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Grosseto

la scuola in bolletta

Più povere e più sporcheLa mannaia del ministerodà il taglio pure all'igiene

Francesca Ferri
Più povere e più sporcheLa mannaia del ministerodà il taglio pure all'igiene

In provincia quest'anno 18 persone in meno, la rabbia dei presidi. Una riduzione che danneggia non solo il funzionamento della scuola in generale, ma ne compromette anche la pulizia.

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GROSSETO. Le sottrazioni a scuola sono pane quotidiano, ma quando alla lavagna è chiamato il ministero dell'Istruzione, i conti spesso non tornano. E il risultato non è un brutto voto nella pagella del ministro Gelmini, ma una nota alla scuola. Una nota sulle pulizie, in questo caso.
A settembre, infatti, le aule si sono aperte con il 2 per cento di bidelli in meno rispetto all'anno precedente, cioè 30mila unità in tutta Italia.

Una riduzione che danneggia non solo il funzionamento della scuola in generale, ma ne compromette anche la pulizia. Il personale ata, o collaboratori scolastici - i bidelli di una volta - ha infatti tra le varie mansioni anche quella di tenere pulite le scuole. Il taglio nel Grossetano non è stato indolore. Da 642 collaboratori scolastici si è passati a 624, cioè 18 in meno, ma secondo i dati dell'ufficio scolastico i bidelli effettivamente impiegati sono 601, di cui 400 a tempo indeterminato e 200 a tempo determinato. «Tra le nostre scuole - spiegano al provveditorato - ci sono infatti 23 appalti per le pulizie a ditte esterne e per ogni appalto viene tolto un bidello dal plesso».

A metà anno scolastico, però, anche questo meccanismo è stato ritoccato. Con una circolare (del 14 dicembre 2009) il ministero ha annunciato un taglio del 25% del budget per pagare le ditte esterne chiamate a pulire le scuole, un servizio di cui si può usufruire per il 25% delle esigenze totali di pulizia.
E, dunque, nel giro di tre mesi, il Miur ha prima segnato un bel segno "meno" alla voce bidelli; poi ne ha piazzato un altro per le pulizie. Due segni meno, si saranno detti a Roma, fanno un segno "più".

Non è così, però, per il popolo della scuola. «Addirittura - spiega il preside del Polo liceale grossetano, Tommaso Imperio - all'inizio degli anni 2000, quando si permise di appaltare parte del servizio di pulizia, il ministero ci disse che, se usavamo l'appalto, ci avrebbe restituito il 25% di personale in più da impiegare in altre mansioni, ad esempio la sorveglianza. Presto hanno cambiato idea e quel personale non è arrivato. Poi a settembre ci siamo ritrovati con due collaboratori scolastici in meno e adesso ci tolgono un altro 25% di finanziamenti. Le conseguenze si possono immaginare».

E visto che siamo in tema di operazioni matematiche, il conto della sporcizia delle scuole è presto fatto: 2% di bidelli in meno e meno 25% cento di soldi - e quindi di servizio - per le ditte di pulizie, uguale: scuole più sporche del 27%. «Al Polo liceale - spiega il preside - solo lo scientifico ha anche personale esterno per tirare a lustro aule, bagni e una parte delle scale. Alla palestra e agli uffici ci pensano i 6 collaboratori scolastici. Con i nuovi tagli, oltre all'abbassamento del livello generale dell'igiene, c'è un sovraccarico di lavoro per il personale scolastico che, non essendo insensibile alle esigenze della scuola, si sobbarca di lavoro in più. E le stesse addette esterne alle pulizie non se la sentono di lasciare il lavoro a metà; capita spesso che fanno qualche piccolo extra, in modo completamente gratuito e solo perché sono persone serie».

Oltre alla pulizia, però, i tagli provocano anche altre conseguenze. Alle elementari, ad esempio, avere personale esterno che toglie ai bidelli l'incarico delle pulizie permette ai collaboratori scolastici di dedicarsi a tempo pieno a sorvegliare i più piccini. La riduzione del servizio, dunque, non si conta solo in termini di polvere e sporcizia in più, ma anche di funzionamento in generale degli istituti. Ma, si sa, i dirigenti ministeriali la scuola l'hanno già finita da un pezzo; rimandarli in matematica, ormai, non è più possibile.

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