Il Tirreno

Grosseto

CONTRIBUTO

Mille euro al meseai disoccupati

(C.P.)
<strong>CRISI.</strong> Lorenzo Centenari della Cgil (a sinistra) e Renzo Alessandri della Cna (a destra), entrambi sono preoccupati per i prossimi mesi, per lavoratori e aziende
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CRISI. Lorenzo Centenari della Cgil (a sinistra) e Renzo Alessandri della Cna (a destra), entrambi sono preoccupati per i prossimi mesi, per lavoratori e aziende

Arriva un contributo di circa 1000 euro per sei mesi per chi è disoccupato o non lavora in modo continuativo. E' la cosiddetta indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti, una misura pensata per tutti i coloro hanno lavorato almeno 78 giornate nell'anno precedente alla richiesta. Per fare domanda è necessario avere anche un'anzianità assicurativa per la disoccupazione di almeno due anni

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GROSSETO. Arriva un contributo di circa 1000 euro per sei mesi per chi è disoccupato o non lavora in modo continuativo. E' la cosiddetta indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti, una misura pensata per tutti i coloro hanno lavorato almeno 78 giornate nell'anno precedente alla richiesta. Per fare domanda è necessario avere anche un'anzianità assicurativa per la disoccupazione di almeno due anni.
Quindi, se si richiede di accedere alla misura nel 2010 è fondamentale avere contributi versati nel 2007.

Dai dati registrati nei mesi scorsi, potrebbero essere molti i lavoratori grossetani costretti a dover ricorrere a questo contributo. Secondo Lorenzo Centenari, segretario provinciale della Cgil: «Alla fine del 2009 la disoccupazione è circa raddoppiata rispetto all'anno precedente e il ricorso alla cassa integrazione ha registrato un aumento del 300/400%». Dati preoccupanti, soprattutto se si considera che è aumentata la mancanza d'impiego persino in agricoltura. Anche i disoccupati provenienti dal settore agricolo, comunque, possono presentare la domanda per ricevere l'indennità con requisiti ridotti. In questo caso, alle 78 giornate lavorative si aggiunge un altro requisito: è necessario, infatti, essere iscritti agli elenchi nominativi per un altro anno oltre quello cui si riferisce la richiesta oppure avere un contributo settimanale per disoccupazione versato per lavoro dipendente non agricolo nel biennio solare precedente la domanda. Pper richiedere la disoccupazione, quindi, il lavoratore agricolo può avere lavorato anche in altri settori.
Si può avere assistenza per la presentazione della domanda presso i patronati, i sindacati e le associazioni di categoria: «Il nostro patronato - spiega Renzo Alessandri, direttore della Cna - offre assistenza in forma gratuita ai lavoratori che intendono attivare il contributo per la disoccupazione con requisiti minimi». «Per il momento, comunque - aggiunge Alessandri - nel settore dell'artigianato il mercato sta tenendo e di conseguenza l'occupazione. Inoltre la richiesta di disoccupazione per molti lavoratori è un'ultima spiaggia, perché ci sono altre misure a cui prima si può fare ricorso».

Come la cassa integrazione ordinaria o straordinaria, ad esempio, o il contributo che la Provincia di Grosseto e Fiada - Il Fondo integrativo per i dipendenti delle aziende artigiane - hanno stanziato per le imprese locali. I due soggetti, infatti, hanno messo a disposizione 260mila euro - rispettivamente 200mila e 60mila - per sostenere le aziende con un contributo di 500 euro mensili a lavoratore per un massimo di sei mesi. Un intervento di sostegno che vuole allontanare il rischio di licenziamento nelle imprese che si trovano in una situazione di pre-crisi e alla quale hanno aderito, per il momento 76 aziende del territorio. 60 richieste sono arrivate dall'area grossetana, 13 dalla zona sud, 2 dall'Amiata e una dalle Colline Metallifere. Il settore maggiormente interessato è quello metalmeccanico con 50 aziende poi i servizi con 12 aziende, seguono il settore del legno con 5 imprese, infine i settori dell'autotrasporto, dell'alimentare e del tessile con 3 aziende ciascuna.
L'intervento è stato richiesto per 350 lavoratori dipendenti, per un media di circa 5 mesi. Le prospettive per il futuro non sono particolarmente rosee: «Si pensa che il primo semestre del 2010 - dice Centenari - potrà registrare un aggravamento delle crisi e una maggiore difficoltà della tenuta occupazionale».

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