Sicurezza
banditi fuggono con 5.000 euro
Marito e moglie rapinati in una villa
Pierluigi Sposato
Da domenica sera le forze dell'ordine sono a caccia dei cinque banditi che hanno rapinato marito e moglie in una villa ai piedi di Gavorrano. Una rapina che sarebbe stata compiuta servendosi di cacciavite e bastoni e che avrebbe fruttato un bottino di cinquemila euro in contanti e una pistola
3 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. Da domenica sera le forze dell'ordine sono a caccia dei cinque banditi che hanno rapinato marito e moglie in una villa ai piedi di Gavorrano. Una rapina che sarebbe stata compiuta servendosi di cacciavite e bastoni e che avrebbe fruttato un bottino di cinquemila euro in contanti e una pistola. Tra i beni portati via anche l'auto del proprietario, ritrovata però ieri mattina poco distante dalla villa dai carabinieri. Che sull'episodio mantengono uno stretto riserbo investigativo.
L'episodio risale più o meno alle 19 di domenica. A quell'ora i banditi sono entrati nell'abitazione di una coppia di cinquantenni - lui imprenditore del commercio - che si trova lungo via delle Vigne, non distante da Bagno di Gavorrano. Un'abitazione su due piani. Sarebbero stati a volto coperto, chi da passamontagna, chi da cappellini o altro. Non avevano armi "proprie" ma il loro atteggiamento sarebbe stato più che eloquente. I carabinieri preferiscono non divulgare particolari sulle parole usate dai banditi: non è dato sapere se fossero stranieri o italiani e tantomeno se avessero inflessioni o dialetti.
Momenti di sconcerto da parte della coppia, che ha capito che i cinque avevano fatto irruzione da una porta-finestra al piano terra. Un paio di spintoni, qualche strattone ed è stato facile vincere la resistenza del padrone di casa e della moglie, immobilizzati. I malviventi si sono messi a caccia di oggetti preziosi in giro per la casa ma si sarebbero appropriati soltanto di 5.000 euro in contanti, che il proprietario deteneva nell'abitazione. Non in cassaforte. Poi avrebbero portato via anche una pistola, che l'imprenditore deteneva come regolarmente denunciata. Non avrebbero preso - ma ieri sera l'inventario era ancora in corso - gioielli o altro, pur avendo messo in parte a soqquadro tutta la casa. Prima di uscire, comunque, hanno afferrato le chiavi della A6 del proprietario. Con quella si sono allontanati.
L'uomo ha chiesto subito aiuto e i carabinieri si sono precipitati sul posto mentre veniva fatto scattare l'allarme anti-rapina: era stata data la descrizione dell'auto e anche quella sommaria dei malviventi. Ma per tutta la notte della A6 non è stata trovata traccia. L'auto è spuntata fuori soltanto ieri mattina: si trovava non lontano dalla villa, in un luogo che l'Arma non ha voluto precisare. È verosimile che i banditi si siano allontanati con la Audi dalla villa fino al punto in cui avevano lasciato la propria (o le proprie) auto, rendendo vane così le ricerche focalizzate su quel tipo di vettura.
Ieri mattina i carabinieri hanno compiuto un nuovo sopralluogo, con la luce del sole. La zona di via delle Vigne è piuttosto isolata e nessuno si sarebbe accorto di nulla. Anche perché quella è una zona di orti e poderi e non è stabilmente abitata. Chi vi ha la proprietà, in altre parole, a quell'ora della domenica era già tornato a casa propria. La villa sorge su un'altura al termine di una strada chiusa da un cancello: impossibile avvicinarsi, anche il proprietario ha preferito non rilasciare alcun tipo di dichiarazioni.
Quello delle rapine in villa è un fenomeno nuovo per la provincia di Grosseto «ma frequente in molte parti del territorio nazionale», dice il prefetto Giuseppe Linardi, che l'altro giorno ha presieduto la riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica che ha varato il rafforzamento del sistema di pattugliamento e prevenzione in vista delle festività natalizie. Lei è preoccupato? «Vediamo meglio questo episodio - risponde il prefetto - Poi se ci saranno misure da adottare, possiamo mettere in atto strategie di difesa passiva insieme ai Comuni. È un problema che si può affrontare».
L'episodio risale più o meno alle 19 di domenica. A quell'ora i banditi sono entrati nell'abitazione di una coppia di cinquantenni - lui imprenditore del commercio - che si trova lungo via delle Vigne, non distante da Bagno di Gavorrano. Un'abitazione su due piani. Sarebbero stati a volto coperto, chi da passamontagna, chi da cappellini o altro. Non avevano armi "proprie" ma il loro atteggiamento sarebbe stato più che eloquente. I carabinieri preferiscono non divulgare particolari sulle parole usate dai banditi: non è dato sapere se fossero stranieri o italiani e tantomeno se avessero inflessioni o dialetti.
Momenti di sconcerto da parte della coppia, che ha capito che i cinque avevano fatto irruzione da una porta-finestra al piano terra. Un paio di spintoni, qualche strattone ed è stato facile vincere la resistenza del padrone di casa e della moglie, immobilizzati. I malviventi si sono messi a caccia di oggetti preziosi in giro per la casa ma si sarebbero appropriati soltanto di 5.000 euro in contanti, che il proprietario deteneva nell'abitazione. Non in cassaforte. Poi avrebbero portato via anche una pistola, che l'imprenditore deteneva come regolarmente denunciata. Non avrebbero preso - ma ieri sera l'inventario era ancora in corso - gioielli o altro, pur avendo messo in parte a soqquadro tutta la casa. Prima di uscire, comunque, hanno afferrato le chiavi della A6 del proprietario. Con quella si sono allontanati.
L'uomo ha chiesto subito aiuto e i carabinieri si sono precipitati sul posto mentre veniva fatto scattare l'allarme anti-rapina: era stata data la descrizione dell'auto e anche quella sommaria dei malviventi. Ma per tutta la notte della A6 non è stata trovata traccia. L'auto è spuntata fuori soltanto ieri mattina: si trovava non lontano dalla villa, in un luogo che l'Arma non ha voluto precisare. È verosimile che i banditi si siano allontanati con la Audi dalla villa fino al punto in cui avevano lasciato la propria (o le proprie) auto, rendendo vane così le ricerche focalizzate su quel tipo di vettura.
Ieri mattina i carabinieri hanno compiuto un nuovo sopralluogo, con la luce del sole. La zona di via delle Vigne è piuttosto isolata e nessuno si sarebbe accorto di nulla. Anche perché quella è una zona di orti e poderi e non è stabilmente abitata. Chi vi ha la proprietà, in altre parole, a quell'ora della domenica era già tornato a casa propria. La villa sorge su un'altura al termine di una strada chiusa da un cancello: impossibile avvicinarsi, anche il proprietario ha preferito non rilasciare alcun tipo di dichiarazioni.
Quello delle rapine in villa è un fenomeno nuovo per la provincia di Grosseto «ma frequente in molte parti del territorio nazionale», dice il prefetto Giuseppe Linardi, che l'altro giorno ha presieduto la riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica che ha varato il rafforzamento del sistema di pattugliamento e prevenzione in vista delle festività natalizie. Lei è preoccupato? «Vediamo meglio questo episodio - risponde il prefetto - Poi se ci saranno misure da adottare, possiamo mettere in atto strategie di difesa passiva insieme ai Comuni. È un problema che si può affrontare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
