Sicurezza
L’INDAGINE DELLA POLSTRADA
Incidenti truffa: cento perquisizioni
Federico Lazzotti / Pierluigi Sposato
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COMPUTER E CARTONI. Portati in Questura dopo le oltre cento perquisizioni eseguiteLa Maremma trema da ieri mattina alle 10. Oltre cento le perquisizione effettuate in tutta la Provincia, sessanta le persone che sarebbero coinvolte in una maxi inchiesta condotta dalla Procura che ipotizza l'esistenza di un sistema di truffe alle assicurazioni di cui farebbero parte medici, avvocati, infemieri e periti, ma anche forze dell'ordine
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GROSSETO. La Maremma trema da ieri mattina alle 10. Oltre cento le perquisizione effettuate in tutta la Provincia, sessanta le persone che sarebbero coinvolte in una maxi inchiesta condotta dalla Procura che ipotizza l'esistenza di un sistema di truffe alle assicurazioni di cui farebbero parte medici, avvocati, infemieri e periti, ma anche forze dell'ordine.
Gli agenti della polstrada in dodici ore hanno varcato l'ingresso dei quattro ospedali della provincia e di altrettanti studi legali. E ancora di carrozzerie e diversi studi infortunistici sequestrando materiale informatico: computer, telefonini, penne usb, fascicoli e perizie. Tutto materiale che è stato accatastato in Questura e che adesso verrà esaminato.
Bocche cucite in Procura da dove ieri alle 8 è partito il blitz ma da dove non arriva nessuna conferma. «Per adesso - si lascia scappare il capo della Polstrada Nicola Manzari - stiamo facendo delle verifiche». Tra i reati contestati ci sarebbe anche quello di associazione per delinquere, truffa, corruzione, falso e peculato. Un quadro - dunque - che potrebbe far emergere un sistema creato per alterare o comunque lucrare sugli incidenti stradali taroccando i rimborsi. L'ipotesi, dunque, sarebbe quella di truffe alle assicurazioni.
Ieri pomeriggio in Questura sono stati anche ascoltate alcune persone «informate sui fatti». Tra questi anche un infermiere del Misericordia. Gli agenti della polizia giudiziaria accompagnati da cinque pubblici ministeri, di prima mattina, si sono invece presentati con un decreto di perquisizione in via Oberdan nello studio legale dell'avvocato Simone Borghetti. Di seguito sono andati in via Roma nello studio di Antonio Senatore. «Accuse assolutamente infondate - spiega il diretto interessato - come si dimostrerà ampiamente in istruttoria». E poi in via Bruno Buozzi dove lavora Stefano Severi che in questo periodo si troverebbe all'estero.
Infine nel pomeriggio le macchine della polizia sono arrivate in via Cairoli per visitare lo studio di Gabriele Valassina. Sempre in mattinata diversi fascicoli sarebbero stati prelevati sia al Centro Pegaso di via Birmania che al centro clinico Salus, mentre nel pomeriggio è stata la volta del Verde infortunistico di via Manetti da dove gli investigatori sono usciti verso le 15 con un computer e una scatola di documenti. L'agenzia di pratiche automobilistiche di via Aurelia Nord e al centro Le Palme.
È su questi file che adesso si concentrano le indagini. È in queste cartelle che gli agenti dovranno cercare, se ci sono, le conferme necessarie a trovare i riscontri a questa ipotesi di reato, cui stanno lavorando da almeno un anno e mezzo.
La direzione dell'Azienda sanitaria di Grosseto in una nota spiega di «non conoscere» i motivi delle perquisizioni effettuate dalle forze dell'ordine né a quali indagini della Procura si riferiscano. Ma l'inchiesta potrebbe essere partita nel 2007 da quel dipendente del reparto di Radiologia del Misericordia denunciato per aver scambiato delle lastre proprio per truffare le assicurazioni. Oltre all'infermiere ascoltato ieri, poi, ci sarebbero sei medici coinvolti nell'inchiesta.
