Sicurezza
DISABILI
Salvano padre e figlio dalla fuga di gas
Si è sentita male e quando è andata al pronto soccorso ha capito che i valori erano alterati per l’inalazione di monossido di carbonio. Così ha telefonato subito a casa, dove vi erano il marito e il figlio disabile, per avvertirli
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GROSSETO. Si è sentita male e quando è andata al pronto soccorso ha capito che i valori erano alterati per l’inalazione di monossido di carbonio. Così ha telefonato subito a casa, dove vi erano il marito e il figlio disabile, per avvertirli. Ma nessuno rispondeva. I due uomini sono stati salvati dall’intervento degli agenti della polizia di stato che li hanno trascinati fuori dall’appartamento in evidente stato confusionale.
Tutta colpa di una caldaia alimentata a gas. Tragedia sfiorata ed episodio risolto da un ricovero in ospedale, con trattamento in camera iperbarica. Erano circa le 23 di martedì quando una donna di 62 anni, residente in una villetta monofamiliare di via Europa, ha accusato un malore e si è recata subito al pronto soccorso. Dalle analisi effettuate dai medici è risultato che la donna aveva i valori del sangue alterati a causa dell’inalazione di monossido di carbonio. Una fuga di gas? Il primo pensiero è stato quello di telefonare a casa, dove dormivano i familiari, il marito 67enne e il figlio 33enne. Inutilmente.
La donna si è spaventata e così sono state avvertite le forze dell’ordine. Erano le 2.50, quando, dopo insistenti telefonate senza risposta, gli agenti della Volante della polizia di stato sono intervenuti. Nonostante le luci accese nessuno rispondeva al campanello: i quattro poliziotti non hanno esitato e sono entrati in casa. Qui hanno trovato il marito e il figlio in evidente stato confusionale, colti da improvvisi attacchi di stanchezza e malessere. Li hanno trascinati fuori e affidati al 118 che li ha portati in ospedale. Nel frattempo, erano giunti i vigili del fuoco: con la loro strumentazione (un multigas detector in dotazione al comando provinciale) hanno verificato che la concentrazione di monossido di carbonio era particolarmente elevata già sulla soglia di casa.
Tutti fuori perché il rischio era altissimo e dentro soltanto la squadra, con la protezione adeguata: i vigili hanno provveduto ad aerare i locali e hanno ipotizzato che l’alta concentrazione di monossido sia da ricondurre al malfunzionamento della caldaia alimentata a gas metano. Una volta arrivati al pronto soccorso i due uomini sono stati posti nella camera iperbarica dalla quale sono usciti nella mattinata di ieri, mentre la loro casa è stata areata ed è tornata agibile in poco tempo. Anche gli agenti di polizia hanno rischiato grosso: per salvare le due persone in difficoltà, sono entrati nella villetta senza maschere. E dopo gli accertamenti eseguiti in ospedale uno dei poliziotti è stato trovato con valori alterati nel sangue dovuti appunto all’intossicazione.
Tutta colpa di una caldaia alimentata a gas. Tragedia sfiorata ed episodio risolto da un ricovero in ospedale, con trattamento in camera iperbarica. Erano circa le 23 di martedì quando una donna di 62 anni, residente in una villetta monofamiliare di via Europa, ha accusato un malore e si è recata subito al pronto soccorso. Dalle analisi effettuate dai medici è risultato che la donna aveva i valori del sangue alterati a causa dell’inalazione di monossido di carbonio. Una fuga di gas? Il primo pensiero è stato quello di telefonare a casa, dove dormivano i familiari, il marito 67enne e il figlio 33enne. Inutilmente.
La donna si è spaventata e così sono state avvertite le forze dell’ordine. Erano le 2.50, quando, dopo insistenti telefonate senza risposta, gli agenti della Volante della polizia di stato sono intervenuti. Nonostante le luci accese nessuno rispondeva al campanello: i quattro poliziotti non hanno esitato e sono entrati in casa. Qui hanno trovato il marito e il figlio in evidente stato confusionale, colti da improvvisi attacchi di stanchezza e malessere. Li hanno trascinati fuori e affidati al 118 che li ha portati in ospedale. Nel frattempo, erano giunti i vigili del fuoco: con la loro strumentazione (un multigas detector in dotazione al comando provinciale) hanno verificato che la concentrazione di monossido di carbonio era particolarmente elevata già sulla soglia di casa.
Tutti fuori perché il rischio era altissimo e dentro soltanto la squadra, con la protezione adeguata: i vigili hanno provveduto ad aerare i locali e hanno ipotizzato che l’alta concentrazione di monossido sia da ricondurre al malfunzionamento della caldaia alimentata a gas metano. Una volta arrivati al pronto soccorso i due uomini sono stati posti nella camera iperbarica dalla quale sono usciti nella mattinata di ieri, mentre la loro casa è stata areata ed è tornata agibile in poco tempo. Anche gli agenti di polizia hanno rischiato grosso: per salvare le due persone in difficoltà, sono entrati nella villetta senza maschere. E dopo gli accertamenti eseguiti in ospedale uno dei poliziotti è stato trovato con valori alterati nel sangue dovuti appunto all’intossicazione.
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