Il Tirreno

Grosseto

DISAVVENTURA

Inghiottito da  una voragine nel bosco

<strong>IL TRASPORTO </strong>del ferito col toboga sul percorso disboscato dai vigili del fuoco
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IL TRASPORTO del ferito col toboga sul percorso disboscato dai vigili del fuoco

Il terreno cede d'improvviso e lo inghiotte, giù a precipizio in un pozzo profondo quasi dieci metri. Così la passeggiata di un cercatore di minerali a Serrabottini, nei boschi tra Massa Marittima e Capanne, diventa un incubo. Due ore all'inferno, andata e - per fortuna - ritorno

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MASSA MARITTIMA. Il terreno cede d'improvviso e lo inghiotte, giù a precipizio in un pozzo profondo quasi dieci metri. Così la passeggiata di un cercatore di minerali a Serrabottini, nei boschi tra Massa Marittima e Capanne, diventa un incubo. Due ore all'inferno, andata e - per fortuna - ritorno. Con qualche ammaccatura e una storia da brividi da raccontare ai nipoti.

Protagonista della spaventosa avventura è Bruno Prosperi, 63 anni, di Impruneta. Ieri mattina, in compagnia di un amico, è partito dal suo paese per raggiungere Serrabottini, zona nota agli appassionati per la gran quantità di minerali che vi si possono trovare. Non a caso quest'area delle Colline Metallifere è stata "bucata" dall'uomo sin dalla più remota antichità: centinaia di pozzi, di varie profondità e dimensioni, che forano la collina e oggi sono in gran parte chiusi.
In uno di questi è precipitato il cercatore fiorentino, probabilmente inesperto dei luoghi. Il pozzo - di origine molto antica e dal diametro di circa due metri - è "a cielo aperto". Ma Prosperi o non lo ha visto, oppure vi si è avvicinato incuriosito ed è stato tradito da un cedimento del terreno, friabile e bagnato.

Di fatto il 63enne sparisce in quella voragine buia della quale - dall'alto - neppure si vede il fondo. L'allarme, poco dopo le 11.30, viene lanciato al 112 dall'amico, che assiste impotente alla scena. I carabinieri mobilitano i vigili del fuoco e alle 12,15 sono intorno al pozzo due squadre - una da Follonica e l'altra da Grosseto - entrambe composte anche da personale Saf specializzato. Due vigili del fuoco si calano all'interno del pozzo e raggiungono Prosperi, ferito e immobile a una profondità di circa 10 metri. I soccorritori lo assicurano e lo immobilizzano con ragno e collare cervicale alla barella, dopodiché avviano la risalita utilizzando carrucole, rinvii e corde. Intanto, in superficie, altri vigili del fuoco danno assistenza ai due colleghi impegnati nel pozzo mentre un ulteriore drappello - utilizzando motoseghe - apre un camminamento nella fitta boscaglia per consentire il trasporto della barella fino all'ambulanza, in attesa a circa 200 metri dal pozzo, sulla strada provinciale 50 che conduce a Fenice Capanne. È qui che atterra anche l'elisoccorso Pegaso, allertato per l'emergenza. Una volta tirato su dalla trappola, tuttavia, Prosperi appare in condizioni non preoccupanti: dolorante a un braccio e a una gamba, è comunque cosciente e lucido. Per questo, alla fine, il personale del 118 sceglie di trasportarlo con l'ambulanza all'ospedale di Grosseto. Gli accertamenti radiografici sono durati fino a tarda sera: traumi certi e sospette fratture, ma grazie al cielo nessun pericolo per la vita del 63enne di Impruneta. Dopo un volo del genere, un piccolo miracolo.

Al pozzo di Serrabottini sono saliti anche i carabinieri di Massa Marittima. A loro il compito di chiarire il come e il perché dell'incidente, ma anche di verificare se esistano responsabilità umane "identificabili" per la presenza di quella voragine killer non protetta né segnalata.

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