Il dolore
INCENERITORE
«Siamo pronti a chiedere l'Aia»
◗
SCARLINO ENERGIA. Maria Teresa CaroleoScarlino Energia va avanti, convinta delle proprie ragioni. E preme il piede sull'acceleratore, dicendosi pronta a presentare la documentazione per l'Aia, l'Autorizzazione integrata ambientale, l'ultimo passo verso il via libera
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Scarlino Energia va avanti, convinta delle proprie ragioni. E preme il piede sull'acceleratore, dicendosi pronta a presentare la documentazione per l'Aia, l'Autorizzazione integrata ambientale, l'ultimo passo verso il via libera. Al tempo stesso presenta un dossier per smontare il documento conclusivo della commissione d'inchiesta pubblica del quale ritiene alcune conclusioni così lesive, da aver dato mandato ai legali di sporgere querela.
Sulla determina numero 75, che ha chiuso il riesame, l'azienda presenterà un documento nei dieci giorni previsti dalla legge, ma non esclude un ricorso al Tar.
Quindi il Cda di Scarlino Energia ha deciso di proseguire senza ulteriore indugio il percorso attivato a suo tempo per ottenere l'autorizzazione a poter utilizzare come combustibile nel proprio impianto anche il Cdr. Nonostante il procedimento di riesame della Via da parte della Provincia non abbia ancora prodotto un atto conclusivo della vicenda, l'amministratore delegato Maria Teresa Caroleo fa sapere che «rispettando la tempistica che ci eravamo prefissati, siamo pronti a depositare al protocollo di palazzo Aldobrandeschi la corposa documentazione richiesta ai fini del rilascio dell'Aia». L'azienda depositerà tutta la documentazione tecnica in ottemperanza alle prescrizioni dettate dalla conferenza di servizi del 21/9/09, che avevano determinato la sospensione del procedimento.
A questo punto la Provincia e gli altri enti competenti avranno però a disposizione pochi giorni per valutare gli elaborati tecnici e chiudere entro i termini di legge la procedura di Aia: «ed è ovvio che l'azienda non potrà tollerare ulteriori ritardi».
Per quanto riguarda invece il merito della conclusione del procedimento di riesame della Via, il Cda ha analizzato le due distinte questioni sul tavolo, in particolare i risultati del lavoro della commissione di inchiesta pubblica e la determina dirigenziale n. 75 del 13/01/10. L'azienda a tale proposito sta elaborando un documento che sarà acquisito agli atti della Provincia entro i dieci giorni stabiliti, in cui si smontano punto per punto le argomentazioni sia nel merito tecnico, scientifico e normativo sia nel metodo con cui è stata condotta la stessa inchiesta. Vista la complessità degli argomenti trattati e la corposità del documento in preparazione, oggi è stato anticipato alla stampa un dossier che ne sintetizza i principali aspetti.
Nel dossier in particolare l'azienda rimarca il fatto che l'impianto già da tempo, nonostante sia autorizzato a bruciare solo biomasse, è dotato di tutte le strumentazioni e dispositivi tecnici previsti dalle normative sugli inceneritori. Inoltre la qualificazione giuridica dell'impianto (inceneritore/coinceneritore) è irrilevante ai fini della valutazione di impatto ambientale del progetto presentato e non si traduce automaticamente in un'omessa valutazione preventiva del progetto, fermo restando che il Sia (Studi di impatto ambientale, ndr)ha valutato l'impatto ambientale del progetto derivante dall'impiego dei rifiuti come combustibile, quindi facendo esclusivo riferimento alla normativa di settore.
La presentazione di tale documento - fanno sapere da Scarlino Energia - non preclude e non esclude la possibilità che Scarlino Energia ricorra al Tar contro la Determina Dirigenziale n. 75 firmata dal responsabile del procedimento, dottor Sammuri
«Ma data la gravità delle lacune, errori e violazioni procedurali riscontrate nel documento conclusivo redatto dal comitato di inchiesta pubblica, alcune delle quali potrebbero avere rilevanza penale, il Cda di Scarlino Energia, con decisione unanime, ha dato mandato ai propri legali di sporgere querela nei confronti dell'operato della Commissione».
Sulla determina numero 75, che ha chiuso il riesame, l'azienda presenterà un documento nei dieci giorni previsti dalla legge, ma non esclude un ricorso al Tar.
Quindi il Cda di Scarlino Energia ha deciso di proseguire senza ulteriore indugio il percorso attivato a suo tempo per ottenere l'autorizzazione a poter utilizzare come combustibile nel proprio impianto anche il Cdr. Nonostante il procedimento di riesame della Via da parte della Provincia non abbia ancora prodotto un atto conclusivo della vicenda, l'amministratore delegato Maria Teresa Caroleo fa sapere che «rispettando la tempistica che ci eravamo prefissati, siamo pronti a depositare al protocollo di palazzo Aldobrandeschi la corposa documentazione richiesta ai fini del rilascio dell'Aia». L'azienda depositerà tutta la documentazione tecnica in ottemperanza alle prescrizioni dettate dalla conferenza di servizi del 21/9/09, che avevano determinato la sospensione del procedimento.
A questo punto la Provincia e gli altri enti competenti avranno però a disposizione pochi giorni per valutare gli elaborati tecnici e chiudere entro i termini di legge la procedura di Aia: «ed è ovvio che l'azienda non potrà tollerare ulteriori ritardi».
Per quanto riguarda invece il merito della conclusione del procedimento di riesame della Via, il Cda ha analizzato le due distinte questioni sul tavolo, in particolare i risultati del lavoro della commissione di inchiesta pubblica e la determina dirigenziale n. 75 del 13/01/10. L'azienda a tale proposito sta elaborando un documento che sarà acquisito agli atti della Provincia entro i dieci giorni stabiliti, in cui si smontano punto per punto le argomentazioni sia nel merito tecnico, scientifico e normativo sia nel metodo con cui è stata condotta la stessa inchiesta. Vista la complessità degli argomenti trattati e la corposità del documento in preparazione, oggi è stato anticipato alla stampa un dossier che ne sintetizza i principali aspetti.
Nel dossier in particolare l'azienda rimarca il fatto che l'impianto già da tempo, nonostante sia autorizzato a bruciare solo biomasse, è dotato di tutte le strumentazioni e dispositivi tecnici previsti dalle normative sugli inceneritori. Inoltre la qualificazione giuridica dell'impianto (inceneritore/coinceneritore) è irrilevante ai fini della valutazione di impatto ambientale del progetto presentato e non si traduce automaticamente in un'omessa valutazione preventiva del progetto, fermo restando che il Sia (Studi di impatto ambientale, ndr)ha valutato l'impatto ambientale del progetto derivante dall'impiego dei rifiuti come combustibile, quindi facendo esclusivo riferimento alla normativa di settore.
La presentazione di tale documento - fanno sapere da Scarlino Energia - non preclude e non esclude la possibilità che Scarlino Energia ricorra al Tar contro la Determina Dirigenziale n. 75 firmata dal responsabile del procedimento, dottor Sammuri
«Ma data la gravità delle lacune, errori e violazioni procedurali riscontrate nel documento conclusivo redatto dal comitato di inchiesta pubblica, alcune delle quali potrebbero avere rilevanza penale, il Cda di Scarlino Energia, con decisione unanime, ha dato mandato ai propri legali di sporgere querela nei confronti dell'operato della Commissione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
