Sicurezza
Multa di 148 euro e 5 punti in meno sulla patente
Guerra agli auto-telefonisti
Federico Lazzotti
◗
NEL MIRINO. Chi parla al telefono mentre guidaGuerra agli automobilisti con il vizio di parlare al cellulare durante le manovre. La battaglia contro gli auto-chiaccheroni la lanciano i carabinieri di Grosseto fissando controlli «mirati» per il prossimo fine settimana. L'obiettivo è quello di sensibilizzare, anche a colpi multe, chi si mette al volante senza rispettare questo delicato aspetto del codice della strada
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Guerra agli automobilisti con il vizio di parlare al cellulare durante le manovre. La battaglia contro gli auto-chiaccheroni la lanciano i carabinieri di Grosseto fissando controlli «mirati» per il prossimo fine settimana. L'obiettivo è quello di sensibilizzare, anche a colpi multe, chi si mette al volante senza rispettare questo delicato aspetto del codice della strada.
Il piano dei controlli è ancora top secret e deve essere ultimato nei dettagli, ma qualche particolare su quello che sarà il pattuglione trapela anche a 48 ore dal via. Saranno, infatti, una quindicina i militari che a partire da giovedì si alterneranno durante la tre giorni di controlli che non riguarderanno solo l'uso del cellulare ma anche quello delle cinture di sicurezza.
Lo spunto per dichiarare guerra agli auto-telefonisti potrebbe essere arrivato anche dal caso della signora grossetana pizzicata pochi giorni fa, proprio dai carabinieri, per due volte a parlare al telefonino mentre era alla guida della sua macchina appena fuori dal centro.
Dagli stessi carabinieri di Grosseto arriva una mezza conferma. «Ci siamo accorti - fanno sapere - che su certi comportamenti alla guida l'attenzione è un po' calata rispetto al passato». Insomma, i grossetani in fatto rispetto del codice della strada sono un po' sbadati, nonostante le regole e le sanzioni si siano inasprite e di molto negli ultimi anni. Ecco allora che non è difficile pensare che nel mirino dei carabinieri ci sarà prima di tutto il centro abitato e le principali arterie stradali in entrata e in uscita dalla città.
Eppure parlare al cellulare mentre si guida è la seconda causa di incidenti insieme al fumo, «perché costringe chi è alla guida ad usare una mano sola e abbassa il livello di attenzione», hanno ripetuto gli esperti durante l'ultimo summit mondiale sulla sicurezza in macchina.
Salate le sanzioni in arrivo per chi viene beccato a conversare mentre è alla guida senza usare l'auricolare o il viva voce come invece recita il codice della strada. La multa, infatti, «è di 148 euro», confermano dalla centrale dei vigili urbani. Ma alla multa va aggiunta la decurtazione dalla patente di cinque punti.
Ma come fanno i militari a dimostrare di aver sorpreso il malcapitato automobilista durante una conversazione se non viene fermato con il cellulare acceso in mano? A questa obiezione ha risposto lo scorso anno la corte di Cassazione dopo il ricorso di una signora. Risultato? Per farsi togliere la multa si deve dimostrare che le forze dell'ordine erano talmente distanti da non poter vedere con sicurezza la contravvenzione.
Il piano dei controlli è ancora top secret e deve essere ultimato nei dettagli, ma qualche particolare su quello che sarà il pattuglione trapela anche a 48 ore dal via. Saranno, infatti, una quindicina i militari che a partire da giovedì si alterneranno durante la tre giorni di controlli che non riguarderanno solo l'uso del cellulare ma anche quello delle cinture di sicurezza.
Lo spunto per dichiarare guerra agli auto-telefonisti potrebbe essere arrivato anche dal caso della signora grossetana pizzicata pochi giorni fa, proprio dai carabinieri, per due volte a parlare al telefonino mentre era alla guida della sua macchina appena fuori dal centro.
Dagli stessi carabinieri di Grosseto arriva una mezza conferma. «Ci siamo accorti - fanno sapere - che su certi comportamenti alla guida l'attenzione è un po' calata rispetto al passato». Insomma, i grossetani in fatto rispetto del codice della strada sono un po' sbadati, nonostante le regole e le sanzioni si siano inasprite e di molto negli ultimi anni. Ecco allora che non è difficile pensare che nel mirino dei carabinieri ci sarà prima di tutto il centro abitato e le principali arterie stradali in entrata e in uscita dalla città.
Eppure parlare al cellulare mentre si guida è la seconda causa di incidenti insieme al fumo, «perché costringe chi è alla guida ad usare una mano sola e abbassa il livello di attenzione», hanno ripetuto gli esperti durante l'ultimo summit mondiale sulla sicurezza in macchina.
Salate le sanzioni in arrivo per chi viene beccato a conversare mentre è alla guida senza usare l'auricolare o il viva voce come invece recita il codice della strada. La multa, infatti, «è di 148 euro», confermano dalla centrale dei vigili urbani. Ma alla multa va aggiunta la decurtazione dalla patente di cinque punti.
Ma come fanno i militari a dimostrare di aver sorpreso il malcapitato automobilista durante una conversazione se non viene fermato con il cellulare acceso in mano? A questa obiezione ha risposto lo scorso anno la corte di Cassazione dopo il ricorso di una signora. Risultato? Per farsi togliere la multa si deve dimostrare che le forze dell'ordine erano talmente distanti da non poter vedere con sicurezza la contravvenzione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
