Il dolore
LA VINCITRICE AIUTATA
Dakar, elicotteri e sospettie ora la Giannetti spera -Video
Massimo Galletti
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DAKAR 2010. Silvia Giannetti con la sua moto. Sopra in un fotogramma preso da un filmato di YouTube la moto della Seel recuperata da un elicottero: gli aiuti sono vietati per regolamentoUn elicottero che solleva la moto della vincitrice Annie Seel caduta in una buca: un aiuto forse irregolare. La Dakar 2010 potrebbe riservare clamorose sorprese per la motociclista grossetana Silvia Giannetti, seconda dietro alla svedese. In caso di squalifica Silvia avrebbe il diritto a festeggiare il primo posto nella speciale classifica riservata alle donne
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GROSSETO. La Dakar 2010 potrebbe riservare clamorose sorprese per Silvia Giannetti, seconda dietro alla svedese Annie Seel. Un risultato impensabile alla vigilia ed adesso Silvia avrebbe il diritto a festeggiare il primo posto nella speciale classifica riservata alle donne. Ripercorrendo le tappe della edizione della gara di quest'anno, abbiamo visto come la svedese sia risultata imprendibile per l'italiana.
La Seel ha tenuto un ruolino di marcia da fare invidia ai più quotati maschietti. E fino a qui nessuno avrebbe avuto niente da ridire, fino a sabato 10 gennaio. Quel giorno si correva l'8ª tappa, in terra cilena, che andava da Antofagasta e arrivava a Copiaco di oltre 500 chilometri. Ed è a questo punto che accade l'episodio che potrebbe dare la vittoria alla maremmana. La Seel, cade in una profonda buca con la moto. La svedese fortunatamente non si fa male, ma è bloccata con il mezzo, senza possibilità di poterlo recuperare. Improvvisamente appare un elicottero, che imbraca la moto della svedese, la tira fuori dalla buca, la rimette sulla pista e la riconsegna alla vincitrice della Dakar, che riparte veloce verso il traguardo. Se andiamo a vedere le classifica di quel giorno, la Seel arriva dietro a Silvia con un ritardo di circa 60'. Il punto è proprio questo. Secondo regolamento la Seel e come lei tutti i partecipanti alla corsa non possono essere aiutati in nessun modo, pena la squalifica.
A testimoniare tutta la vicenda ci sono ben due filmati su "Youtube" dove si vede chiaramente quello che è avvenuto quel giorno. E allora: perché la Seel è stata aiutata? Perché se ci sono filmati, i giudici di gara non sono stati avvertiti dell'accaduto e perché nessuno ha detto niente e la cosa è passata inosservata? Interrogativi che potrebbero avere risposte forse negli interessi economici della Dakar. Siamo nel mondo delle ipotesi, ma azzardiamo: la Seel corre con i colori di uno sponsor internazionale molto importante, uno dei partner della organizzazione. Questo spiegherebbe tante cose e i motivi che hanno portato alla non squalifica della Seel, che non avrebbe dovuto salire sul podio come prima classificata. Silvia Giannetti cade dalla nuvole: «Veramente ci sono i filmati che documentano l'aiuto alla Seel? Sono sbalordita. Se è vero, avrei vinto la Dakar 2010». La grossetana è confusa non sa cosa pensare: «Devo riordinare le idee. Voglio prima vedere i filmati e poi deciderò. Devo verificare se ci sono le condizioni per fare ricorso».
La Seel ha tenuto un ruolino di marcia da fare invidia ai più quotati maschietti. E fino a qui nessuno avrebbe avuto niente da ridire, fino a sabato 10 gennaio. Quel giorno si correva l'8ª tappa, in terra cilena, che andava da Antofagasta e arrivava a Copiaco di oltre 500 chilometri. Ed è a questo punto che accade l'episodio che potrebbe dare la vittoria alla maremmana. La Seel, cade in una profonda buca con la moto. La svedese fortunatamente non si fa male, ma è bloccata con il mezzo, senza possibilità di poterlo recuperare. Improvvisamente appare un elicottero, che imbraca la moto della svedese, la tira fuori dalla buca, la rimette sulla pista e la riconsegna alla vincitrice della Dakar, che riparte veloce verso il traguardo. Se andiamo a vedere le classifica di quel giorno, la Seel arriva dietro a Silvia con un ritardo di circa 60'. Il punto è proprio questo. Secondo regolamento la Seel e come lei tutti i partecipanti alla corsa non possono essere aiutati in nessun modo, pena la squalifica.
A testimoniare tutta la vicenda ci sono ben due filmati su "Youtube" dove si vede chiaramente quello che è avvenuto quel giorno. E allora: perché la Seel è stata aiutata? Perché se ci sono filmati, i giudici di gara non sono stati avvertiti dell'accaduto e perché nessuno ha detto niente e la cosa è passata inosservata? Interrogativi che potrebbero avere risposte forse negli interessi economici della Dakar. Siamo nel mondo delle ipotesi, ma azzardiamo: la Seel corre con i colori di uno sponsor internazionale molto importante, uno dei partner della organizzazione. Questo spiegherebbe tante cose e i motivi che hanno portato alla non squalifica della Seel, che non avrebbe dovuto salire sul podio come prima classificata. Silvia Giannetti cade dalla nuvole: «Veramente ci sono i filmati che documentano l'aiuto alla Seel? Sono sbalordita. Se è vero, avrei vinto la Dakar 2010». La grossetana è confusa non sa cosa pensare: «Devo riordinare le idee. Voglio prima vedere i filmati e poi deciderò. Devo verificare se ci sono le condizioni per fare ricorso».
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