Lutto
SOS HANDICAP
Gli invalidi derubati di scivoli e parcheggi nella città "cattiva"
Francesca Ferri
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SOSTA SELVAGGIA Uno dei tantissimi esempi immortalati dai volontariIl metro dell'inciviltà a Grosseto ha raggiunto quota 28. È questa la percentuale degli scivoli dei marciapiedi e dei parcheggi per disabili occupati indebitamente dalle auto. Il dato è stato raccolto dal Comitato provinciale per l'accesso che, insieme all'associazione "Genitori bambini portatori di handicap", alla fondazione Il Sole e ad Arci Servizio Civile Grosseto nell'ambito della campagna "Mobilità stradale e disabilità".
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GROSSETO. Il metro dell'inciviltà a Grosseto ha raggiunto quota 28. È questa la percentuale degli scivoli dei marciapiedi e dei parcheggi per disabili occupati indebitamente dalle auto. Il dato è stato raccolto dal Comitato provinciale per l'accesso che, insieme all'associazione "Genitori bambini portatori di handicap", alla fondazione Il Sole e ad Arci Servizio Civile Grosseto nell'ambito della campagna "Mobilità stradale e disabilità".
Per il sesto anno consecutivo, lo scorso dicembre, in occasione della Giornata europea delle persone con disabilità, il Comitato ha sguinzagliato in città otto volontari del servizio civile del progetto "Tempo libero non tempo vuoto". In due giorni i volontari hanno battuto 45 strade e piazze del centro - da piazza della Vasca a via De' Barberi e da via della Pace a viale Sonnino - restituendo una fotografia desolante. A essere sorvegliati non sono stati solo i parcheggi riservati a portatori di handicap e gli scivoli per disabili, ma anche le rampe private.
«A dispetto di quanto si creda - spiega Lorella Ronconi, presidente del Comitato - una volta autorizzati dal Comune gli stalli per le auto acquistano anche una funzione pubblica perché diventano un ulteriore punto di accesso al marciapiede per le carrozzine». Parcheggiarci l'auto, dunque, non significa solo infrangere il codice della strada, ma anche impedire la libera circolazione a una grossa fetta di utenti che, quotidianamente, macinano asfalto su un altro tipo di quattro ruote, quelle della carrozzina.
Il risultato dell'indagine lascia l'amaro in bocca: su 569 siti, i volontari hanno registrato 159 infrazioni, vale a dire il 28 per cento del totale, con punte del 44 e 45 per cento, un dato tanto più allarmante se confrontato con quello dell'anno precedente, quando le infrazioni non hanno superato il 20 per cento.
«Ma più che i numeri - spiega Lorella Ronconi - a crescere è stata l'arroganza e l'inciviltà delle persone. Mentre negli anni scorsi di solito la gente si scusava o accampava qualche giustificazione strampalata, questa volta abbiamo ricevuto insulti, maleparole e offese. E dire che l'unica arma a disposizione dei volontari - tra i quali psicologi, neuropsichiatri e sociologi - è stato un bigliettino lasciato sul parabrezza con scritto: "Se vuoi il mio posto, prendi anche il mio handicap"».
Lo slogan appartiene a una campagna internazionale che anche in Italia sta raccogliendo adesioni in molti comuni, l'ultimo dei quali Bologna cinque giorni fa, dove accanto ai cartelli per il posteggio riservato ai disabili sono spuntati anche quelli con lo slogan.
Che, evidentemente, a Grosseto sembra aver creato un certo imbarazzo. Il "volantino moralizzatore", infatti, ha mandato su tutte le furie gli automobilisti i quali, beccati in fallo, non hanno saputo far meglio che arroccarsi nella loro ottusa ignoranza sparando a zero contro Valentina, Dario, Elisa, Michela, Luca, Sara, Giacomo e Irene e la stessa presidentessa del Comitato.
«In via Giordano - racconta Ronconi - un uomo ci ha insultati dal terrazzino e un altro ci ha mandati a quel paese, prendendosela con tutti i disabili». «Quello che ci ha colpiti di più - le fa eco Elisa Bruni, 26 anni, una degli otto volontari - è che anche le donne si sono dimostrate insofferenti. Una ragazza ci voleva addirittura denunciare, e dire che era lei a infrangere la legge».
