Il Tirreno

Grosseto

Ex ristorante Maremma "abuso da demolire"

Francesca Ferri
Ex ristorante Maremma "abuso da demolire"

La facciata racconta una bella storia: finalmente nel 2008, a oltre un secolo dalla sua costruzione, uno degli edifici più maestosi di Grosseto - l'ex liceo classico in via Mazzini - riceve il diploma di "bene di interesse storico artistico" dalla Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici

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GROSSETO. La facciata racconta una bella storia: finalmente nel 2008, a oltre un secolo dalla sua costruzione, uno degli edifici più maestosi di Grosseto - l'ex liceo classico in via Mazzini - riceve il diploma di "bene di interesse storico artistico" dalla Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici. Ma basta girare l'angolo e dare un'occhiata al retro ed è tutta un'altra storia, di abusi edilizi mai sanati e pasticci burocratici; di licenze concesse a lungo e d'improvviso revocate; di investimenti e posti di lavoro persi.
La storia è questa. Due anni fa l'ex liceo e il terreno intorno sono dichiarati dalla Soprintendenza "beni artistici". Il vincolo riguarda anche la corte sul retro di proprietà del Comune di Grosseto dove, da oltre mezzo secolo, fa bella mostra di sé un ristorante costruito abusivamente, l'ex "Maremma". Per decenni nessuno ha battuto ciglio, anzi. Nel 1985 i proprietari - i signori Marcello e Gino Peccianti - chiesero al Comune il condono della struttura. Concessa, a patto che i Peccianti acquistassero anche la proprietà del terreno; gli imprenditori non hanno mai perfezionato l'acquisto e la pratica è rimasta negli archivi comunali per anni durante i quali il ristorante è passato per diverse gestioni. L'ultima, circa un anno fa, è quella della società "Triade" di Alberto Moroni e Claudio Miserocchi, gestori del "Narciso". Il locale ha l'ingresso in via De' Calboli e, grazie ai circa 150 metri quadri del ristorante preso in affitto dai Peccianti, può contare su una superficie di 300 mq, sviluppandosi fino alla corte confinante con l'ex liceo. Lo scorso luglio una delibera ha dato il nulla osta alla concessione in sanatoria del diritto di superficie per 60 anni, e poche settimane fa i proprietari dell'ex "Maremma" si sono presentati dal notaio per firmare l'atto di condono. E qui il colpo di scena: si scopre infatti che non solo il palazzo dell'ex liceo, ma anche i terreni di pertinenza sono sottoposti a vincolo artistico da almeno due anni ma nessuno se n'era accorto. Dunque niente più condono, la delibera comunale della scorsa estate non ha più valore e il "Narciso" si vede anche togliere l'agibilità dei locali. Per i Peccianti, invece, ruspe in vista, alla faccia del condono concesso da 25 anni.
«La Soprintendenza - spiegano dagli uffici tecnici del Comune - ha dato parere negativo a revocare il vincolo, dunque le demolizioni sono inevitabili e interessano non solo l'immobile dell'ex ristorante, ma anche alcuni manufatti dell'Archivio di Stato».
E non solo. Nella stessa corte sono stati installati nel tempo un'imponente centralina termica in metallo blu, per riscaldare il palazzo dell'ex liceo, e un casottino prefabbricato - sempre del Comune - ad uso dell'Archivio. Non proprio "beni artistici", insomma, ai quali fino a poco tempo fa facevano da pendant tubi in eternit penzolanti dal tetto dell'Archivio. «Il palazzo costituisce un interessante esempio dell'architettura eclettica», si legge nella motivazione della Soprintendenza. E in quanto a eclettismo, l'accozzaglia di bruttezze vecchie e nuove di questa corte ne ha da vendere.

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