Proteste
LA STORIA
Scelti per Matilde i genitori affidatari
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IN CULLA. Coccolata da tuttiMatilde, due mesi compiuti da pochi giorni, è ancora all'ospedale Misericordia, ma, a partire da oggi la macchina della burocrazia, rallentata dalle festività natalizie, si rimette di nuovo in moto a pieno ritmo, cosicché nell'arco di pochi giorni (se non oggi stesso) la piccola avrà una famiglia
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GROSSETO. Matilde, due mesi compiuti da pochi giorni, è ancora all'ospedale Misericordia, ma, a partire da oggi la macchina della burocrazia, rallentata dalle festività natalizie, si rimette di nuovo in moto a pieno ritmo, cosicché nell'arco di pochi giorni (se non oggi stesso) la piccola avrà una famiglia.
«La bambina è ancora qui - conferma il direttore di neonatologia, prof. Enzo Gabriele Barlocco - solo per questo; è, infatti, perfettamente guarita e quindi può essere data in affidamento». Questa volta, infatti, a rallentare i piccoli passi di Matilde verso l'abbraccio della mamma affidataria, dopo che i suoi genitori naturali non l'avevano voluta, è stato proprio il Natale, con relativi permessi e ferie del personale che, nei vari settori, si occupa di questi casi. Un'amara beffa: una bambina rifiutata ha trascorso il Natale in ospedale e non sotto un tetto caldo di affetti, perché il mondo era impegnato a festeggiare la nascita di un altro bambino cui rifiutarono un tetto per venire al mondo.
Sia chiaro, Matilde al Misericordia sta benissimo, anzi, è la mascotte del reparto; tutti la coccolano, mangia correttamente, e altrettando correttamente cresce, ma sempre in una culla di ospedale e non in una cameretta tutta sua. La piccola spalanca felice i suoi grandi occhi neri sui camici di medici e infermieri che l'hanno curata e ai quali, forse, mancherà quando sarà consegnata alla famiglia affidataria, che è già stata individuata.
Matilde è venuta al mondo il 29 ottobre; suo padre e sua madre non sapevano come fare ad allevarla ed hanno deciso di darla in adozione. Otto giorni dopo, espletate tutte le pratiche, quando stava per essere affidata ad una famiglia che si sarebbe presa cura di lei, è stata colpita da una «patologia acuta», come la chiamano i medici, che ha stoppato la pratica.
Il direttore del reparto di pediatria del Misericordia, Barlocco, è stato sempre ottimista: «Il peggio sembra passato - disse pochi giorni dopo -, la bambina reagisce. È bella, sorridente e mangia. Ecco perché siamo fiduciosi e speriamo al più presto di poter chiamare il Tribunale dei minori per dare il via libera e far ripartire la pratica per l'affidamento». Via libera che arrivò il 9 dicembre scorso, e l'iter ripartì, perché il nullaosta può arrivare solo se le condizioni di salute della piccola sono perfette.
Che l'iter non sarebbe stato breve era chiaro a tutti: il Tribunale ha dovuto verificare la disponibilità delle famiglie che hanno fatto richiesta e individuare la più adatta. Ora si tratta di incaricare un assistente sociale di Grosseto per trasferire fisicamente la bambina dal Misericordia, alla sua nuova casa.
«Mi auguro - conclude il professor Barlocco - che la Befana faccia a Matilde questo regalo».
Iter bucratico, come detto molto complesso, e ferie permettendo.
B. Z.
«La bambina è ancora qui - conferma il direttore di neonatologia, prof. Enzo Gabriele Barlocco - solo per questo; è, infatti, perfettamente guarita e quindi può essere data in affidamento». Questa volta, infatti, a rallentare i piccoli passi di Matilde verso l'abbraccio della mamma affidataria, dopo che i suoi genitori naturali non l'avevano voluta, è stato proprio il Natale, con relativi permessi e ferie del personale che, nei vari settori, si occupa di questi casi. Un'amara beffa: una bambina rifiutata ha trascorso il Natale in ospedale e non sotto un tetto caldo di affetti, perché il mondo era impegnato a festeggiare la nascita di un altro bambino cui rifiutarono un tetto per venire al mondo.
Sia chiaro, Matilde al Misericordia sta benissimo, anzi, è la mascotte del reparto; tutti la coccolano, mangia correttamente, e altrettando correttamente cresce, ma sempre in una culla di ospedale e non in una cameretta tutta sua. La piccola spalanca felice i suoi grandi occhi neri sui camici di medici e infermieri che l'hanno curata e ai quali, forse, mancherà quando sarà consegnata alla famiglia affidataria, che è già stata individuata.
Matilde è venuta al mondo il 29 ottobre; suo padre e sua madre non sapevano come fare ad allevarla ed hanno deciso di darla in adozione. Otto giorni dopo, espletate tutte le pratiche, quando stava per essere affidata ad una famiglia che si sarebbe presa cura di lei, è stata colpita da una «patologia acuta», come la chiamano i medici, che ha stoppato la pratica.
Il direttore del reparto di pediatria del Misericordia, Barlocco, è stato sempre ottimista: «Il peggio sembra passato - disse pochi giorni dopo -, la bambina reagisce. È bella, sorridente e mangia. Ecco perché siamo fiduciosi e speriamo al più presto di poter chiamare il Tribunale dei minori per dare il via libera e far ripartire la pratica per l'affidamento». Via libera che arrivò il 9 dicembre scorso, e l'iter ripartì, perché il nullaosta può arrivare solo se le condizioni di salute della piccola sono perfette.
Che l'iter non sarebbe stato breve era chiaro a tutti: il Tribunale ha dovuto verificare la disponibilità delle famiglie che hanno fatto richiesta e individuare la più adatta. Ora si tratta di incaricare un assistente sociale di Grosseto per trasferire fisicamente la bambina dal Misericordia, alla sua nuova casa.
«Mi auguro - conclude il professor Barlocco - che la Befana faccia a Matilde questo regalo».
Iter bucratico, come detto molto complesso, e ferie permettendo.
B. Z.
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