Difficile spiegare alle persone cose che dovrebbero essere ovvie, ma vale comunque la pena tentare, suggeriscono gli organizzatori, «attraverso l'insegnamento dell'educazione civica a partire dalla scuola primaria e, per gli adulti, con una specifica segnaletica come quella adottata in altri comuni con la scritta "Se vuoi il mio posto prendi anche il mio handicap"».
Lo strumento sembra funzionare tanto che, su internet, la pagina di Facebook dedicata alla campagna ha registrato già 10mila adesioni. Speriamo che ai navigatori della rete si aggiungano presto anche gli automobilisti grossetani.
Per il sesto anno consecutivo, lo scorso dicembre, in occasione della Giornata europea delle persone con disabilità, il Comitato ha sguinzagliato in città otto volontari del servizio civile del progetto "Tempo libero non tempo vuoto". In due giorni i volontari hanno battuto 45 strade e piazze del centro - da piazza della Vasca a via De' Barberi e da via della Pace a viale Sonnino - restituendo una fotografia desolante. A essere sorvegliati non sono stati solo i parcheggi riservati a portatori di handicap e gli scivoli per disabili, ma anche le rampe private.
«A dispetto di quanto si creda - spiega Lorella Ronconi, presidente del Comitato - una volta autorizzati dal Comune gli stalli per le auto acquistano anche una funzione pubblica perché diventano un ulteriore punto di accesso al marciapiede per le carrozzine». Parcheggiarci l'auto, dunque, non significa solo infrangere il codice della strada, ma anche impedire la libera circolazione a una grossa fetta di utenti che, quotidianamente, macinano asfalto su un altro tipo di quattro ruote, quelle della carrozzina.
Il risultato dell'indagine lascia l'amaro in bocca: su 569 siti, i volontari hanno registrato 159 infrazioni, vale a dire il 28 per cento del totale, con punte del 44 e 45 per cento, un dato tanto più allarmante se confrontato con quello dell'anno precedente, quando le infrazioni non hanno superato il 20 per cento.
«Ma più che i numeri - spiega Lorella Ronconi - a crescere è stata l'arroganza e l'inciviltà delle persone. Mentre negli anni scorsi di solito la gente si scusava o accampava qualche giustificazione strampalata, questa volta abbiamo ricevuto insulti, maleparole e offese. E dire che l'unica arma a disposizione dei volontari - tra i quali psicologi, neuropsichiatri e sociologi - è stato un bigliettino lasciato sul parabrezza con scritto: "Se vuoi il mio posto, prendi anche il mio handicap"».
Lo slogan appartiene a una campagna internazionale che anche in Italia sta raccogliendo adesioni in molti comuni, l'ultimo dei quali Bologna cinque giorni fa, dove accanto ai cartelli per il posteggio riservato ai disabili sono spuntati anche quelli con lo slogan.
Che, evidentemente, a Grosseto sembra aver creato un certo imbarazzo. Il "volantino moralizzatore", infatti, ha mandato su tutte le furie gli automobilisti i quali, beccati in fallo, non hanno saputo far meglio che arroccarsi nella loro ottusa ignoranza sparando a zero contro Valentina, Dario, Elisa, Michela, Luca, Sara, Giacomo e Irene e la stessa presidentessa del Comitato.
«In via Giordano - racconta Ronconi - un uomo ci ha insultati dal terrazzino e un altro ci ha mandati a quel paese, prendendosela con tutti i disabili». «Quello che ci ha colpiti di più - le fa eco Elisa Bruni, 26 anni, una degli otto volontari - è che anche le donne si sono dimostrate insofferenti. Una ragazza ci voleva addirittura denunciare, e dire che era lei a infrangere la legge».
Difficile spiegare alle persone cose che dovrebbero essere ovvie, ma vale comunque la pena tentare, suggeriscono gli organizzatori, «attraverso l'insegnamento dell'educazione civica a partire dalla scuola primaria e, per gli adulti, con una specifica segnaletica come quella adottata in altri comuni con la scritta "Se vuoi il mio posto prendi anche il mio handicap"».
Lo strumento sembra funzionare tanto che, su internet, la pagina di Facebook dedicata alla campagna ha registrato già 10mila adesioni. Speriamo che ai navigatori della rete si aggiungano presto anche gli automobilisti grossetani.
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