Proteste
SICUREZZA IN CITTÀ
Spaccavetri ora rigava le auto
Federico Lazzotti
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2 NOVEMBRE. In via Meucci 16 auto distrutteÈ sospettato di essere Spaccavetri, su cui pende una maxi-denuncia per aver distrutto 37 auto in sosta in tre diversi blitz notturni nella zona dell'Alberino tra novembre e dicembre. Bruno Bellucci, 51 anni e decine di precedenti alle spalle, è stato arrestato domenica notte con l'accusa di danneggiamenti per aver rigato sette auto parcheggiate in via Liri
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GROSSETO. È sospettato di essere Spaccavetri, su cui pende una maxi-denuncia per aver distrutto 37 auto in sosta in tre diversi blitz notturni nella zona dell'Alberino tra novembre e dicembre. Bruno Bellucci, 51 anni e decine di precedenti alle spalle, è stato arrestato domenica notte con l'accusa di danneggiamenti per aver rigato sette auto parcheggiate in via Liri.
È da poco passata la mezzanotte quando al centralino del 112 arriva la telefonata di un giovane. «C'è un uomo in via Liri, è in bicicletta e sta rigando le auto parcheggiate lungo il marciapiede». Il ragazzo, dopo aver dato l'allarme, ha seguito il danneggiatore e con l'aiuto di altri residenti ne ha ritardato la fuga in attesa dell'arrivo delle macchine di carabinieri e polizia. I militari dopo aver bloccato il sospettato hanno trovato, gettato in un tombino poco distante, il coltellino con il quale l'uomo avrebbe rigato anche le altre macchine.
«Ero ubriaco e ho sbattuto contro quell'auto perché avevo perso l'equilibrio». È così che Bellucci si è difeso ieri mattina davanti al gip Michele Addimandi che ne ha convalidato l'arresto per il danneggiamento di un'auto (aggravato dall'esposizione alla pubblica fede e dall'orario notturno) lasciandolo in carcere. Bellucci, assistito dall'avvocato Roberto Santi Laurini in sostituzione di Nicola Giribaldi, ha confermato il possesso del coltello ma ha anche aggiunto di averlo gettato via per paura.
Durante l'udienza c'è stato anche un colpo di scena: "Spaccavetri", com'è stato ribattezzato l'autore dei danni sulle auto, ha, infatti, ritrattato quanto dichiarato il 10 dicembre scorso, quando era stato sentito per la serie di vandalismi avvenuti sulle auto in sosta nella zona dell'Alberino. «Non ho fatto niente, non ho rotto niente», ha spiegato al giudice.
Eppure la notte del 10 dicembre era stato lo stesso Bellucci a telefonare ai carabinieri per pregarli di andare nel suo appartamento e impedirgli di uscire di casa perché avrebbe rotto altri lunotti e vetri. Quando gli uomini del nucleo radiomobile sono arrivati in via Rossini 16 l'uomo ha consegnato loro il martelletto con il quale ha dichiarato di aver distrutto le auto parcheggiate in via Meucci la notte del primo novembre, quelle in via Pietri il 3 dicembre e in via Lago di Varano quattro giorni più tardi. Un danno complessivo nei confronti dei proprietari che sfiorerebbe i 25 mila euro.
E allora quella confessione ha domandato anche il giudice? «Vi spiego - ha raccontato Bellucci - avevo subìto un furto di una somma di denaro in casa. Così sono andato a denunciarlo. E lì - è stata la dichiarazione inspiegabile - ho confessato per vedere se mi arrestavano».
Una deposizione su cui gli stessi inquirenti nutrono molti dubbi per l'attendibilità dell'uomo che
proprio nella stessa confessione aveva accusato un suo conoscente di essere il mandante dei danneggiamenti.
Indagine chiusa? Non ancora. Infatti, anche la polizia ha un sospettato per i vetri e lunotti mandati in frantumi su cui sono in corso degli accertamenti. Ma gli indizi a carico di Bellucci cominciano ad essere più d'uno come spiegano i carabinieri in una nota.
«Questo episodio - dicono - conferma l'ipotesi che l'uomo sarebbe stato l'autore dei numerosi danneggiamenti di vetri di numerose auto in sosta, gravi episodi che hanno creato molto allarme sociale in città».
È da poco passata la mezzanotte quando al centralino del 112 arriva la telefonata di un giovane. «C'è un uomo in via Liri, è in bicicletta e sta rigando le auto parcheggiate lungo il marciapiede». Il ragazzo, dopo aver dato l'allarme, ha seguito il danneggiatore e con l'aiuto di altri residenti ne ha ritardato la fuga in attesa dell'arrivo delle macchine di carabinieri e polizia. I militari dopo aver bloccato il sospettato hanno trovato, gettato in un tombino poco distante, il coltellino con il quale l'uomo avrebbe rigato anche le altre macchine.
«Ero ubriaco e ho sbattuto contro quell'auto perché avevo perso l'equilibrio». È così che Bellucci si è difeso ieri mattina davanti al gip Michele Addimandi che ne ha convalidato l'arresto per il danneggiamento di un'auto (aggravato dall'esposizione alla pubblica fede e dall'orario notturno) lasciandolo in carcere. Bellucci, assistito dall'avvocato Roberto Santi Laurini in sostituzione di Nicola Giribaldi, ha confermato il possesso del coltello ma ha anche aggiunto di averlo gettato via per paura.
Durante l'udienza c'è stato anche un colpo di scena: "Spaccavetri", com'è stato ribattezzato l'autore dei danni sulle auto, ha, infatti, ritrattato quanto dichiarato il 10 dicembre scorso, quando era stato sentito per la serie di vandalismi avvenuti sulle auto in sosta nella zona dell'Alberino. «Non ho fatto niente, non ho rotto niente», ha spiegato al giudice.
Eppure la notte del 10 dicembre era stato lo stesso Bellucci a telefonare ai carabinieri per pregarli di andare nel suo appartamento e impedirgli di uscire di casa perché avrebbe rotto altri lunotti e vetri. Quando gli uomini del nucleo radiomobile sono arrivati in via Rossini 16 l'uomo ha consegnato loro il martelletto con il quale ha dichiarato di aver distrutto le auto parcheggiate in via Meucci la notte del primo novembre, quelle in via Pietri il 3 dicembre e in via Lago di Varano quattro giorni più tardi. Un danno complessivo nei confronti dei proprietari che sfiorerebbe i 25 mila euro.
E allora quella confessione ha domandato anche il giudice? «Vi spiego - ha raccontato Bellucci - avevo subìto un furto di una somma di denaro in casa. Così sono andato a denunciarlo. E lì - è stata la dichiarazione inspiegabile - ho confessato per vedere se mi arrestavano».
Una deposizione su cui gli stessi inquirenti nutrono molti dubbi per l'attendibilità dell'uomo che
proprio nella stessa confessione aveva accusato un suo conoscente di essere il mandante dei danneggiamenti.
Indagine chiusa? Non ancora. Infatti, anche la polizia ha un sospettato per i vetri e lunotti mandati in frantumi su cui sono in corso degli accertamenti. Ma gli indizi a carico di Bellucci cominciano ad essere più d'uno come spiegano i carabinieri in una nota.
«Questo episodio - dicono - conferma l'ipotesi che l'uomo sarebbe stato l'autore dei numerosi danneggiamenti di vetri di numerose auto in sosta, gravi episodi che hanno creato molto allarme sociale in città».
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