Il dolore
gare d'appalto
Anche una villa in cambio di appalti
Federico Lazzotti /
Dalle intercettazioni emergono i favori di cui avrebbero goduto alti funzionari ministeriali. Ville regalate e ristrutturate all'Argentario o soggiorni gratis all'hotel il Pellicano come merce di scambio con cui gli imprenditori cercavano di compiacere alcuni dirigenti del ministero sperando di averne vantaggi per aggiudicarsi le gare d'appalto.
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GROSSETO. Ville regalate e ristrutturate all'Argentario o soggiorni gratis all'hotel il Pellicano come merce di scambio con cui gli imprenditori cercavano di compiacere alcuni dirigenti del ministero sperando di averne vantaggi per aggiudicarsi le gare d'appalto, specie quelle relative ai 150 anni dell'Unità d'Italia oppure i mondiali di nuoto, opere con in ballo finanziamenti pubblici per centinaia di milioni.
È questo uno dei filoni ritenuti dalla Procura di Firenze «più interessante» nella maxi inchiesta che sta facendo tremare il Palazzo. Al centro dei presunti illeciti la gestione degli appalti pubblici dove tra gli indagati figura anche il capo della protezione civile Guido Bertolaso mentre mercoledì sono scattate le manette per quattro funzionari del ministero.
Il fulcro dell'indagine in Maremma si chiama Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell'impresa Opere pubbliche e Ambiente spa di Roma associata al Consorzio Novus di Napoli, ma soprattutto proprietario di una casa all'Argentario e assiduo frequentatore della zona, specie in estate.
Secondo gli inquirenti fiorentini l'imprenditore tra la fine del 2007 e l'estate del 2008 avrebbe fatto favori ad alti funzionari ministeriali per aiutare costruttori a lui vicini: Diego Anemone, 38 anni, ora in carcere. Ma soprattutto la Baldassini Tognozzi Pontello spa di Firenze, alla quale chiede un riconoscimento economico di un milione e mezzo di euro, nel febbraio 2008, in cambio di una bella fetta della torta (465 milioni di euro) negli appalti per le celebrazioni del 150º anniversario dell'Unità d'Italia.
Come cercare di ingraziarsi chi gestisce gli appalti al ministero? Garantendo soggiorni nell'esclusivo hotel Il Pellicano o addirittura regalando ville all'Argentario. «Emerge l'esistenza di un rapporto corruttivo - scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare - tra Piscicelli e Fabio De Santis (pure lui arrestato ndr) alto dirigente del Dipartimento per lo sviluppo dove vengono gestiti gli appalti pubblici per l'esecuzione di rilevanti opere».
De Santis - sempre secondo gli inquirenti - avrebbe acquistato tramite Piscicelli una villa e un terreno all'Argentario. Addirittura l'acquisto è stato fatto dall'imprenditore che nell'atto «ha firmato con il nome della madre del funzionario a cui è formalmente intestata la casa». Inoltre, all'inizio di gennaio 2008 lo stesso Piscicelli avrebbe ristrutturato a sue spese l'immobile. «Lavori abusivi», li hanno dichiarati i carabinieri quando alla fine del 2008 hanno sequestrato l'immobile caduto nella rete dei controlli durante l'inchiesta sui presunti abusi edilizi nella zona.
Nell'inchiesta finiscono anche soggiorni gratuiti nel più esclusivo hotel di Maremma. Nel maggio del 2008 a godere dei favori del tandem Anemone-Piscicelli sarebbero stati Carlo Malinconico e la moglie «su richiesta di Angelo Balducci», allora braccio destro di Bertolaso.
Malinconico, ora presidente della Federazione degli editori, era all'epoca segretario generale della presidenza del Consiglio.
Dalle intercettazioni del 28 aprile 2008, emerge che Balducci chiede ad Anemone attraverso Piscicelli di prenotare un soggiorno dal 1º maggio al 4 all'hotel Pellicano nella «solita stanza». «Ci penso io», dice Piscicelli all'amico. Seguono poi altre chiamate tra l'imprenditore e il titolare dell'hotel al quale ripete che per il conto «faccio io». E ancora: «Non è che si distraggono e gli fanno il conto?»
È questo uno dei filoni ritenuti dalla Procura di Firenze «più interessante» nella maxi inchiesta che sta facendo tremare il Palazzo. Al centro dei presunti illeciti la gestione degli appalti pubblici dove tra gli indagati figura anche il capo della protezione civile Guido Bertolaso mentre mercoledì sono scattate le manette per quattro funzionari del ministero.
Il fulcro dell'indagine in Maremma si chiama Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell'impresa Opere pubbliche e Ambiente spa di Roma associata al Consorzio Novus di Napoli, ma soprattutto proprietario di una casa all'Argentario e assiduo frequentatore della zona, specie in estate.
Secondo gli inquirenti fiorentini l'imprenditore tra la fine del 2007 e l'estate del 2008 avrebbe fatto favori ad alti funzionari ministeriali per aiutare costruttori a lui vicini: Diego Anemone, 38 anni, ora in carcere. Ma soprattutto la Baldassini Tognozzi Pontello spa di Firenze, alla quale chiede un riconoscimento economico di un milione e mezzo di euro, nel febbraio 2008, in cambio di una bella fetta della torta (465 milioni di euro) negli appalti per le celebrazioni del 150º anniversario dell'Unità d'Italia.
Come cercare di ingraziarsi chi gestisce gli appalti al ministero? Garantendo soggiorni nell'esclusivo hotel Il Pellicano o addirittura regalando ville all'Argentario. «Emerge l'esistenza di un rapporto corruttivo - scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare - tra Piscicelli e Fabio De Santis (pure lui arrestato ndr) alto dirigente del Dipartimento per lo sviluppo dove vengono gestiti gli appalti pubblici per l'esecuzione di rilevanti opere».
De Santis - sempre secondo gli inquirenti - avrebbe acquistato tramite Piscicelli una villa e un terreno all'Argentario. Addirittura l'acquisto è stato fatto dall'imprenditore che nell'atto «ha firmato con il nome della madre del funzionario a cui è formalmente intestata la casa». Inoltre, all'inizio di gennaio 2008 lo stesso Piscicelli avrebbe ristrutturato a sue spese l'immobile. «Lavori abusivi», li hanno dichiarati i carabinieri quando alla fine del 2008 hanno sequestrato l'immobile caduto nella rete dei controlli durante l'inchiesta sui presunti abusi edilizi nella zona.
Nell'inchiesta finiscono anche soggiorni gratuiti nel più esclusivo hotel di Maremma. Nel maggio del 2008 a godere dei favori del tandem Anemone-Piscicelli sarebbero stati Carlo Malinconico e la moglie «su richiesta di Angelo Balducci», allora braccio destro di Bertolaso.
Malinconico, ora presidente della Federazione degli editori, era all'epoca segretario generale della presidenza del Consiglio.
Dalle intercettazioni del 28 aprile 2008, emerge che Balducci chiede ad Anemone attraverso Piscicelli di prenotare un soggiorno dal 1º maggio al 4 all'hotel Pellicano nella «solita stanza». «Ci penso io», dice Piscicelli all'amico. Seguono poi altre chiamate tra l'imprenditore e il titolare dell'hotel al quale ripete che per il conto «faccio io». E ancora: «Non è che si distraggono e gli fanno il conto?»
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