Il Tirreno

Grosseto

DEGRADO E RIFIUTI

Il sindaco-operaio ripulisce la città

Enrico Pizzi
<strong>VEDETE? LO SCRIVETE DA ANNI.</strong> Lezioncina di Bonifazi: sono anni che i giornali scrivono di degrado
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VEDETE? LO SCRIVETE DA ANNI. Lezioncina di Bonifazi: sono anni che i giornali scrivono di degrado

Il sindaco Bonifazi ha indossato la divisa degli operai del servizio manutenzioni con tanto di targhetta con il nome, si è messo i guanti e, seguito dalla stampa, ha iniziato... a pulire la città. Ma all'inizio ha preso il secchio del colore e il pennello e si è avviato verso via Garibaldi

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GROSSETO. Il sindaco Bonifazi ha indossato la divisa degli operai del servizio manutenzioni con tanto di targhetta con il nome, si è messo i guanti e, seguito dalla stampa, ha iniziato... a pulire la città.

Ma all'inizio ha preso il secchio del colore e il pennello e si è avviato verso via Garibaldi, ha intinto il pennello nel colore e stava per dare la prima pennellata sul muro del palazzo comunale, per cancellare una delle tante scritte che lo imbrattano, quando si è fermato e in modo teatrale ha richiamato l'attenzione sul fatto che il palazzo comunale, come quello che si trova dirimpetto, il vescovado, ha più di 50 anni e per ripulire le scritte serve l'autorizzazione della Soprintendenza. Anche per cancellare le scritte.

Meglio rimandare e non rischiare una seconda denuncia, dopo la prima che gli è arrivata all'indomani dell'operazione "Buon senso con la ramazza", «in procura - ricorda - c'è un fascicolo aperto perché ho ripulito dalle scritte il monumento ai caduti nel parco della Rimembranza» e la Soprintendenza non glielo aveva perdonato.

Ieri mattina, vedendolo passare per Corso Carducci vestito da operaio c'è chi non lo ha riconosciuto e gli ha detto "bravo" pensando a un volontario che stava facendo pulizia e aggiungendo "bisognerebbe dirlo al Comune!", c'è chi invece è rimasto sorpreso nel vederlo armato di guanti e sacchetto del Coseca, togliere manifesti e locandine che deturpano i muri di quasi tutti i palazzi del centro storico dando il via alla seconda operazione "piazza pulita", un tour che il sindaco Bonifazi ha organizzato alla ricerca di quanto fa incuria.

Dopo manifesti e volantini, l'attenzione del sindaco si è posata sui cartelli di annunci - vendesi o affittasi - che si trovano appesi agli alberi e così il tour si è spostato in Barbanella, tra viale Giusti e viale Uranio, dove i pini sembrano diventati succursali di agenzie immobiliari.

L'iniziativa è un po' una risposta che Bonifazi dà al centrodestra che, proprio sui temi del degrado, ha avviato, una settimana fa, la campagna elettorale per le comunali del 2011. Il sindaco prova a dimostrare che «è in crisi la coscienza civica e la responsabilità non è solo di chi governa oggi, ma anche di chi ha governato la città prima».

Non a caso il sindaco ha avviato il tour, ieri, nel suo ufficio dove aveva allestito una sorta di mostra di ritagli di giornale: tutti articoli risalenti a prima della sua elezione. Bacchetta alla mano, Bonifazi ha illustrato le situazioni di degrado che già allora venivano denunciate, fino ai casi più gravi di disagio sociale. «Ci sono state otto persone trovate morte, in due anni - sottolinea il sindaco - in varie zone abbandonate della città» e al centrodestra che parla di degrado rimprovera di «far finta di non sapere che la città, prima era in uno stato di abbandono ancora peggiore».

Bonifazi non gioca, però, a scaricabarile. Se c'è da fare qualcosa contro il degrado «facciamolo insieme - dice - ognuno è libero di fare le sue proteste, ma facciano anche delle proposte su come si combatte il degrado» e per il sindaco il problema è innanzitutto quello di ricostruire la coscienza civica dei grossetani.

«Noi - spiega Bonifazi - abbiamo messo in campo delle politiche attive per combattere il disagio, perché non basta la protesta, né servono a qualcosa azioni come quella che io ho fatto oggi. Combattere il degrado non vuol dire soltanto pulire strade e giardini e rimuovere gli scarabocchi dai muri - dice - ma significa anche formare le coscienze. Promuovere una coscienza civica e una partecipazione sempre più responsabile dei cittadini alla gestione del patrimonio di tutti».

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