Il dolore
BAMBINO USTIONATO
Bimbo ustionato, aperta un'inchiesta
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MEYER L’ospedale nel quale il bambino è ricoverato dal 22 dicembre con ustioni di secondo e terzo gradoIl racconto di un genitore «In 60 in una stanza I nostri figli avevano una candela, si sono toccati ed è stao il rogo»
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CASTIGLIONE. È stata aperta un'inchiesta per risalire alle cause e agli eventuali responsabili dell'incendio avvenuto durante la recita di Natale nel refettorio dell'asilo Vittorio Emanuele di Castiglione della Pescaia. Nel rogo un bambino di cinque anni rimase ustionato al viso e alla schiena. Ferite che i medici del Meyer di Firenze, dov'è ancora ricoverato dopo un delicato intervento chirurgico, hanno giudicato guaribili in almeno trenta giorni.
L'ipotesi sulla quale stanno lavorando gli inquirenti è quella di lesioni colpose. Intanto domani mattina l'asilo privato di via Papa Giovanni XXIII, nella zona del campo sportivo Valdrighi, riaprirà i battenti, anche se qualche genitore ha più di un timore dopo quello che è successo il pomeriggio del 22 di dicembre.
Gli accertamenti dei carabinieri sono iniziati solo lunedì, a 13 giorni dall'incendio, quando dall'ospedale fiorentino è arrivato il fax con il nuovo referto del bambino al quale i medici hanno dato un mese di prognosi. «Quando supera i venti giorni - recita la legge - l'indagine parte d'ufficio senza bisogno di una denuncia».
Infatti, nonostante i mormorii che si sono accesi in paese dal giorno successivo al rogo, nessuno fino a ieri sera si era presentato alla stazione per sporgere una denuncia che, invece, avrebbe fatto partire l'inchiesta.
Adesso, in ogni caso, toccherà agli stessi militari procedere per cercare di ricostruire quello che è successo. La recita di Natale doveva essere l'occasione per scambiarsi gli auguri e invece stava per trasformarsi in una tragedia.
«Eravamo circa sessanta persone all'interno di una stanza di una quarantina di metri quadrati - racconta uno dei genitori che vuole restare anonimo - avevano messo le sedie attaccate a una specie di palco sopra al quale doveva avvenire lo spettacolo. Ai bambini era stato fatto indossare un corpetto in cartone dipinto con delle vernici e a ognuno era stata data in mano una candela, una fiamma libera».
La recita consisteva in una specie di percorso da parte dei piccoli durante il quale era prevista anche una curva. «È durante questa manovra - prosegue il genitore - che è avvenuto l'incidente. I bambini nel corso del cambio di direzione, visti gli spazi, si sono tamponati e scontrati l'uno con l'altro. Una catena dove la peggio l'ha avuta quel ragazzino il cui corpetto ha preso fuoco».
Anche altri compagni, durante gli scontri, si sono bruciati con la cera delle rispettive candele. Le fiamme invece hanno attaccato il corpetto del piccolo. «Sono stati i genitori - prosegue - a spengere il cartone che era diventato una specie di torcia. Nella stanza non c'erano neanche un sistema antincendio, nemmeno un estintore, poteva essere una tragedia. È un miracolo che non ci siano state vittime».
Il piccolo, dopo l'incidente, è stato portato dagli stessi genitori alla sede della Croce Rossa di Castiglione da dove poi ha raggiunto, con ustioni di secondo e terzo grado, prima al Misericordia e poi il Meyer di Firenze. Fino a lunedì i carabinieri di Castiglione non hanno potuto aprire un'inchiesta nonostante sapessero, almeno a grandi linee, quello che era successo. Ieri con il nuovo certificato, è arrivato l'incarico. Toccherà a loro verificare le dichiarazioni del genitore ascoltando gli altri ospiti che hanno assistito alla recita. Mentre è già in programma un sopralluogo all'interno della struttura per accertare se il refettorio poteva essere adibito a teatro per uno spettacolo.
L'ipotesi sulla quale stanno lavorando gli inquirenti è quella di lesioni colpose. Intanto domani mattina l'asilo privato di via Papa Giovanni XXIII, nella zona del campo sportivo Valdrighi, riaprirà i battenti, anche se qualche genitore ha più di un timore dopo quello che è successo il pomeriggio del 22 di dicembre.
Gli accertamenti dei carabinieri sono iniziati solo lunedì, a 13 giorni dall'incendio, quando dall'ospedale fiorentino è arrivato il fax con il nuovo referto del bambino al quale i medici hanno dato un mese di prognosi. «Quando supera i venti giorni - recita la legge - l'indagine parte d'ufficio senza bisogno di una denuncia».
Infatti, nonostante i mormorii che si sono accesi in paese dal giorno successivo al rogo, nessuno fino a ieri sera si era presentato alla stazione per sporgere una denuncia che, invece, avrebbe fatto partire l'inchiesta.
Adesso, in ogni caso, toccherà agli stessi militari procedere per cercare di ricostruire quello che è successo. La recita di Natale doveva essere l'occasione per scambiarsi gli auguri e invece stava per trasformarsi in una tragedia.
«Eravamo circa sessanta persone all'interno di una stanza di una quarantina di metri quadrati - racconta uno dei genitori che vuole restare anonimo - avevano messo le sedie attaccate a una specie di palco sopra al quale doveva avvenire lo spettacolo. Ai bambini era stato fatto indossare un corpetto in cartone dipinto con delle vernici e a ognuno era stata data in mano una candela, una fiamma libera».
La recita consisteva in una specie di percorso da parte dei piccoli durante il quale era prevista anche una curva. «È durante questa manovra - prosegue il genitore - che è avvenuto l'incidente. I bambini nel corso del cambio di direzione, visti gli spazi, si sono tamponati e scontrati l'uno con l'altro. Una catena dove la peggio l'ha avuta quel ragazzino il cui corpetto ha preso fuoco».
Anche altri compagni, durante gli scontri, si sono bruciati con la cera delle rispettive candele. Le fiamme invece hanno attaccato il corpetto del piccolo. «Sono stati i genitori - prosegue - a spengere il cartone che era diventato una specie di torcia. Nella stanza non c'erano neanche un sistema antincendio, nemmeno un estintore, poteva essere una tragedia. È un miracolo che non ci siano state vittime».
Il piccolo, dopo l'incidente, è stato portato dagli stessi genitori alla sede della Croce Rossa di Castiglione da dove poi ha raggiunto, con ustioni di secondo e terzo grado, prima al Misericordia e poi il Meyer di Firenze. Fino a lunedì i carabinieri di Castiglione non hanno potuto aprire un'inchiesta nonostante sapessero, almeno a grandi linee, quello che era successo. Ieri con il nuovo certificato, è arrivato l'incarico. Toccherà a loro verificare le dichiarazioni del genitore ascoltando gli altri ospiti che hanno assistito alla recita. Mentre è già in programma un sopralluogo all'interno della struttura per accertare se il refettorio poteva essere adibito a teatro per uno spettacolo.
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