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A Grosseto il tempo si è fermato

A Grosseto il tempo si è fermato

A Grosseto si è fermato il tempo? A chiederselo, con un po' di ironia, è Rossano Marzocchi, consigliere della Pro Loco di Grosseto. Il quale, girando per la città, ha notato che tutti gli orologi pubblici, tolto quello del Comune restaurato da poco, sono fermi. Così ha scritto una lunga lettera al Tirreno

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GROSSETO. A Grosseto si è fermato il tempo? A chiederselo, con un po' di ironia, è Rossano Marzocchi, consigliere della Pro Loco di Grosseto. Il quale, girando per la città, ha notato che tutti gli orologi pubblici, tolto quello del Comune restaurato da poco, sono fermi. Così ha scritto una lunga lettera al Tirreno.

«Grosseto - scrive -, secondo le statistiche che si alternano sui giornali, appare sempre inserita in buona posizione nella classifica dei capoluoghi di provincia per qualità della vita. Forse perché il tempo in questa città sembra essersi fermato? Pare proprio di sì, stando al senso letterale del termine. Sulla torre del palazzo delle Poste, nella centralissima piazza Rosselli, infatti c'è un orologio che dal 1932, per decenni, ha scandito le ore dei grossetani e dato il segnale dell'ingresso prima alle studentesse delle magistrali e poi a quelli della scuola media che scorrazzavano intorno alla Vasca, e che, precorrendo i tempi, già utilizzava i numeri invece delle lancette ed era perfino illuminato. Fermo».

«Sulla torre del palazzo dell'ex-Littorio, poi Casa del Popolo ed ora detto "della Finanza" esistono quattro, ben quattro, orologi visibili da quasi tutta Grosseto. Tutti fermi».

«Alla stazione ferroviaria di piazza Marconi la situazione non cambia. Sulla parte alta e centrale della facciata spicca un orologio, importante per tutti i viaggiatori, che una volta si vedeva pure dal palazzo dei Ferrovieri di via Roma. E forse non era un caso. Fermo anche questo».

«E che dire degli orologi dei vari reparti dell'ospedale Misericordia, fermi da secoli, o di altri sparsi qua e là per la città? Quanto sopra scritto non è proprio nuovo, dato che era stato già scritto dalla stessa penna nel marzo del 2008 e, con soddisfazione, dopo pochi giorni sulla stampa giunsero rassicurazioni da parte del direttore delle Poste che in poco tempo, dopo aver riparato la fontana di fronte all'ingresso del palazzo, promise che avrebbe fatto funzionare anche l'orologio».

«Sulla via della guarigione, a sentire l'allora responsabile della comunicazione delle Ferrovie, doveva esserci anche il grande orologio che campeggia sulla facciata della stazione e leggemmo poi, che sarebbe stato riattivato, magari con tempi un po' più lunghi, anche quello in Piazza del Popolo, essendo l'edificio di proprietà del Demanio e che di lì a breve sarebbe stato assegnato alla Guardia di Finanza. Quest'ultime erano le dichiarazioni di un tecnico addetto ai lavori. Lui avrebbe seguito la pratica e avrebbe cercato di velocizzarla onde procedere quanto prima all'intervento sigli orologi. Sic. Ma niente di tutto questo. Sono passati quasi due anni e siamo allo stato di prima. Niente polemica, ma teniamo solo al decoro della nostra città».

«Tanto che una freccia positiva bisogna scagliarla: sul timpano del palazzo del Comune un prezioso e storico orologio, un gioiello, collegato ad una squillante campana del '300, installato da un mago della meccanica che era riuscito a mettere in azione i pesi utilizzando un complicato sistema di carrucole, dopo lunghi anni di inattività è oggi funzionante. L'auspicio è che, ripartito dal cuore cittadino, il tempo riprenda a scorrere anche nelle altre zone del capoluogo».

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