L'Azienda, da parte sua, ha dato «la massima disponibilità agli organi inquirenti, affinché venga fatta chiarezza al più presto su quanto è oggetto di indagine». Dopo aver ribadito piena «fiducia nel lavoro della magistratura», ma anche nei propri operatori, l'Asl 9 si riserva di esprimersi quando avrà «maggiori elementi di conoscenza» e ricorda che, in passato, era stata la stessa direzione aziendale a segnalare un'ipotesi di reato, nel quale era coinvolto un dipendente Asl. «Qualora il comportamento illecito venisse accertato, l'Azienda assumerà tutte le iniziative a tutela della propria immagine, conclude la nota - ma questo non deve pregiudicare il giudizio sul lavoro, l'onestà e lo spirito di servizio di tutti i dipendenti». Grosseto trema, e questa potrebbe essere solo la prima scossa.
Gli agenti della polstrada in dodici ore hanno varcato l'ingresso dei quattro ospedali della provincia e di altrettanti studi legali. E ancora di carrozzerie e diversi studi infortunistici sequestrando materiale informatico: computer, telefonini, penne usb, fascicoli e perizie. Tutto materiale che è stato accatastato in Questura e che adesso verrà esaminato.
Bocche cucite in Procura da dove ieri alle 8 è partito il blitz ma da dove non arriva nessuna conferma. «Per adesso - si lascia scappare il capo della Polstrada Nicola Manzari - stiamo facendo delle verifiche». Tra i reati contestati ci sarebbe anche quello di associazione per delinquere, truffa, corruzione, falso e peculato. Un quadro - dunque - che potrebbe far emergere un sistema creato per alterare o comunque lucrare sugli incidenti stradali taroccando i rimborsi. L'ipotesi, dunque, sarebbe quella di truffe alle assicurazioni.
Ieri pomeriggio in Questura sono stati anche ascoltate alcune persone «informate sui fatti». Tra questi anche un infermiere del Misericordia. Gli agenti della polizia giudiziaria accompagnati da cinque pubblici ministeri, di prima mattina, si sono invece presentati con un decreto di perquisizione in via Oberdan nello studio legale dell'avvocato Simone Borghetti. Di seguito sono andati in via Roma nello studio di Antonio Senatore. «Accuse assolutamente infondate - spiega il diretto interessato - come si dimostrerà ampiamente in istruttoria». E poi in via Bruno Buozzi dove lavora Stefano Severi che in questo periodo si troverebbe all'estero.
Infine nel pomeriggio le macchine della polizia sono arrivate in via Cairoli per visitare lo studio di Gabriele Valassina. Sempre in mattinata diversi fascicoli sarebbero stati prelevati sia al Centro Pegaso di via Birmania che al centro clinico Salus, mentre nel pomeriggio è stata la volta del Verde infortunistico di via Manetti da dove gli investigatori sono usciti verso le 15 con un computer e una scatola di documenti. L'agenzia di pratiche automobilistiche di via Aurelia Nord e al centro Le Palme.
È su questi file che adesso si concentrano le indagini. È in queste cartelle che gli agenti dovranno cercare, se ci sono, le conferme necessarie a trovare i riscontri a questa ipotesi di reato, cui stanno lavorando da almeno un anno e mezzo.
La direzione dell'Azienda sanitaria di Grosseto in una nota spiega di «non conoscere» i motivi delle perquisizioni effettuate dalle forze dell'ordine né a quali indagini della Procura si riferiscano. Ma l'inchiesta potrebbe essere partita nel 2007 da quel dipendente del reparto di Radiologia del Misericordia denunciato per aver scambiato delle lastre proprio per truffare le assicurazioni. Oltre all'infermiere ascoltato ieri, poi, ci sarebbero sei medici coinvolti nell'inchiesta.
L'Azienda, da parte sua, ha dato «la massima disponibilità agli organi inquirenti, affinché venga fatta chiarezza al più presto su quanto è oggetto di indagine». Dopo aver ribadito piena «fiducia nel lavoro della magistratura», ma anche nei propri operatori, l'Asl 9 si riserva di esprimersi quando avrà «maggiori elementi di conoscenza» e ricorda che, in passato, era stata la stessa direzione aziendale a segnalare un'ipotesi di reato, nel quale era coinvolto un dipendente Asl. «Qualora il comportamento illecito venisse accertato, l'Azienda assumerà tutte le iniziative a tutela della propria immagine, conclude la nota - ma questo non deve pregiudicare il giudizio sul lavoro, l'onestà e lo spirito di servizio di tutti i dipendenti». Grosseto trema, e questa potrebbe essere solo la prima scossa.
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