Finanza
Arrestato poco dopo dalla polizia
Ruba in chiesa ma perde il documento
Federico Lazzotti /
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LA CHIESA. È quella del Santissimo crocifissoIl ladro pasticcione ha svaligiato la chiesa, ma nella concitazione della fuga non si è accorto di aver perduto la carta d'identità in mezzo alla navata. L'uomo, 33 anni, è stato arrestato poco dopo dalla polizia: in tasca i 280 euro sotratti nella canonica e come unico documento una tessera sanitaria con lo stesso nome che appariva nel documento smarrito
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GROSSETO. Il ladro pasticcione ha svaligiato la chiesa, ma nella concitazione della fuga non si è accorto di aver perduto la carta d'identità in mezzo alla navata. L'uomo, 33 anni, è stato arrestato poco dopo dalla polizia: in tasca i 280 euro sotratti nella canonica e come unico documento una tessera sanitaria con lo stesso nome che appariva nel documento smarrito.
La chiamata al 113 è arrivata sabato pomeriggio intorno alle 14. A dare l'allarme il parroco della chiesa del "Santissimo crocifisso", in via Lavagnini, appena fuori dal centro città. «Qualcuno è entrato nella canonica - ha detto all'operatore del 113 - ha rotto una porta e ha frugato nei cassetti portando via dei soldi».
In particolare il vice parroco, don Rinaldo Gasparotto, raccontava all'agente 113 di aver sorpreso un giovane, che dopo aver sfondato la porta di un ufficio della sacrestia, stava rovistando tra i cassetti, in una scrivania dove solitamente custodiscono il denaro delle offerte.
Il prelato aveva tentato invano di bloccare lo sconosciuto. È stato proprio nella concitazione della fuga che il malvivente avrebbe perso il documento d'identità ritrovato dagli agenti in corridoio della canonica. Una volta guadagnata l'uscita della chiesa, il ladro si è allontanato in direzione di Via Brigate Partigiane. «Indossava un giubbotto marrone e porta a tracolla una borsa di rossa», hanno raccontato alcuni testimoni che lo hanno visto scappare via.
Gli agenti alcuni minuti dopo la segnalazione, hanno intercetto il ladro pasticcione mentre a passo spedito da Via Dei Barberi imboccava Via Albinoni dove è stato bloccato.
Quando gli agenti gli hanno chiesto un documento l'uomo ha mostrato una tessera sanitaria con lo stesso nominativo del documento perso in chiesa. L'ultima conferma che fosse lui il responsabile del furto commesso poco prima è arrivata quando il sospettato è stato perquisito: all'interno del portafogli gli agenti hanno trovato diverse banconote, per un totale di euro 280.
Robert Jankowski, 33 anni, originario di Lebork, in Polonia ma domiciliato a Grosseto, è stato arrestato con l'accusa di furto aggravato. Successivamente gli agenti hanno appurato che l'uomo era entrato all'interno della chiesa attraverso l'ingresso principale, sempre aperto per i fedeli, e successivamente ha sfondato, molto probabilmente con un calcio o una spallata la porta chiusa dell'ufficio, danneggiando anche l'infisso. Pare che il trentatreenne - come ha confermato il parroco - conoscesse il luogo dov'era nascosto il denaro, in quanto altre volte si era presentato in chiesa per chiedere un aiuto economico. L'uomo ha passato il fine settimana nella camera di sicurezza della Questura in attesa del giudizio per direttissima.
Ieri mattina si è celebrato in Tribunale il processo per direttissima, al termine del quale, dopo la convalida dell'arresto, l'uomo è stato condannato alla pena di cinque mesi e dieic giorni di reclusione, con sospensione della condanna ed obbligo di firma giornaliero alla polizia giudiziaria.
La chiamata al 113 è arrivata sabato pomeriggio intorno alle 14. A dare l'allarme il parroco della chiesa del "Santissimo crocifisso", in via Lavagnini, appena fuori dal centro città. «Qualcuno è entrato nella canonica - ha detto all'operatore del 113 - ha rotto una porta e ha frugato nei cassetti portando via dei soldi».
In particolare il vice parroco, don Rinaldo Gasparotto, raccontava all'agente 113 di aver sorpreso un giovane, che dopo aver sfondato la porta di un ufficio della sacrestia, stava rovistando tra i cassetti, in una scrivania dove solitamente custodiscono il denaro delle offerte.
Il prelato aveva tentato invano di bloccare lo sconosciuto. È stato proprio nella concitazione della fuga che il malvivente avrebbe perso il documento d'identità ritrovato dagli agenti in corridoio della canonica. Una volta guadagnata l'uscita della chiesa, il ladro si è allontanato in direzione di Via Brigate Partigiane. «Indossava un giubbotto marrone e porta a tracolla una borsa di rossa», hanno raccontato alcuni testimoni che lo hanno visto scappare via.
Gli agenti alcuni minuti dopo la segnalazione, hanno intercetto il ladro pasticcione mentre a passo spedito da Via Dei Barberi imboccava Via Albinoni dove è stato bloccato.
Quando gli agenti gli hanno chiesto un documento l'uomo ha mostrato una tessera sanitaria con lo stesso nominativo del documento perso in chiesa. L'ultima conferma che fosse lui il responsabile del furto commesso poco prima è arrivata quando il sospettato è stato perquisito: all'interno del portafogli gli agenti hanno trovato diverse banconote, per un totale di euro 280.
Robert Jankowski, 33 anni, originario di Lebork, in Polonia ma domiciliato a Grosseto, è stato arrestato con l'accusa di furto aggravato. Successivamente gli agenti hanno appurato che l'uomo era entrato all'interno della chiesa attraverso l'ingresso principale, sempre aperto per i fedeli, e successivamente ha sfondato, molto probabilmente con un calcio o una spallata la porta chiusa dell'ufficio, danneggiando anche l'infisso. Pare che il trentatreenne - come ha confermato il parroco - conoscesse il luogo dov'era nascosto il denaro, in quanto altre volte si era presentato in chiesa per chiedere un aiuto economico. L'uomo ha passato il fine settimana nella camera di sicurezza della Questura in attesa del giudizio per direttissima.
Ieri mattina si è celebrato in Tribunale il processo per direttissima, al termine del quale, dopo la convalida dell'arresto, l'uomo è stato condannato alla pena di cinque mesi e dieic giorni di reclusione, con sospensione della condanna ed obbligo di firma giornaliero alla polizia giudiziaria.
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