla base Baccarini viene anche svolta - proprio come accadeva nella piazzola dell'ospedale - l'ordinaria manutenzione quotidiana dell'Agusta, tra le 7 e le 8 del mattino e le 16 e le 17 del pomeriggio.
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