Sicurezza
GROSSETO
In casa con la "polvere del sesso"
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LA DROGA e gli strumenti sequestrati ai due giovani A sinistra Armando Buccini capo della squadra volantiVia vai molesto in un palazzo di piazza De Maria Vicino chiama il 113 e gli agenti scoprono sostanze di vario tipo
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GROSSETO. Droga fra i giovanissimi, a Grosseto è allarme rosso. Dopo aver denunciato il ritorno dell'eroina anche nelle scuole, la polizia si trova a dover registrare lo sbarco di "nuove" e pericolosissime sostanze stupefacenti in città. Dove venerdì sera gli agenti della volanti hanno arrestato due ragazzi (lui 21, lei 19 anni), ritenuti spacciatori di metilenediossimetanfetamina, per gli "amici" semplicemente Mdma.
L'Mdma è il principio attivo dell'ecstasy. Alla parola "ecstasy" si associa l'immagine della pasticca, nella quale spesso la sostanza viene mescolata con altri composti inerti. I due ragazzi arrestati a Grosseto, invece, nella loro casa (un appartamento di piazza De Maria) avevano circa 18 grammi di Mdma in polvere, cioè di principio attivo. Una vera e propria "bomba", insomma, che sul mercato si vende in genere in dosi da mezzo grammo ciascuna, 30 euro per dose. Gli effetti dell'Mdma sono "prodigiosi", soprattutto per una generazione poco avvezza alla socialità sana: questa sostanza, infatti - non a caso chiamata "la droga dell'amore" - elimina le inibizioni, favorisce il contatto fisico e quindi la libertà sessuale. Sotto forma di polverina marrone (quella trovata ai due arrestati), può essere oltretutto assunta con molta semplicità, inalata o disciolta in bevande. Ecco perché fra i ragazzi spopola.
Anche a Grosseto. Dove - a quanto pare - l'appartamento dei due arrestati era frequentatissimo. Tant'è che la polizia ci è arrivata dopo la segnalazione di un condomino che lamentava i rumori prodotti dal continuo via vai verso quella casa.
È proprio per questa denuncia che venerdì poco dopo le 23 gli agenti delle volanti bussano a quell'appartamento nel quale convivono Giuseppe Falci Malangone, 21enne salernitano che a Grosseto lavora saltuariamente come operaio; e Giulia Toniazzi, 19 anni, grossetana. I due fanno passare qualche minuto, prima di aprire, probabilmente per riuscire a nascondere la roba. Operazione però malgestita: sul tavolo della cucina infatti dimenticano un involucro di cellophane nel quale - si accerterà poi - c'è mezzo grammo di Mdma. I poliziotti allora perquisiscono la casa: dalla pattumiera spuntano ritagli di cellophane e forbicine, dal frigo il bilancino di precisione, da una camera (nascosti in una radiosveglia) altri 16 grammi di Mdma e 59 di marijuana. E infine - nella biancheria intima indossata dalla ragazza - un altro grammo e mezzo di Mdma e mezzo grammo circa di cocaina.
La conclusione è scontata. I due, entrambi incensurati (lui identificato una volta ad Arezzo perché era in compagnia di un giovane arrestato per detenzione di ecstasy), vengono arrestati e portati in carcere, uno in via Saffi l'altra a Livorno. Il giorno dopo il pm convalida l'arresto e li rimette in libertà (proprio perché incensurati) in attesa di processo.
Finita qui. O quasi. Perché ora ci si interroga sul mercato dell'Mdma a Grosseto. Una droga che invita al sesso facile ma che distrugge i neuroni. Insomma, alla lunga uccide e in poco tempo rende imbecilli. Più di quanto lo si è già a provare questa roba.
L'Mdma è il principio attivo dell'ecstasy. Alla parola "ecstasy" si associa l'immagine della pasticca, nella quale spesso la sostanza viene mescolata con altri composti inerti. I due ragazzi arrestati a Grosseto, invece, nella loro casa (un appartamento di piazza De Maria) avevano circa 18 grammi di Mdma in polvere, cioè di principio attivo. Una vera e propria "bomba", insomma, che sul mercato si vende in genere in dosi da mezzo grammo ciascuna, 30 euro per dose. Gli effetti dell'Mdma sono "prodigiosi", soprattutto per una generazione poco avvezza alla socialità sana: questa sostanza, infatti - non a caso chiamata "la droga dell'amore" - elimina le inibizioni, favorisce il contatto fisico e quindi la libertà sessuale. Sotto forma di polverina marrone (quella trovata ai due arrestati), può essere oltretutto assunta con molta semplicità, inalata o disciolta in bevande. Ecco perché fra i ragazzi spopola.
Anche a Grosseto. Dove - a quanto pare - l'appartamento dei due arrestati era frequentatissimo. Tant'è che la polizia ci è arrivata dopo la segnalazione di un condomino che lamentava i rumori prodotti dal continuo via vai verso quella casa.
È proprio per questa denuncia che venerdì poco dopo le 23 gli agenti delle volanti bussano a quell'appartamento nel quale convivono Giuseppe Falci Malangone, 21enne salernitano che a Grosseto lavora saltuariamente come operaio; e Giulia Toniazzi, 19 anni, grossetana. I due fanno passare qualche minuto, prima di aprire, probabilmente per riuscire a nascondere la roba. Operazione però malgestita: sul tavolo della cucina infatti dimenticano un involucro di cellophane nel quale - si accerterà poi - c'è mezzo grammo di Mdma. I poliziotti allora perquisiscono la casa: dalla pattumiera spuntano ritagli di cellophane e forbicine, dal frigo il bilancino di precisione, da una camera (nascosti in una radiosveglia) altri 16 grammi di Mdma e 59 di marijuana. E infine - nella biancheria intima indossata dalla ragazza - un altro grammo e mezzo di Mdma e mezzo grammo circa di cocaina.
La conclusione è scontata. I due, entrambi incensurati (lui identificato una volta ad Arezzo perché era in compagnia di un giovane arrestato per detenzione di ecstasy), vengono arrestati e portati in carcere, uno in via Saffi l'altra a Livorno. Il giorno dopo il pm convalida l'arresto e li rimette in libertà (proprio perché incensurati) in attesa di processo.
Finita qui. O quasi. Perché ora ci si interroga sul mercato dell'Mdma a Grosseto. Una droga che invita al sesso facile ma che distrugge i neuroni. Insomma, alla lunga uccide e in poco tempo rende imbecilli. Più di quanto lo si è già a provare questa roba.
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